Il governo prepara il terreno per una legge che limiterà i diritti dei lavoratori, richiamando il pubblico interesse. 

Con un’inaudita intensificazione del dogma “legge ed ordine” il governo continua, con la scusa dello sciopero ai porti e alla metro, a promuovere una riforma legislativa che metterà dei limiti severi agli scioperi, portando in sostanza all’abolizione dell’unico diritto che era rimasto ai lavoratori. La cosa ancora più impressionante è che questa riforma trova d’accordo i due partner governativi (Pasok e Dimar).
Il rappresentante parlamentare del partito comunista (KKE) Thanasis Pafìlis, ha dato l’allarme ieri all’udienza plenaria del parlamento, avvertendo che il governo sta “letteralmente cercando di abolire il diritto allo sciopero”. Il parlamentare ha parlato di una “discesa autoritaria, smisurata e senza fine”.

L’inizio della rivelazione è stato fatto dal rappresentante parlamentare di Nea Dimokratia, Makis Voridis, che, riferendosi ai marittimi scioperanti, ha esposto il vero e generale tentativo del governo tripartito: “Ci sono certi gruppi che hanno nelle loro mani tanta forza che possono schiacciare l’economia nazionale. Vediamo di mettere un limite all’esercizio di questo diritto, cosa vuol dire quorum, con quale maggioranza devono essere prese queste decisioni nei sindacati”.
Seguito poi dal deputato del Pasok Kegheroglou che ha sostenuto, tra l’altro, che l’idea di questa riforma è stata… proprio del Pasok: “Il nostro incitamento al governo per prendere un’iniziativa legislativa per cambiare interamente l’attuale regime e che riguarda la tutela del pubblico interesse e i servizi minimi garantiti ai cittadini, deve essere un incitamento che viene da tutte le ali del parlamento”.

Il sostegno della Sinistra Democratica (Dimar) a questa legge è stato espresso dal rappresentante parlamentare, N.Tsoukalis, che ha sottolineato che “i metodi e gli strumenti che finora conoscevamo ed utilizzavamo generosamente, purtroppo, devono essere rivisti”.
Durante la tempestosa discussione in parlamento sullo sciopero dei marittimi, il signor Pafilis ha chiesto, rivolgendosi al governo, “Per chiunque scioperi ci sarà la precettazione?”. “E allora chiamate Alba Dorata a suonare i tamburi”, ha concluso il deputato del KKE (partito comunista).
Per Syriza, il deputato Papadimoulis ha parlato di una “legge sulla precettazione di stampo dittatoriale”. N. Mariàs dei Greci Indipendenti (ANNEL) ha denunciato che il disegno di legge promosso dal ministero della Marina Mercantile abolisce anche l’obbligo degli armatori a collegare le isole alla terraferma per almeno dieci mesi l’anno. 
di Charis Ioannou
Tratto dal giornale “I efimerìda ton syntakton” – Il giornale dei redattori
Pubblicato su: efsyn
Tradotto da atenecalling