Un vigile del fuoco di 29 anni in servizio a Markopoulos è uno dei due autori dell’ omicidio del ventisettenne pakistano ucciso a Petralona. Il secondo autore del reato, di 25 anni, è un dipendente privato.
Gli assassini, per motivi finora sconosciuti, hanno attaccato lo straniero sulla strada Trion Ierarchon. Uno dei due l’ha ferito con un coltello nel petto, uccidendolo. Sucessivamente, sono fuggiti a bordo di un veicolo. Dopo le ricerche della polizia, i due greci sono stati identificati e arrestati in piazza Syntagma. Durante il loro arresto, su entrambi sono stati trovati dei coltellini.

I due autori hanno affermato che c’è stato un diverbio con il pakistano, perché, mentre la loro moto si muoveva, lui li ha ‘chiusi’ con la sua bicicletta. Ne è seguita una rissa, durante cui il pakistano è stato ferito al petto con un pugnale, in modo da ucciderlo.


Il dipartimento di polizia di crimini contro la vita, tuttavia, considerando le accuse rivolte agli autori, indaga anche la versione dell’omicidio a sfondo razziale, al fine di completare i documenti ed inviare gli arrestati al procuratore.


Dall’attività di servizio del pompiere, tuttavia, si rileva che fino ad ora non aveva dimostrato comportamenti razzisti. Il vigile del fuoco è stato sospeso ed è stata ordinata contro di lui anche l’inchiesta giurata amministrativa. I poliziotti di sicurezza stanno anche interrogando i testimoni dell’omicidio per chiarire i dettagli dell’episodio.