Fa proprio ridere, e mi fa molto divertire, il fatto che gran parte dell’opinione pubblica considera i fermati ed arrestati di Villa Amalias illegali, sospetti, amanti dell’illegalità, elementi criminali ecc. E mi diverto perché è proprio la stessa parte che considera legali Samaras, Papandreou, Venizelos, Papakonstantinou (ex ministro, governo Pasok), come considerava legale, fino a qualche tempo fa, Yannos Papantoniou (ex ministro, governo Pasok) e Akis Tsochatzopoulos (ex ministro, governo Pasok, già nel carcere di Korydallos) ed altri titani della trasparenza e della buona amministrazione, eletti dalla “maggioranza popolare”.

La mia quasi ventennale esperienza giornalistica, mi ha insegnato a definire in modo diverso da quello comune concetti come legalità, illegalità, delinquenza, margine, colpevolezza. Nella mia logica, colpevole non è il 20enne che lancia una molotov contro la vetrina di una banca. Colpevole è la banca. E dico questo pur sapendo rompere un vetro non porta a niente, ben sapendo anche che sotto il cappuccio può esserci un giovane del parastato e sapendo che il fatto che le banche derubano i loro “clienti” non si potrebbe fermare neanche con 1000 molotov.
E dico ciò, sapendo anche che l’arma più efficiente è la lotta consapevole e determinata, la lotta difficile e persistente, che partendo dalle cose più semplici (scioperi, cortei) potrà trasformarsi in una rivolta, forse qualche giorno anche in una rivoluzione, per poter istaurare una società senza i profitti delle banche e degli altri istituti.

La mia esperienza mi ha convinto anche che più sento parlare di “illegalità sconfitta”, più mi rendo conto della frode che si trova in atto. Nello stesso momento in cui il ministro Dendias annuncia di aver arrestato 1500 bottiglie sospette (!) si sta mettendo in atto la più grande svendita del patrimonio pubblico, il più grande saccheggio delle fonti del paese e il più feroce sterminio dei lavoratori di questa terra.

In questa omogeneità che cercano di imporre i partiti noti, gli interessi ed i canali televisivi noti, devono esistere ancora delle fonti di resistenza, fonti di lotta. Spazi di incontri popolari, di espressione, di azione e di cultura. Nessuno spazio del genere può non essere sospetto. In nessuno spazio del genere non avvengono atti illegali. E anche se avvengono, sono inferiori e, matematicamente parlando, di minore gravità rispetto a quelli commessi nei famosi salotti del potere. Gli atti illegali nascono e vengono covati altrove. In altre ville.

Mettere in dubbio l’attuale quadro politico non ha un solo colore, una sola direzione. Comincia da  punti di partenza diversi, ha diversi obiettivi e può arrivare a diverse distanze. La messa in dubbio di qualcosa da parte di qualcuno, può arrivare alla radice di un altro in superficie, e di un altro ancora nel mezzo. Questa graduazione è una buona occasione per discutere, per trovare possibili punti di incontro e di cammino comuni. Altrimenti che camminino da soli o parallelamente.

C’è spazio per tutti. Ma soprattutto c’è molta strada

P.S.: Gli atti “illegali” dei membri di Villas non potranno cancellare dal quadro la loro ansia, la loro lotta, la loro persistenza, la loro volontà, il rifiuto ben fondato di tutto quanto viene servito dai canali televisivi e da altri mittenti. Le loro idee, diverse dalle mie, non potranno nascondere la loro audacia di rioccupare la Villa sapendo già che sarebbero stati arrestati dalla polizia, che avrebbero dovuto subire la solita fatica della Direzione Centrale della Polizia di Attica (GADA) e che saranno marchiati per il resto della loro vita per questo…


In una così calma, pigra, rincoglionita e prevedibile Atene della crisi, è stato un buon inizio per l’anno più difficile, che è appena iniziato.

Buona liberazione agli arrestati e soprattutto a tutti gli altri che sono ancora prigionieri

Thymios Kalamoukis
Giornalista, programma radiofonico Ellinofreni