Radio: Signora Margaròni, buon pomeriggio.
Margaròni: Salve, buon pomeriggio anche a voi.
Radio: Non so se lei è già al corrente, ma dopo “The Guardian” la notizia è stata riprodotta dalla Liberation, CNN, BBC, dai media olandesi. La cosa ovviamente qua non fa notizia, almeno per la maggioranza dei media greci, ma per quelli internazionali ne fa, tanto da riprodurla in prima pagina.
Margaròni: Sì, devo dire che mi fa molta impressione questa cosa…Da quel che ho capito, sono stata l’unica giornalista… Sono stata al Tribunale venerdì per parlare con i fermati. Non so perché… cioè lo so… che c’è questo silenzio qui in Grecia è tra le cose più scioccanti per me.
Radio: Lei a cosa crede che sia dovuto questo silenzio, signora Margaròni, visto che abbiamo cominciato a parlare di questo..
Margaròni: Eh…cosa dire… eh… io credo… eh… io non vivo qua, vivo a Londra, per cui non posso parlare nel concreto del perché c’è questo silenzio. Però ho avuto l’impressione che questa volta ad Atene, perché vengo spesso ad Atene, ho avuto l’impressione che questa volta c’è una paura sparsa, che non c’era prima. Che c’è un clima, non solo di disperazione, non solo di rabbia, ma anche di paura..
Radio: Questo però, quando vieni incontro con immagini di maltrattamenti, con delle persone maltrattate e ancor di più che sono state maltrattate da poliziotti in divisa e le foto del Guardian, le vostre foto da quel che capisco…
Margaròni: No, le foto non sono mie.
Radio: Ah..le abbiamo viste sull’articolo del Guardian.
Margaròni: Sì, sì… sono degli avvocati che difendono i ragazzi.
Radio: Va bene, degli avvocati. Queste parlano di per sé… voglio dire, cioè cos’altro serve ad un giornalista per muoversi da quel punto in poi? E’ la cosa più che ovvia… che qui si tratta di maltrattamenti. Torture.
Margaròni: Guardi, serve sempre un’inchiesta. Dobbiamo sapere come è successo questo maltrattamento. La foto da sola non basta. Serve anche un’inchiesta seria. Ed è necessario d’ora in poi che…
Radio: Lo dico per il silenzio che stiamo sottolineando, perciò lo dico…
Margaròni: Sì… Si deve fare un’inchiesta seria, come tra l’altro ha chiesto proprio oggi Human Rights Watch… come sono avvenuti questi maltrattamenti, chi è responsabile. Non tutti i poliziotti sono dei torturatori. Ci sono delle persone specifiche e forse anche un clima che permette che accadano cose del genere. Le persone mi hanno detto, che passavano dei poliziotti da là, dove succedevano queste cose e non dicevano niente, non facevano niente. Per paura, per complicità, non lo sappiamo..
Radio: Noi ieri abbiamo fatto un riferimento dettagliato al suo articolo, ma visto che abbiamo l’occasione di parlare con lei adesso, ci può raccontare un po’, cosa le hanno detto i fermati, cos’altro è stato documentato da lei al riguardo.
Margaròni: Mi hanno detto prima di tutto, cosa è successo durante il loro arresto, che sono stati trattati in modo estremamente violento dalla polizia, una cosa che ha me ha fatto molta impressione era che ad uno l’hanno costretto ad allargare le sue gambe, gli davano dei calci ai suoi genitali e gli dicevano “morirete come sono morti anche i nostri nonni”. Questo per me è un segnale molto brutto. Un altro ha riferito che è stato colpito con un taser sulla spina dorsale e si vede ancora il bruciore che ha lasciato il taser… è caduto per terra, lo hanno ammanettato con le mani dietro, era supino e gli dicevano di alzarsi, mentre non poteva alzarsi. Lo tiravano dalle manette mentre tenevano i loro piedi sulla sua gamba. Un altro ha detto che gli hanno rotto la testa e la mano durante l’arresto ma non è stato portato in ospedale fino alla mattina dopo, quando gli hanno fatto i raggi X, rilevando la frattura della mano.
Radio: C’è anche una fotografia del genere.
Margaroni: Poi… dopo sono stati portati a GADA (Direzione Centrale della Polizia di Attica). Mi hanno descritto anche la situazione là dentro. Dentro una camera per 30-40 persone al massimo, ce n’erano 100 persone. Dormivano per terra con delle coperte sporche, era pieno di scorpioni e scarafaggi
Radio: Materassi sporchi…
Margaròni: Materassi sporchi.
Radio: Molto spesso sono costretti anche ad urinare là dentro le persone.
Margaroni: Questa cosa io non la so… non me l’hanno detta. Mi hanno detto che a GADA hanno visto molti migranti che non sapevano nemmeno perché si trovavano là, che non parlavano il greco e si trovano là dentro da mesi… mi hanno anche detto che alcuni avevano fatto lo sciopero della fame, chiedendo di essere trasferiti a Korydallòs. Cioè facevano uno sciopero della fame x essere portati al carcere. Mi hanno detto che in GADA stavano tutti su un corridoio ed i poliziotti prendevano foto con i loro cellulari, dicendo che poi metteranno le foto in internet affinché possa vederle l’Alba Dorata, che daranno i loro indirizzi ad Alba Dorata. Una ragazza mi ha detto che l’hanno tirata dai capelli per farla alzare per fotografarla. Mi hanno detto che alcuni di loro sono stati bruciati sulle mani con degli accendini dai poliziotti… che mettevano loro laser e lenti negli occhi per non lasciarli dormire. Che non hanno dato loro  dell’acqua da bere per 19 ore.
Radio: Ed una ragazza, se non sbaglio, è stata costretta a bere acqua dal gabinetto…
Margaròni: Così mi ha detto…
Radio: Come tra l’altro c’è anche una denuncia per violenza sessuale.
Margaròni: Non per violenza sessuale, per insulti di carattere sessuale. Perché dicevano delle cose estremamente volgari.
Radio: Sì, sì ha ragione.
Margaròni: A proposito della violenza sessuale… uno dei ragazzi arrestati il giorno dopo al tribunale, tra i solidali, mi ha detto che la polizia l’ha costretto togliere tutti i suoi vestiti, a inchinarsi e ad aprire le sue chiappe. Questa cosa potrebbe essere una forma di violenza sessuale.
Radio: Per quanto riguarda i loro colleghi che vedevano queste cose e non intervenivano…. comunque sia si tratta di complicità.
Margaròni: Sì sono complici, ma come si spiegherà questa cosa, non lo so ancora… non so se verremo mai a sapere.
Radio: Ci può dire lei che arriva dall’Inghilterra, che effetto fanno queste cose là, ma anche in altri paesi europei.
Margaròni: Sono cose scioccanti. Si presume che la Grecia sia un paese europeo, che siamo firmatari delle convenzioni sui diritti umani. A me hanno ricordato delle scene dal passato. Solo questo.
Radio: Ok…. Signora Margaròni, vogliamo tanto ringraziarla, perché senza dubbio il suo articolo sul Guardian ha dato la dovuta spinta sia qua, che a livello internazionale per fare luce su queste cose. La sua esperienza è stata senz’altro sconvolgente, quello che ci ha raccontato voglio dire. La ringraziamo tanto.
Margaròni: Anch’io vi ringrazio..Spero che si avvii adesso un’inchiesta giusta, per poter sapere cosa veramente sia accaduto.
Radio: Credo che il problema sia più profondo. Voglio dire quando chi indaga e chi viene indagato provengono entrambi dallo stesso corpo, credo sia il primo passo per poter coprire tutto.
Margaròni: Queste sono appunto le cose sulle quali si dovrà indagare, per poter finalmente sapere la verità.
Radio: Lo dico perché ho seguito casi di Inchieste Disciplinari sia nella polizia, che nelle autorità portuali. I responsabili sono quelli che si trovano dall’altra parte, che siano loro migranti o greci. La ringraziamo tanto.
Margaroni: Anch’io la ringrazio.