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di Konstantinos Poulis

 Lo stato greco ha deciso di occuparsi di tutto ciò che  è stato pubblicato dall’ articolo del Guardian e  che ha ferito la buona immagine all’estero.
 Quali sono state le due mosse di fronte a queste denunce?

La prima a denunciare e’ stata Syriza. 
Lo Stato Greco ha risposto alla denuncia di Syriza dicendo: “che non e’ sicura se ci sono delle torture” , che Syriza è d’accordo con gli anarchici e poi ha minacciato di querelare il “Guardian” che ci sta calunniando. La tattica degli argomenti è uguale a quella dell’Alba Dorata: chiedi “perchè onorate Hitler?” e ti rispondono “perché i politici rubano”. Quindi lanciamo la palla dall’altra parte, facendo finta di non aver sentito.
La frase sulla quale mi sono soffermato dell’articolo del giornale inglese è una cosa detta da uno dei fermati: “se non siete voi a scriverlo, nessuno lo scriverà qua in Grecia”. Mi sono ricordato delle prime testimonianze al Consiglio d’Europa dei greci durante la dittatura, di Kitty Arseni e poi di tutti gli altri che facevano vedere i segni delle torture sui loro corpi a degli esperti per poter provare a tutti la falsità di Pattakòs che diceva ai media stranieri “all these are lies” (la testimonianza della signora Arseni è riportata nel libro “Bouboulinas 18”, edizioni Themèlio). Poi è tornata la democrazia, ma il noto torturatore Màllios è stato assolto durante il processo in Chalcida e poi è stato ucciso dalla 17 Novembre. Quando fu assassinato, nessuno può dire che ci sia stato il lutto cittadino. Ci furono però alcune eccezioni, tra cui Michaloliàkos (n.d.t. leader dell’Alba Dorata) che ha partecipato insieme ad altri suoi simili agli scontri durante il funerale.
Quelli che hanno vissuto sulla propria pelle la dittatura dei colonnelli sono i primi che non vogliono che noi facciamo questi parallelismi. Infatti, le loro descrizioni fanno più che paura. Se vogliamo fare dei confronti, però, in El Salvador lasciavano i cadaveri dei torturati sull’asfalto, con un buco sul cranio di un trapano elettrico, per dare l’esempio agli altri. Ma l’arte della tortura si evolve. A chi interessa sapere se la mancanza di sonno e l’umiliazione sessuale costituiscano delle torture, deve studiare la scuola americana e le sue prestazioni al riguardo. Questi paragoni però non importano. Quel che importa è capire cosa sta succedendo nel nostro paese. In poche parole, il governo attraverso i suoi organi pagati abbraccia la retorica dei cosiddetti “opposti estremismi” che minacciano la pace sociale del centro felice. Nella prassi, l’estremo dell’estrema destra il governo lo sta accarezzando notte e giorno: lo sta proprio viziando in tutte le sue manie (come ad esempio il caso di Geron Pastitsios o lo spettacolo teatrale Corpus Christi). Soddisfa ogni sua pretesa, come quella della consegna delle liste dei bambini stranieri che frequentano gli asili nido.
Per quanto riguarda la repressione, poi, la polizia accompagna gli amici battaglioni d’assalto dei criminali dell’Alba Dorata, dimenticandosi tutta quella storia degli arresti preventivi, come se i mostri sono usciti con le mazze a fare pic nic. Li segue e li difende. Lascia che facciano quello che vogliono, attaccando e accoltellando i migranti e, nello stesso momento, per poter sporgere denuncia alla stazione di polizia di Aghios Panteleimonas un migrante deve per forza farsi accompagnare dall’avvocato Yànna Kurtovik. E la ciliegina sulla torta: quando è stata fatta la ronda antifascista, quando cioè la gente è uscita sulle strade per dire no ai neonazisti, ai loro nemici, la polizia ha caricato le persone che partecipavano a questa ronda, li ha fermati e poi li ha anche torturati. La stessa cosa è successa anche il giorno dopo, con i solidali che si sono recati in tribunale per mostrare la loro solidarietà. (In Grecia finora ci sono stati 12 processi riguardanti la violenza poliziesca ed una solo condanna!)
C’è ancora chi insiste che il discorso sull’Alba Dorata serve a deviare. Con tutta la simpatia del mondo, ma si può deviare un fuoco d’artificio, non una tortura. Deviazione costituisce qualsiasi cosa ci allontana dal nostro discorso, più o meno importante. Ma non è questo il caso. Quando la polizia si schiera in modo più che ovvio con i fascisti (con le azioni ma anche con le parole), ho solo una domanda da porre a tutta la gente del “centro” pacifico. Una domanda piena di ansia vera. Visto che la polizia protegge in modo così ovvio i fascisti, l’altra parte, quella che viene picchiata, dovrà prendere anch’essa le mazze, non è così? Cosa li dovrebbe fermare? La fede nella legittimità democratica, che cioè sarà la polizia a difendere i migranti, gli omossessuali, i Rom, quelli della sinistra e gli anarchici o in generale chiunque rientri negli obiettivi dell’Alba Dorata?
Siamo ai limiti della commedia. La falsità della teoria degli opposti estremismi la svela la posizione che assume lo stato. Dire che si tratti di un centro neutro sembra sempre di più uno scherzo amaro. La polizia ferma e tortura gli anarchici, non gli “estremisti” in genere. Ed è questo il motivo per il quale le cose vanno verso un’estrema e violenta polarizzazione. Per quanto riesco a pesare i fatti, credo che sia questa la pericolosa serietà della situazione.