Venerdì scorso, una macchina della polizia ha travolto e ucciso una ragazza ventenne, Polina Kelempesiòti, a Korydallos. Il caso si “chiuderà” oggi al cimitero di Nikaia.
Una ragazza di 20 anni verrà sepolta oggi nel cimitero di Nikaia. Polina Kelempesioti è stata investita il pomeriggio di Venerdì scorso da una macchina della polizia in via Grigoriou Lampraki a Korydallos. La ragazza è rimasta per molto tempo sul margine della carreggiata, mentre i poliziotti, secondo quanto hanno raccontato i passanti, ricevevano rassicuranti pacche sulle spalle dai colleghi.
Il seguito e la fine del dramma di Polina è stato scritto all’ospedale Statale di Nikaia. Il seguito delle responsabilità del conducente della macchina della polizia, invece, dove viene scritto? Con che velocità passava il veicolo per poter uccidere una ragazza? Anche se non ha violato il semaforo rosso, come può esser mai possibile che in pieno pomeriggio una macchina dalla polizia passi letteralmente sopra una giovane ragazza? Chi attraversa spesso la zona di Korydallos, specie nei pressi del carcere, ha già notato che i poliziotti vanno sempre a mille, in macchina o in moto, senza un motivo giustificato.
Impunità 
In tutti i casi simili a questo, di negligenza fatale da parte delle forze dell’ordine, però,ci sono alcune certezze: l’impunità degli agenti, il lento processo in tribunale e l’assoluzione completa dei colleghi che svolgono le indagini amministrative.
A questo proposito, e utile segnalare alcuni casi pubblicati dai media:
6/12/2009: Aggeliki Koutsouboù viene gravemente ferita da una moto dell’unità Delta a piazza Syntagma durante una manifestazione. Ιl caso ha fatto molto clamore, perché i canali televisivi mostravano continuamente l’immagine della moto del poliziotto che passa letteralmente sopra il corpo della manifestante. 
 
Per la prima volta, l’unità Delta, che era stata appena formata, partecipava ad un’operazione, un’operazione di scioglimento della gente in una manifestazione di massa. La ferocia del colpo era stata tale che la vittima era stata portata in ospedale in coma. 
Il rappresentante del governo di allora, il signor Petalotis, aveva concluso immediatamente che si era trattato di un incedente stradale. Due anni dopo, il Tribunale ha corroborato il “referto” del rappresentante. Con la decisione del 6/2/2012 il magistrato A. Andreou ha respinto come “non fondata” la querela di Aggeliki Koutsouboù contro il poliziotto Themistoklis Poimenidis per danni fisici gravi. Al poliziotto è stato contestato soltanto di “guidare con negligenza, svogliatamente e ad alta velocità” e che “per questo suo comportamento negligente non si era reso conto in tempo della presenza di Aggeliki Koutsoubou sulla sua traiettoria”.
5/1/2011: Errika, 7 anni, muore sul colpo a Menidi, investita da una moto dell’unità Dias, mentre si trovava fuori di casa a cantare la canzone di Natale. La guardia speciale dell’unità ha investito con la sua moto la bambina, ferendo anche una sua amica. Il poliziotto era stato accusato di “omicidio colposo”. È stato lasciato a piede libero mentre la magistratura ha ordinato le indagini preliminari affinché si chiarissero le reali condizioni dell’incidente.
12/7/2012: In corso Patission, un sottufficiale della Marina Militare ha investito con la sua moto due gemelli di 7 anni e la loro madre, dopo aver violato il semaforo rosso. È scapato, abbandonandoli in strada. È stato poi arrestato a casa sua, dalla polizia urbana. In base alle testimonianze, il motociclista guidava ad alta velocità e, pochi minuti prima, aveva anche investito un ciclista. È caduto sulla donna e sui due bambini che cercavano di attraversare la strada. Il conducente non si è fermato né quando ha investito il ciclista, né quando ha rastrellato l’intera famiglia. Alla sua prima deposizione ha sostenuto di aver abbandonato le vittime per paura. Presto, però, è stato rimesso in libertà con ordini restrittivi, mentre le condizioni di salute di uno dei due ragazzi sono ancor oggi molto gravi. Non è stata prevista nessuna forma di aiuto o di rimborso alla famiglia, che deve far fronte a pesi economici enormi per poter riabilitare, il minimo possibile, la salute dei propri figli.
23/1/2013: Un inseguimento a Irakleio (Creta), con o senza un calcio al motorino che veniva inseguito senza un motivo apparente da una moto dell’unità Dias, si conclude con il grave ferimento dei due ragazzi che viaggiavano a bordo del mezzo. Si trovano in ospedale, intubati, già da parecchi giorni. Gli agenti dell’unità DIAS, che il magistrato ha accusato di “danni fisici gravi di natura colposa”, sono stati rimessi in libertà con ordini restrittivi dopo aver fornito le proprie motivazioni al GIP. È stato loro vietato di lasciare il paese e di pagare una cauzione di 2000 euro.
I conducenti in Grecia sono in generale pericolosi, ignari e impuniti. Quando però i rappresentanti dell’ordine, in divisa, invece di essere l’eccezione proprio per il “servizio” che svolgono, riconfermano la regola, cosa dirà allora il signor Ministro? Che ci sarà un’indagine amministrativa?
di Ada Psarrà
Originale in greco: efsyn
Titolo originale: “Polina viene sepolta all’età di 20 anni”
Tradotto da atenecalling