<!–[if !mso]>st1:*{behavior:url(#ieooui) } <![endif]–>

Il governo è deciso a riformare entro la fine del 2013 la legge sugli scioperi.
Secondo il giornale “To Vima tis Kyriakìs” i punti principali dei cambiamenti riguardano le modalità di proclamazione di uno sciopero, la costituzione e la formazione delle organizzazioni sindacali e l’organizzazione del movimento su nuove basi, che devono corrispondere alle condizioni attuali. Inoltre verranno riesaminati alcuni diritti dei sindacalisti, come ad esempio il permesso di assenza dal lavoro. Parallelamente viene discusso il ritorno della serrata, cioè della chiusura dell’impresa da parte datore del lavoro nei casi in cui ci siano scioperi a oltranza dei lavoratori.
Di seguito il riassunto dei punti fondamentali di questi cambiamenti.
Cambia il modo in cui viene decisa la proclamazione di uno sciopero
L’elemento fondamentale delle proposte-idee messe sulla tavola è il “concetto di maggioranza” per la decisione di uno sciopero, che deve essere inteso come la maggioranza dei lavoratori di un’impresa e non dei partecipanti a un’assemblea generale. Viene riportato come esempio il fatto che un piccolo gruppo di lavoratori della metropolitana (come i macchinisti) o della DEI (ENEL greca, n.d.t.) può bloccare un’intera impresa.

Tra le “idee” che si sono sentite c’è anche l’articolo 4 della Legge 1365/1983 sulle “socializzazioni” nei servizi pubblici di interesse generale durante il governo di Andreas Papandréu e del il ministro delle Finanze Gheràsimos Arsenis, che però non è mai stato applicato. L’articolo 4 prevedeva che per la decisione fosse necessaria la maggioranza assoluta (50%+1) degli iscritti alle unioni primarie dei “servizi pubblici di interesse generale”. (trasporti pubblici, servizio elettrico, servizio idrico, poste, banca nazionale, etc. , n.d.t.)  
 
Da notare che nei servizi pubblici di interesse generale tutti i lavoratori vengono iscritti all’unione sindacale nel momento della loro assunzione. Quindi raggiungere una tale maggioranza è quasi impossibile. Il Ministero del Lavoro cerca di trovare una modifica che non permetterà “decisioni facili”, ma non porterà nemmeno ad una “impossibilità di arrivare ad una decisione”.
La legge 1264/82 sulla proclamazione dello sciopero prevede che: “Lo sciopero nelle organizzazioni sindacali primarie viene dichiarato in seguito ad una decisone presa dall’assemblea generale. Per quanto riguarda gli scioperi brevi, se non hanno luogo il medesimo giorno o la medesima settimana è sufficiente la decisione del consiglio amministrativo. Lo sciopero delle organizzazioni sindacali primarie in circoscrizioni maggiori o a livello nazionale viene dichiarato con decisione del consiglio amministrativo come avviene anche per gli scioperi delle organizzazioni sindacali secondarie e terziarie”.
 

Cambia il regime dei permessi per i sindacalisti
Un grande numero di dirigenti sindacali – specie nel settore pubblico o nei servizi di interesse pubblico – non lavora, perché usufruisce dei cosiddetti permessi sindacali. Inoltre, per alcuni servizi pubblici, questi permessi (si tratta di migliaia di ore lavorative) vengono “distribuiti-erogati” con decisione dell’amministrazione dei sindacati “ininterrottamente” per “ovvi motivi”.
Così si spiega anche il fatto che la stragrande maggioranza dei sindacalisti proviene dal settore pubblico o dai servizi di interesse pubblico. E questo perché quale imprenditore del settore pubblico avrebbe mai potuto “mantenere” dei sindacalisti che non lavorano mai? E’ comune l’idea, sia nel governo che nelle organizzazioni sindacali, che questo “sistema dovrà essere riesaminato”.
La Legge 1264/82 sui permessi per i sindacalisti dice che “Il datore di lavoro è obbligato ad agevolare i membri dei consigli amministrativi, delle commissioni di controllo e dei rappresentanti delle organizzazioni primarie e secondarie durante lo svolgimento dei loro doveri.
Hanno lo stesso obbligo anche i consigli amministrativi, le commissioni di revisione e i rappresentanti delle organizzazioni secondarie e terziarie, come anche i consigli amministrativi e le commissioni di revisione delle organizzazioni terziarie. Il datore di lavoro ha l’obbligo di fornire:
a) ai membri della Commissione Esecutiva dell’organizzazione terziaria più rappresentativa, un permesso di assenza per tutta la durata del loro mandato.
b) ai membri dei Consigli Amministrativi delle organizzazioni secondarie più rappresentative, un permesso di assenza di 9 giorni al mese e fino a 15 giorni per il presidente, il vicepresidente, il segretario generale e il cassiere.
c) al presidente, vicepresidente, segretario generale delle organizzazioni sindacali primarie, un permesso di assenza fino a 5 giorni al mese, se ci sono più di 500 membri e fino a 3 giorni se ci sono meno membri.
d) ai rappresentanti delle organizzazioni secondarie e terziarie,un permesso di assenza per tutta la durata delle assemblee a cui partecipano“.

Organizzazione, struttura e funzionamento delle organizzazioni sindacali
É necessaria un’organizzazione diversa nella struttura del movimento. I Centri di Lavoro sono già considerati una forma avanzata di organizzazione e viene messa “in dubbio la possibilità, che oggi hanno, di dichiarare gli scioperi”. Potranno influire solo a livello locale e in particolare solo in “materia di interesse locale”. Si stanno progettando cambiamenti anche a livello primario (delle unioni) imposti dalla continua riduzione della rappresentanza delle unioni. 

Serrata
Si tratta della regolamentazione che provoca le maggiori reazioni. Nelle proposte c’è l’istituzione – in determinate condizioni – della serrata. Cioè della chiusura dell’impresa in caso di scioperi. Il “diritto alla serrata” è stato abolito con la legge 1264/82, ma alcune organizzazioni dei datori di lavoro, di tanto in tanto, chiedono che venga nuovamente istituito. 
Reagisce DIMAR (Sinistra Democratica, n.d.t.)
Le informazioni secondo cui il ministro del lavoro Ghiannis Vrutsis vorrebbe aprire una discussione per applicare modifiche alle leggi sui sindacati entro il 2013, hanno provocato intense reazioni da parte della Sinistra Democratica.
“In base a quale accordo programmatico, in base a quali dichiarazioni programmatiche del governo il ministro del Lavoro pensa di avere il diritto di aprire una discussione per cambiare la legge 1264/82, con modifiche al procedimento di proclamazione di uno sciopero (il famoso articolo 4 di G. Arsenis), il ritorno della serrata e la regolamentazione dell’organizzazione e della struttura delle organizzazioni sindacaliste?”, ha dichiarato il responsabile del programma di Sinistra Democratica Dimitris Chatzisokratis.

Originale in greco: new.topontiki
Tratto dal giornale: To pontiki
Originariamente pubblicato sul giornale: To Vima tis Kyriakis
Tradotto da atenecalling