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Questo report è stato realizzato in collaborazione col fotografo Dimitrios Bouras, ed è il risultato di una ricerca sul campo durata due anni (l’articolo originale in inglese con servizio fotografico è reperibile alla pagina dell’autrice). I nomi delle persone citate nell’articolo seguiti da un asterisco sono stati cambiati onde proteggerne le identità. 
E’ un pomeriggio d’inverno e fa freddo mentre Maria* si aggiusta il make-up aiutandosi con una vetrina luccicante del centro di Atene. Maria, una prostituta occasionale, ha 27 anni. Ma l’utilizzo di droghe e la vita sulla strada le hanno lasciato addosso più anni di quanti non ne abbia in realtà. 

Le mancano due incisivi, e la sua pelle è gravemente danneggiata dalla ‘SISA’, un pericoloso mix di metamfetamine e altri ingredienti chimici che da due anni ha cominciato ad invadere il mercato della droga ateniese. Costando due o tre euro per dose, la nuova droga si è dimostrata un alternativo assai popolare all’eroina. 
La terribile situazione economica ha spinto molti consumatori di droga verso la prostituzione. Che spesso sono disposti ad assumersi i rischi di un cliente disposto a pagare meglio per un rapporto non protetto. I clienti di Maria sono uomini greci di mezza età, sposati, che comprano una prestazione dai consumatori di droga per 10-15 euro.
“Normalmente vengono al mattino e non usano preservativi”, dice Maria, che ha scoperto da poco di essere sieropositiva. “Io mi rifiuto di fare sesso non protetto, ma quelli diventano insistenti ed è difficile dire di no”, aggiunge. 
All’alba del terzo anno della crisi finanziaria greca, le difficoltà economiche e la disperazione conseguente stanno logorando il tessuto sociale del paese. Su 11 milioni di abitanti quasi 4 sono disoccupati, mentre i salari di quelli che ancora lavorano hanno subito riduzioni per più del 30% dal 2009. A causa delle misure di austerityimposte dai creditori stranieri la Grecia è costretta a mantenere la sua spesa sanitaria sotto al 6% del PIL, laddove quest’ultimo ammontava a 298,73 miliardi di dollari nel 2011, nonostante la spesa media dei paesi OCSE sia al 9%. Mentre il governo si è dimostrato riluttante a varare riforme che avrebbero potuto colpire i gruppi oligarchici che controllano il settore finanziario del paese, è stato molto rapido nel tagliare i fondi ai servizi sociali e al welfare in generale per circa il 40%, nell’introdurre ticketsnegli ambulatori e nel ridurre drasticamente il salario dei lavoratori ospedalieri.
Grazie a ciò il paese è stato testimone di una crescita allarmante dell’utilizzo di droghe intravenose, prostituzione e diffusione del virus HIV. Fino al 2010 le infezioni da HIV tra gli utilizzatori di droghe da iniezione (UDI) erano tra il 10 e il 15 per anno. Secondo l’European Center for Disease Prevention and Control (ECDC), nel 2011 questo numero è salito a 256, e nella prima metà del 2012 sono stati riportati altri 314 casi. Un aumento approssimativo del 1500%.
“La crisi economica ha afflitto in maniera drammatica le vite di tutti i greci, ma i consumatori di droghe sono stati quelli colpiti più duramente”, dice Charalampos Poulopoulos, direttore di KETHEA, una delle associazioni greche di recupero dei tossicodipendenti più grandi del paese. “Trattare adeguatamente la dipendenza da droghe e mantenere le persone nelle comunità terapeutiche costa sei volte meno che la reclusione. Tuttavia, il governo ha tagliato le spese sociali senza tenere da conto le perdite in termini umanitari e sociali. Questo crea una situazione molto pericolosa”, aggiunge. La sola KETHEA ha visto il suo budget ridursi di quasi 8 milioni di euro – da 24 a 16 milioni – dal 2009, e il suo staff assottigliarsi del 15%. “C’e una sensazione di sconforto tra i consumatori di droghe. Mentre le reti di sicurezza si rompono una dopo l’altra, i consumatori perdono la motivazione a cambiare le proprie vite. Questo contribuisce, tra le altre cose, ad aumentare le infezioni da HIV”, spiega Poulopulos. Il Centro Greco per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie (KEELPNO) stima che siano circa 25’000 i tossicodipendenti nel paese. Tra questi più di 10’000 sarebbero UDI, per lo più ad Atene. Nonostante ciò, molti pensano che questa sia solo la punta dell’iceberg. 
 
Il consumo di droghe ad Atene
In una delle strade più frequentate della capitale greca Nikos*, 35 anni, sta disteso in un lenzuolo sporco. Dietro a lui Yannnis*, 40 anni, prepara un mix di eroina a basso costo e sedativi, noto nelle strade come “thai”, il cui costo si aggira tra i 5 e i 7 euro per dose. Con le mani tremanti, Yannis si inietta la “thai” nel lato interno dell’avambraccio. Famiglie coi bambini, giovani coppie e migranti passano indifferenti, nessuno s’interessa più di tanto a ciò che stanno vedendo. 
“O compro gli aghi sulla strada, o sono costretto a condividerli dopo averli sciacquati con l’acqua”, dice Dimitris*, consumatore di eroina di 50 anni. “Mi guadagno la dose vendendo siringhe per un euro. Alle volte le vendo per 30, 40 centesimi. Alle volte per 10.”
Aghi e siringhe sono distribuiti soprattutto da operatori sociali che diffondono veri e propri “kit” con aghi e siringhe sterili, utensili per la preparazione delle droghe e preservativi. Il tutto ovviamente è gratis. Secondo l’ECDC nel 2011 sono state distribuite circa 120’000 siringhe. Più o meno 15 siringhe per utente all’anno – una  statistica ben al di sotto della media di 200 siringhe per consumatore all’anno consigliata dall’OMS.
“La situazione è allarmante. Siamo passati da 4/5 infezioni HIV all’anno tra UDI a più di 500 in meno di due anni”, avverte Marianela Kloka, direttrice di Positive Voice, una ONG ateniese che lavora contro la diffusione del virus. E aggiunge che la Grecia non ha mai avuto alcuna politica organizzata di riduzione del danno. “I tagli ai bilanci hanno peggiorato un problema già esistente. I programmi di scambio degli aghi non sono mai stati all’altezza, ed è mancata completamente la coordinazione tra le differenti organizzazioni impegnate sulle strade. Ora che la crisi finanziaria ha cambiato lo schema del consumo di droghe, ora che gli UDI si iniettano droghe meno care più volte al giorno, il bisogno di un piano di copertura per quanto riguarda gli aghi è più che mai urgente”.
Commercio di droga e impunità
La crisi ha modificato le tipologie di droghe disponibili sul mercato greco, che non ha tardato ad adattarsi al cambiamento della realtà economica. “Thai” e cocaina sono diventate le droghe più commercializzate, mentre la “sisa” locale è scambiata in precise aree del centro.
Una dose è venduta come una piccola palla, dal peso non maggiore di un decimo di grammo. Questo obbliga i compratori ad acquistare dalle 8 alle 10 palline per sostenere la loro dipendenza. In questo modo, il profitto per il pusher è garantito, a fronte del costo di per sé basso, in quanto ogni dose costa dai 5 ai 7 euro (a seconda del tipo).
Lo smercio di droga ad Atene è ben strutturato e ha luogo intorno al centro storico e nei quartieri limitrofi. Le aree sono divise in “zone” appartenenti ciascuna a differenti gruppi della criminalità organizzata, ognuno smerciante una differente tipologia di droga. Migranti sans-papier, per lo più provenienti dall’Africa sub-sahariana, sono reclutati dalla mafia locale e spinti nel mercato illegale della droga, spesso come modo per ripagare i debiti e le spese connesse al traffico di migranti verso l’Europa.
E’ questo il caso di Raymon*, trentacinquenne somalo entrato in Grecia illegalmente dopo un pericoloso viaggio di 40 giorni. Arrivato sulla costa turca, gli venne chiesto di salire su un gommone con altri dieci uomini. “Arrivammo su una spiaggia rocciosa e il conduttore della barca ci lasciò lì. Chiedemmo ad un uomo dove eravamo. ‘Questa è la Grecia’. Eravamo felici, eravamo in Europa”.
Dopo aver passato due giorni sull’isola di Lesbos, Raymon venne portato da un compagno al porto del Pireo. Venne immediatamente reclutato come venditore di eroina in piazza Victoria, nel centro di Atene, come mezzo per ripagare il trasbordo illegale. Oggi Raymon è un senzatetto ed egli stesso è diventato dipendente dall’eroina. Non lavora più per il network di trafficanti e ha cominciato a elemosinare sulle strade per sopravvivere. Sostiene che il traffico di droga è protetto da ufficiali di polizia corrotti, che informano la mafia locale sui raid della polizia e si assicurano che i loro arrestati vengano rilasciati.
“Il commercio di droga è diviso in zone diverse, ognuna con la sua protezione della polizia. Nella mia area il punto di riferimento era un tenente noto come ‘Padre’. Lui faceva in modo che la polizia non ci disturbasse”, dice. Secondo Raymon, ‘Padre’ gli fornì il numero personale di un ufficiale di polizia del dipartimento locale del centro di Atene, che poteva chiamare in caso di arresto. “In meno di 20 minuti ero di nuovo in strada”, dice. La polizia greca si è rifiutata di commentare queste dichiarazioni.
I casi di corruzione non sono una rarità nella polizia ellenica. In novembre un network criminale di 67 persone coinvolte in traffico di armi e droga sull’isola di Creta venne smantellato dalle autorità. Tra gli arresti figuravano tre ufficiali di polizia, di cui due tenenti che agivano come informatori per conto della banda. Ai primi di dicembre sono stati arrestati altri sette ufficiali di polizia, che avrebbero partecipato ad una rete di commercio di droga nell’entroterra greco.
Camminando nel centro di Atene si percepisce un certo abbandono. Il consumo di droghe, massiccio e alla luce del sole, ad appena due passi dal Parlamento; l’allarmante crescita delle infezioni da HIV e il totale collasso del sistema sanitario e di tutte le reti di sicurezza sono segni di una società con delle scale di priorità decisamente sbilanciate. 
Nel frattempo, giù nelle strade, c’è la sensazione che la forma di stato moderno qualè la Grecia per come l’abbiamo conosciuta in questi anni si stia disfacendo completamente.  Versione originale: huffingtonpost 

Traduzione di AteneCalling.org