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Lo stato greco continua ad affrontare l’immigrazione con demonizzazioni, repressione poliziesca e violenza razzista, nonostante i finanziamenti erogati dall’U.E. dal 2007 per realizzare una seria politica sull’immigrazione ammontino a 374 milioni di euro; di cui 162 milioni non sappiamo dove siano andati a finire.
Di Ypopoto Musi
Tonnellate d’inchiostro, ore infinite di materiale girato, di reportage, montaggi, materiale audio. L’immigrazione è il blockbuster della nostra epoca. Nelle prime pagine dei giornali i titoli parlano di pericolosi immigrati, persone “di contrabbando”, come li definiscono, che insidiano l’armonia, il benessere e la morale dei signori rispettabili. I canali producono reportage per sottolineare il “problema”, per mostrare il “fenomeno”, per attirare l’attenzione dei summenzionati rispettabili signori. Se si analizzano attentamente tutte queste frottole, si noterà che si tratta di una campagna di disorientamento senza precedenti; ma, ancora di più, del tentativo di conservare l’ignoranza e di indirizzare la  rabbia e la disperazione di una società provata dai risultati di decisioni politiche scellerate compiute da vent’anni; rabbia indirizzata per di più contro l’anello più debole della società, cioè i migranti. E se si guarda ancora più attentamente, si vedrà chiaramente che a causa di questo gioco giocato sulle spalle dei migranti alcune centinaia di milioni di euro cambiano di mano. Milioni che lo stato greco riscuote dall’Unione Europea a causa del “problema” dell’immigrazione e che vengono amministrati dai suoi carenti ministeri.
L’Unione Europea ha una commissione che si chiama Home Affairs e che si occupa di quanto ha a che fare con la sicurezza e i confini dell’Unione Europea, cioè l’immigrazione, le richieste d’asilo, il commercio di esseri umani, la sicurezza interna ecc. Questa commissione ha programmi di finanziamento per tutti i paesi – membri dell’ U.E., erogati tramite determinate casse tematiche. Le quattro casse sono: Il Fondo per i Profughi, che eroga finanziamenti agli stati per la gestione dei flussi migratori, il Fondo per l’Accoglienza, che fornisce capitali per l’inserimento regolare dei profughi che hanno ricevuto asilo o che sono diventati cittadini dei paesi in cui si sono rifugiati, il Fondo per il Ritorno, che finanzia programmi di rimpatrio dei migranti e il Fondo per i Confini Esterni che finanzia opere e azioni di vigilanza e controllo dei confini dei paesi – membri e per estensione della stessa Unione.
Tutti i paesi – membri dell’Unione Europea hanno preso finanziamenti per la realizzazione di programmi pluriennali che riguardano i temi citati sopra. In particolare per il programma SOLID (Solidarity and Management of Migration Flows) 2007 – 2013, il fondo totale dell’Unione Europea era 3,97 miliardi di euro. Di questi circa il 10% è arrivato in Grecia per la realizzazione di opere relative. Lo stato greco è stato finanziato tra il 2007 e il 2012 e, secondo il bilancio preventivo per il 2013, riceverà finanziamenti (2013) per un totale di 373.743.935,90 euro, secondo i dati pubblicati dalla Commissione Europea. Quantità che porta la Grecia al terzo posto nella relativa classifica dei finanziamenti, davanti a nazioni come la Francia.
I fondi delle quattro casse europee, secondo l’articolo 28 della Legge 3613/2007 sono stati suddivisi in due ministeri con quello degli Interni e soprattutto la Direzione Amministrativa del comando dell’EL. AS. [la polizia greca] a fare la parte del leone. In particolare, il Ministero della Salute e della Solidarietà Sociale amministra 21.975.198 euro provenienti dal Fondo per i Profughi, il Ministero degli Interni e in particolare la Direzione Stranieri 20.586.002 euro provenienti dal Fondo per l’ Accoglienza, mentre il finanziamento dei Fondi per il Ritorno e per i Confini Esterni di 331.182.735 euro va alla Direzione Amministrativa del comando dell’ EL. AS. tramite il Ministero degli Interni.
Non è molto chiaro il modo in cui questi fondi siano stati amministrati e valorizzati quando, andando sulla pagina web dell’EL. AS., si nota che non esiste un programma annuale che riporti i finanziamenti relativi al Fondo per i Confini Esterni per il 2012, mentre per quanto riguarda il Fondo per il Ritorno non si trova nemmeno una parola sul fatto che il dipartimento in questione dovrebbe avere un programma annuale dal 2008! In poche parole, nessuno ha idea di dove possano essere andati a finire circa 162 milioni di euro!
La commissione Home Affairs dell’Unione Europea, secondo una dichiarazione del delegato S. Malstrom, ha il proposito di aumentare del 40% il preventivo dei fondi del programma SOLID. Questo significa che gli stati che vengono finanziati per la gestione dei flussi migratori prenderanno un aumento dei finanziamenti per il rinnovamento del programma nel periodo 2014 – 2020. Perché ciò accada, però, il “problema” deve continuare ad esistere.
Lo stato greco fa ciò che può per perpetuare il “problema dell’immigrazione clandestina”; in due parole, non ci deve essere alcun dubbio sul fatto che questo denaro sia necessario. Oltre alle famosissime “ramazzate” di Xenios Zeus, lo stato greco sta facendo un lavoro molto più significativo, degno di essere ricompensato con denaro europeo: durante il periodo 2008 – 2012, delle 64.000 richieste d’asilo che sono state presentate, ne sono state accettate solo 535, cioè lo 0,83% mentre la media dell’U.E. supera il 25%! Un altro dato interessante che dimostra che non c’è alcuna intenzione di affrontare seriamente l’immigrazione, nonostante l’attività dei servizi repressivi, è che lo stato greco ha speso poco più di un milione di euro per il ritorno/espulsione/rimpatrio dei migranti nei loro paesi d’origine, secondo la voce di spesa 5143 del bilancio, mentre nel periodo 2008 – 2011 erano disponibili più di 80 milioni di euro.
L’intenzione da parte dei servizi statali di eternare questa situazione, con i poliziotti razzisti e torturatori, i muri e i recinti, le caserme “di accoglienza”, il caos burocratico, oltre ai reporter – mercanti del dramma, è evidente. Come ha detto su twitter il Segretario delle Politiche Migratorie di Nea Dimokratìa Fotinì Pipilì, “affrontare il problema dell’immigrazione può portare anche qualche vantaggio: fresco denaro europeo!”. È questa alla fine la verità. L’immigrazione porta soldi, soldi che non sappiamo da quali mani passino e dove vadano a finire.
Sicuramente non è la prima volta che succede e sicuramente non aspettiamo risposte da un sistema politico in bancarotta come questo, che mal gestisce tutto questo denaro. Il peggio però è che questo sistema in bancarotta gioca le sue ultime carte sfruttando persone che chiedono semplicemente di vivere. Persone come Hassan, dal Sudan, con la schiena sfregiata, scappano da zone in cui l’aspettativa di vita non supera i 40, o spesso i 30 anni, a causa di conflitti, malattie o della carenza di acqua e cibo, e cadono vittime dello sfruttamento di un avido, vorace, insaziabile sistema moribondo di colletti bianchi e berretti blu.
Lo sfruttamento degli esseri umani è sempre proficuo. Sono tanti i soldi, Hassan.
Fonte: rivista Unfollow
http://www.kar.org.gr/?p=10092 

 
Traduzione di Atene Calling
 
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