Insinuazioni di Dendias (nd.t. ministro “dell’ordine pubblico e della protezione del cittadino”, equivalente del ministro degli interni) contro i giudici per scarcerazioni definite “strane”.

Si sta trasformando in una “vendetta” lo scontro tra il ministro dell’ordine pubblico Dendias e l’unione dei giudici e procuratori dopo le pesanti affermazioni rilasciate da Dendias per la scarcerazione di due arrestati sospettati di essere parte della “Cospirazione Cellule di Fuoco”
Ieri il ministro ha risposto con la frase “anche quelli che giudicano vengono giudicati” all’Unione dei giudici e dei procuratori che invitava i politici ad essere “particolarmente attenti” quando, con le loro dichiarazioni, fanno riferimento alle decisioni prese dai giudici.

Nel tardo pomeriggio di ieri, circoli vicini al signor Dendias sottolineavano che “anche quelli che giudicano vengono giudicati. La cosa sicura è che oggi, a causa delle omissioni commesse da una minoranza di giudici, né i terroristi, né gli altri imputati per qualsiasi forma di reato pagano le conseguenze della legge”. “Purtroppo questi fenomeni”, continuano le stesse fonti vicine al ministro dell’ordine pubblico, “non preoccupano l’Unione dei giudici e dei procuratori, per quello che siamo in grado di sapere noi”. 
Interrogativi 
Il ministro dell’ordine pubblico ha chiarito in una sua intervista che non si rivolge contro la maggioranza dei giudici, ma si riferisce a specifici casi che hanno provocato le domande dei media, dell’opinione pubblica e di ogni essere umano che pensa nel paese, tra cui anche molti giudici stessi.

 Καρφιά Δένδια κατά δικαστών για τρομοκρατία

 
“L’attribuzione della giustizia richiede un senso del dovere, che viene provato dalla prassi e non attraverso le dichiarazioni rilasciate dalle unioni dei giudici”, hanno concluso. Il signor Dendias ha – secondo informazioni – la “luce verde” da Megaro Maximou (n.d.t. residenza del primo ministro) per la critica che sta facendo, visto che non sono pochi i membri del governo che hanno dubbi su alcune scelte prese dai giudici.
Nel frattempo, ieri, il signor Kyriakos Mitsotakis si è mosso sulla stessa linea di Dendias affermando: “Non ho la stessa fiducia in certi giudici e nel ministero dell’Ordine pubblico e la polizia greca. E questo perché, purtroppo, temo che alcuni giudici chiudano un occhio di fronte alla provocazione per l’ordine pubblico che il terrorismo costituisce. Mi riferisco al fatto che non possono trascorrere 18 mesi senza che i giudici siano in grado di giudicare un caso serio come quello degli imputati per partecipazione alla “Lotta Rivoluzionaria”, come Nikos Maziotis e Pola Roupa, che oggi sono a piede libero”.
(Articolo di Yannis Sarantakos)
Le Unioni dei Giudici denunciano le interferenze politiche nella giustizia
Il consiglio amministrativo dell’Unione dei procuratori della Grecia (EEE) esprime il suo enorme dispiacere per le dichiarazioni del ministro Dendias (che in passato è stato anche ministro della giustizia) in un suo annuncio firmato dal presidente Papadakis (viceprocuratore della corte suprema) e dal segretario generale Zimianitis (procuratore della corte di prima istanza).
Quest’organo sottolinea il proprio disaccordo con il dovere di rispettare in maniera assoluta, specie per un rappresentante dello stato, l’indipendenza della magistratura. Le interferenze del ministro costituiscono un ostacolo inaccettabile per il buon funzionamento della giustizia e fanno vacillare la fiducia dei cittadini nei giudici e nei procuratori, nonché la certezza che le sentenze non vengono emesse sotto ordine o per il piacere del potere esecutivo o di qualsiasi altro potere dello stato.

Il consiglio ribadisce, inoltre, che le dichiarazioni del ministro sono intollerabili nel quadro del funzionamento dello stato stabilito nella costituzione. L’Unione dei giudici e dei procuratori sottolinea che il loro spirito non può essere piegato da simili azioni, peraltro incomprensibili, che non contribuiscono affatto  all’“instaurazione” (parola utilizzata nelle dichiarazioni governative) del clima di calma tra il potere giudiziario e quello esecutivo.

(Articolo di Al. Avlonitis)

Versione originale in greco: ethnos
Tradotto da atenecalling

Intanto… succede anche che:

1) Nea Dimokratia falsifica un video con le dichiarazioni di un deputatodi Syriza, lasciando chiaramente intendere che ha che fare con l’esplosione della bomba nella pentola a pressione a The Mall. Quando viene rilasciato il video originale con le dichiarazioni del membro del partito di oppisizione, Nea Dimokratia rifiuta di tirarsi indietro.

2) Qualcuno inizia ad aleggiare l’idea di fondere il ministero degli interni con quello della giustizia.

3) Siamo giunti al settimo giorno disciopero degli impiegati della metropolitana. Il portavoce del governo dà l’ultimatum all’unione dei lavoratori chiamandoli a ritornare ai loro posti domani e minaccia precettazioni politiche e licenziamenti degli scioperanti.