Nel “mirino” di Chrisì Avghì
Il bersaglio sono gli studenti stranieri dell’ Università dell’ Egeo
Chrisì Avghì prova a raccogliere informazioni su quanti siano  gli studenti greci e quanti quelli stranieri che vengono ospitati nelle case dello studente dell’ Università dell’ Egeo [a Lesbo, n.d.t.], evidentemente con il proposito di alzare un polverone sull’assegnazione del posto nelle case dello studente a studenti stranieri, proprio come era già successo per quanto riguarda l’accettazione di bambini stranieri negli asili nido del paese.
Ma questa volta colpisce il fatto che non sia stata presentata un’interrogazione parlamentare, che i dati non sono stati richiesti al Ministero dell’Istruzione e che nemmeno il rettorato dell’Università è stato contattato ufficialmente.
Quello che è successo è che un parlamentare ha mandato una mail a tutti i dipartimenti amministrativi dell’ Università e a tutti i professori (forse anche ad altri destinatari che non conosciamo). Mittente del messaggio elettronico è il parlamentare rappresentante della Magnesia di Chrisì Avghì, Panaghiotis Iliòpulos, che ha utilizzato l’account di posta elettronica del Parlamento, ossia p.iliopoulos@parliament.gr.
Il testo del suo messaggio, molto sintetico, è il seguente:
Vi chiedo di informarmi sul numero di studenti greci che vengono ospitati nella casa dello studente dell’ Università dell’ Egeo e sul corrispondente numero di studenti stranieri. Aspetto una vostra risposta a questo indirizzo di posta elettronica.
Panaghiòtis Iliòpulos, rappresentante parlamentare della Magnesia, Laikòs Sindesmòs – Chrisì Avghì”.
Potrebbe sembrare una “innocente” comunicazione se non fossero noti a tutti i pregiudizi razzisti che caratterizzano le parole e le azioni dell’ organizzazione “Chrisì Avghì”.
Va evidenziato il fatto che  l’importanza politica di questa tematica è stata oggetto di un’ampia discussione nella comunità universitaria di Lesbo per tutta la settimana scorsa, dal momento che tutti sono ormai costretti al faccia al faccia con questa organizzazione e le sue pratiche.
Il vicerettore dell’ Università dell’ Egeo, Nìkos Sulakélis, uno dei destinatari del messaggio elettronico, ci ha detto ieri che ad indispettirlo, oltre al palese argomento politico in esso contenuto, sono stati lo stile, la sintassi e il modo in cui è stata posta la domanda, per questo lo ha immediatamente cestinato. Naturalmente non ha pensato in nessun caso di comunicare i dati richiesti, né ha voluto rispondere in alcun modo.
Tutto il rettorato sembra che abbia reagito con lo stesso spirito, sostenendo che ci sono cose più importanti di cui preoccuparsi, come la sopravvivenza dell’ Università e il proseguimento del suo funzionamento. È da sottolineare il fatto che nessuno si sia nemmeno posto il problema di dare o meno una risposta alla richiesta ricevuta.
tratto da empros.net