La polizia ha cercato di impedire il corteo contro la distruzione del bosco a Skouries nella penisola Calcidica, un’area nella parte nord della Grecia.
Finora sono 16 le persone fermate, una deputata del Syriza è stata aggredita da un poliziotto, mentre un’altra donna è stata buttata fuori dalla macchina dai poliziotti che le hanno fratturato il ginocchio.

Uno dei fermati è stato portato in ospedale con problemi cardiaci per i gas lacrimogeni. 
La squadra antisommossa, infatti, ha lanciato dei gas lacrimogeni dentro la sua macchina. Lui, però, è accusato di tentato omicidio
Alla società Hellenic Gold è stato assegnata una superficie di 26.400 ettari, di cui 410 sono terreni forestali. Quasi tutti gli alberi della foresta saranno abbattuti, così come prevede il piano della società mineraria per estrarre l’oro. La società dice che ripianterà gli alberi quando finisce il suo lavoro. Ma la  distruzione della foresta locale porterà danni irreversibili per l’ecosistema.



E’ stata una della manifestazioni organizzate dal movimento NO Gold Mining che da anni nella penisola delle Calcidi si batte contro il progetto della Hellas Gold, agenzia satellite della canadese Eldorado Gold. Comprare le montagne, sottrarre le terre alla popolazione, devastare i boschi, inquinarne le acque e costruire una grande miniera d’oro è l’obiettivo che la Eldorado Gold (un nome un programma!) è determinata ad ottenere anche in barba alle flebili resistenze della legislazione locale e nazionale. La strategia politica è: “la miniera d’oro porterà lavoro!”, ma lo slogan non ha sortito l’effetto sperato: nessun consenso da queste parti ad un progetto che letteralmente ti ammazza di lavoro.
Per contrastare le resistenze della popolazione, che non ha mai creduto alle promesse dell’azienda canadese, rispondendole sempre con un secco “NO!”, è iniziata la battaglia sia legale che… militare. La strategia dell’azienda è farsi concedere e sequestrare ettari di territorio, per realizzare dei cosiddetti sondaggi tenico-scientifici, militarizzarli anche con squadre di sicurezza privata e lentamente accaparrarsi porzioni di montagna. Il movimento NO Gold Mining ha fin da subito denunciato la strategia utilizzata dall’impresa e dall’indotto di speculatori organizzando diverse manifestazioni, assemblee e momenti di contro-informazione che con il tempo hanno reso il movimento una determinata resistenza popolare che vive anche grazie al sostegno della solidarietà di parte della società greca. 



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