Mercoledì, 26 settembre, giornata di sciopero generale, migliaia di persone hanno protestato contro le dure misure contro i lavoratori, che porteranno un ulteriore impoverimento nella nostra vita.
Dalle prime ore del mattino, le forze di polizia hanno attaccato pesantemente i pre-raduni delle assemblee di quartiere di Aghios Dimitrios (Brachami), Vyronas-Kaisariani-Pangrati e Zografou, impedendo la loro partecipazione allo sciopero e al corteo nel centro della città e realizzando la detenzione di decine di persone. In particolare, alcune  persone a Zografou sono stati inseguite e picchiate dalle forze di polizia che diffondono il terrore nel quartiere. Un totale di 20 arresti sono stati effettuati solamente in Zografou, di questi 12 sono minori (studenti).
Nella manifestazione per lo sciopero, le forze di polizia hanno picchiato selvaggiamente i manifestanti, hanno sparato gas lacrimogeni  e hanno fatto un totale di 129 fermi e 22 arresti, attuando in tal modo un ben orchestrato piano per disperdere la folla.
Quello stesso pomeriggio, decine di persone si sono radunate di nuovo in piazza di Gardenias Zografou, dove sono stati oggetto di vessazioni da parte di unità di polizia in moto le DELTA MAT, gli squadroni  anti-sommossa.
La repressione è continuata anche dopo, con una serie di iniziative volte a prevenire qualsiasi attività militante all’interno del movimento antagonista.
Il 30 settembre, nel corso di una dimostrazione antifascista in moto nel centro di Atene, l’unità DELTA (unità di polizia in moto) ha  aggredito e picchiato alcuni dei manifestanti. Il risultato è stato l’arresto di 15 antifascisti (uomini e donne), che sono stati torturati mentre erano sotto custodia della polizia e sono stati rilasciati su cauzione, accusati di pesanti reati. La cauzione è stata di 45.000 euro.
Il 1° ottobre, durante una manifestazione di solidarietà di fronte al tribunale Evelpidon, i partecipanti sono stati inseguiti e picchiati dalla polizia nella zona circostante. In 25 sono stati fermati. 4 persone sono state accusate e trattenute nel quartier generale della polizia.
Allo stesso tempo, molte scuole superiori in tutta la Grecia sono state occupate da parte degli studenti che lottano per una educazione veramente libera, e sono stati attaccati dalle autorità. In particolare,  2 poliziotti in uniforme e poliziotti in borghese hanno invaso il cortile della scuola primaria di Holargos, e non hanno esitato a schernire e ferire gli studenti delle scuole, nel tentativo di rompere l’occupazione.
4 Ottobre: in 4 cantieri del porto non si riceve la paga ormai da sei mesi e si lo contro l’attuazione della rotazione delle mansioni. Partendo dal cantiere di Skaramaga, gli operai hanno fatto irruzione nel Pentagono (sede del ministero greco della Difesa), al fine di chiedere loro i salari maturati. Si sono confrontati e scontrati con la polizia, dopo essere stati trattati con una feroce repressione e attaccati con i gas lacrimogeni. Gli squadroni anti-sommossa hanno fatto 107 fermi e 12 arresti.
Lo stesso giorno (4/10), nel corso di un’altra manifestazione di fronte al tribunale di Evelpidon, in solidarietà con i 15 antifascisti arrestati (della demo-moto del 30/9), la polizia anti-sommossa ha caricato il presidio, con conseguente ferimento di chi solidarizzava.
Nelle prime ore dell’8 ottobre, mentre il centro dei sistemi informativi della Public Power Corporation veniva occupato dai dipendenti affiliati alla GENOP-PPC, sindacato dei lavoratori, 18 persone sono state arrestate.
La mattina dello stesso giorno (8/10), nel corso di una protesta dei lavoratori nell’ospedale psichiatrico Dromokaiteio, la polizia ha arrestato tre membri del consiglio del sindacato degli amministratori.
Il 9 ottobre lo Stato ha dimostrato tolleranza zero, cioè ha vietato manifestazioni e assembramenti di persone nel centro di Atene, impiegando cecchini ed elicotteri della polizia. Una condizione che non può che risvegliare i ricordi del regime dei colonnelli. Molti attivisti sono stati arrestati nelle loro case, e interi collettivi sono stati presi in ostaggio nel luogo del loro incontro. La folla riunita in centro è stata dispersa e picchiata, sempre  dagli  squadroni del MAT e dai motociclisti delle squadre DELTA e DIAS. Un totale di 217 fermi e 24 arresti sono stati effettuati.
Giovedì 18 ottobre, giornata di sciopero generale, le unità repressive hanno fatto un uso eccessivo della forza, adoperando prodotti chimici e granate stordenti. Molti manifestanti sono stati gravemente feriti. 107 persone sono state arrestate e 7 manifestanti sono stati tenuti in custodia della polizia.
Durante lo sciopero un manifestante ha perso la vita, era un lavoratore del porto, disoccupato dal 2006, che aveva marciato nei blocchi del PAME (il sindacato comunista).
In 23 giorni, sono stati fatti un totale di 585 fermi e 105 arresti.
Ancora una volta, la vendetta dei meccanismi di repressione si esaurisce nelle misure esemplari contro chi resiste e combatte, nelle denunce di tantissime persone per reati pesanti (anche soltanto per portare una semplice maschera chirurgica), nella pubblicazione sui media delle fotografie del viso e dei dettagli dei manifestanti arrestati.