“Erano vestiti di nero, erano 3-4, tutti uomini. Portavano con sé 2-3 cani cui ordinavano di mordermi. Ho capito che erano greci, perché mi insultavano, mi dicevano “brutto stronzo”. Ho cominciato a dire che ero greco anch’io, ma non mi lasciavano andare. “Greco, eh?” mi hanno risposto e poi hanno cominciato a picchiarmi a colpi di catena”.
Con il viso coperto da garze, il 21enne H.H. racconta con una calma straordinaria – visti i fatti – quanto gli è successo la sera di venerdì 12 Ottobre. Si tratta di un altro attacco a sfondo razziale, nel pieno centro di Atene, che gli ha provocato la cecità parziale a un occhio, che non sarà mai completamente guaribile. Il suo “sbaglio” è quello di avere la pelle un po’ più scura, rispetto agli altri greci, perché di origine egiziana. “Sento che nel mio paese non posso trovare la mia ragione. La mia dignità è stata calpestata perché sono un greco-egiziano” racconta al 1againstracism.gr.
La vittima si trovava sull’autobus, intorno alle 21:30 di sera, quando è sceso vicino a piazza Attikìs. Tra tutti i passeggeri
scesi era l’unico a somigliare ad uno straniero. E questo ha provocato l’attacco di 3-4 uomini vestiti di nero, che aspettavano la loro “preda” proprio alla fermata dell’autobus. La vittima è stata picchiata a colpi di catena per ben 5 minuti. “Non ti posso aiutare, aspetta che arrivi la polizia” gli ha detto una donna che era scesa insieme a lui dall’autobus. “Ma che peccato!” e “guarda a questo ragazzo!”, dicevano altri da una distanza.
H. H. ha cercato di scappare, attraversando la strada e dirigendosi verso piazza Attikìs. Gli uomini non l’hanno inseguito ma hanno sguinzagliato i cani. Qualcuno poi gli ha dato un fazzoletto ed un po’ d’acqua. Un altro ha chiamato la polizia. Inizialmente è stato portato alla stazione di polizia di Aghios Panteleìmonas e, con un po’ di ritardo, un’ambulanza lo ha portato in ospedale. I medici non hanno diagnosticato danni in testa. Ma dall’occhio sinistro non potrà mai più vedere come prima.
“Ho provato il razzismo un sacco di volte” – spiega H. H. – “specie nei confronti delle mie sorelle, perché portano il velo. Le dicono: fa molto caldo, perché portate questa cosa qua?”.  A volte poi, quando mi vedono le donne stringono la borsa al petto, perché hanno paura che io sia un ladro”.
 “Ci sono molti greci in Egitto, ma non li trattiamo così. Vengono considerati cittadini con pieni diritti”, aggiunge poi la vittima. Lui ha finito la scuola greca al Cairo e adesso studia informatica. Ha preso la cittadinanza greca da suo padre, che ha vissuto a lungo in Grecia. Sente la Grecia come il suo paese e si preoccupa per il suo futuro, vedendo tutti questi attacchi contro i migranti. Se se ne vanno tutti i migranti, loro diventeranno ancora più forti. Ed allora cominceranno a picchiare noi, i greci che considerano diversi”, dice.