Nella notte tra domenica e lunedì ad Atene sono stati sparati dei colpi di Kalashnikov contro gli uffici di Nea Demokratia, il partito di maggioranza del governo greco nonché del presidente Antonis Samaras. La notizia, circolata immediatamente su tutti i media locali, ha incendiato il dibattito pubblico e politico, tanto che TVXSriporta che il meeting di oggi fra i tre partiti sostenitori del governo avrà al suo centro la famigerata “lista Lagarde” (quella che conterrebbe i nomi dei “grandi evasori” fiscali greci) e l’attentato notturno a colpi di fucile.
A quanto si apprende dai media greci, verso le tre del mattino due uomini hanno sparato dalla strada antistante una serie di colpi (pare 9) di fucile AK-47 verso la sede di Nea Demokratia, naturalmente deserta. Un bossolo si è conficcato nel muro dell’ufficio del primo ministro. Sembra, inoltre, che le autorità abbiano rinvenuto una pallottola proveniente da una Magnum .38 sul tetto dell’edificio. La polizia sta eseguendo in queste ore l’esame balistico. Secondo Newsit.grl’attacco non sarebbe durato più di 90 secondi, mentre Ekathimeriniriporta il ritrovamento di un’auto incendiata a poca distanza, che a detta degli investigatori sarebbe stata usata dagli attentatori.
Immediate le reazioni della politica. Il portavoce di ND ha dichiarato che “Nuova Democrazia, la democrazia e il premier Samaras non si possono terrorizzare”. L’intero arco parlamentare ha espresso solidarietà al primo ministro e condannato l’attentato.

La polizia sta seguendo una molteplicità di piste, ma per ora si indagano gli ambienti della lotta armata di stampo comunista. A seguito degli avvenimenti di ieri notte, molte critiche sono piovute addosso a SYRIZA e alle formazioni extra-parlamentari di sinistra. In generale, al partito di Alexis Tsipras viene rimproverato un atteggiamento ambiguo nei confronti della violenza, soprattutto per il suo coinvolgimento (anche se controverso persino all’interno dello stesso partito) a difesa delle occupazioni ateniesi, vittime di un piano di sgomberi indiscriminato contro il quale si è sollevato negli ultimi giorni il movimento antagonista, culminato in un corteo di 10000 persone a difesa di “Villa Amalias” e altre autogestioni storiche di Atene e non. Il portavoce del governo Simos Kedikoglou ha sentenziato che “il confine tra parole di fuoco e atti di fuoco è molto labile”, mentre la sezione giovanile del partito di Samaras, ONNED, ha diramato un inequivocabile comunicato in cui afferma che “nel momento in cui lo stato di diritto si sta rafforzando in modo efficiente, alcuni credono che con i proiettili potranno mantenere il regime di illegalità che gli era stato concesso per tanti anni”. Left.grha riportato che addirittura Alba d’Oro si è schierata a difesa di ND, per bocca del suo portavoce (e noto, violento, neofascista) Christos Pappàs: “condanniamo tutte le forme di violenza perché abbiamo provato sulla nostra pelle cosa vuol dire la violenza”.
Da parte sua, SYRIZAha immediatamente richiesto un’inchiesta approfondita sull’accaduto, rigettando ogni accusa. Secondo il portavoce del partito Panos Skourletis, i terroristi sarebbero “utili idioti” funzionali al disegno governativo di distogliere l’attenzione dei cittadini dalle misure di austerity che stanno distruggendo il paese. Ha fatto scalpore, tra l’altro, l’accorato discorso di Manolis Glezos, eroe della guerra antifascista e parlamentare di SYRIZA, che ha affermato: “c’è qualcuno che trae profitto da tutto questo. Ovviamente non è la sinistra. C’è quindi qualcun altro che ne trae vantaggio. Non è da escludere che questa azione provenga da organizzazioni parastatali, magari amichevoli verso Nea Demokratia”.
Il clima nella capitale ellenica è acceso come non mai. Le iniziative di piazza degli ultimi giorni, volte ad opporsi all’assurdo e unilaterale piano governativo di sgombero delle case occupate, hanno suscitato un’evidente reazione da parte del governo e dei partiti sostenitori del memorandum, i quali non hanno esitato a tirare in ballo il tema della “legalità” delle proteste per cercare di isolare la parte più “arrabbiata” dei movimenti sociali greci. Quest’ultimo avvenimento a colpi di fucile, ancora tutto da indagare, getta una luce inquietante sulle strade di Atene. Intanto persino il portavoce del Dipartimento di Stato americano, Victoria Nuland, ha rilasciato una dichiarazione di solidarietà a Samaras, il primo ministro greco.

Scritto da Filippo Ortona
14 Gennaio 2013
tratto da ilcorsaro