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I ministri che per ordine del premier Samaras hanno smentito, ieri e l’altro ieri, il Segretario Generale del Ministero delle Finanze Yorgos Mergos sono bugiardi senza scrupoli e politici disonesti! Il segretario delle finanze, parlando lunedì all’Associazione Ellenica delle Compagnie Assicurative, aveva dichiarato esplicitamente che nel 2014 ci sarà un’ulteriore riduzione del salario minimo in Grecia.
Lo stesso commissario competente dell’Unione Europea, Olli Rehn, ha umiliato Nea Dimokratia, Pasok e Dimar (Sinistra Democratica, n.d.t.) dichiarando in tutta franchezza che dal 2014 in Grecia il salario minimo cambierà ancora, perché così è previsto dal Memorandum firmato dai governanti del paese. Il salario minimo “resta ancora a livelli alti”, ha dichiarato il Segretario Generale del Ministero delle Finanze. “Livelli alti” in relazione a quale paese? Bisogna ricordare che il salario minimo nel nostro paese, in seguito alla drammatica riduzione subita nel 2012 con un decreto del Consiglio dei Ministri, è caduto da 751 a 586 euro lordi (cioè circa 490 euro netti) subendo una riduzione del 22%. Inoltre, per i giovani oltre i 25 anni è caduto del 32%, fino a 511 euro lordi. Quindi, il governo di Samaras, Venizelos, Kouvelis con quali paesi confronta la Grecia quando dice che il salario minimo “si trova ancora a livelli alti”? Di sicuro non con i paesi della vecchia “Europa dei 15”, con la quale siamo soliti fare i confronti. Dei primi 15 stati dell’UE, solo il Portogallo ha un salario minimo più basso rispetto a quello greco, di 20 euro al mese (586 i greci, 566 i portoghesi).
I terzultimi, gli spagnoli, superano di poco il margine del salario minimo che aveva la Grecia prima del suo crollo, e quindi prendono quasi 200 euro in più. 753 euro in totale, per essere precisi. La cosa assolutamente ridicola è che la Slovenia, quella parte dell’ex Yugoslavia che è entrata a far parte dell’UE nel 2004 e che si trova sotto il regime del Memorandum, ha il salario minimo a 1.462 euro! Sì, 1.462 euro! Cioè più dei 1.430 della Francia o dei 1.456 dell’Olanda. E molto più dei 1.244 euro del Regno Unito! Ma ci sono alcuni stati in Europa che hanno, di fatto, salari minimi più bassi. Sono quelli con cui ci confrontano l’onorevolissimo Yorgos Mergos e il governo di Samaras e degli altri, giustificando così la dichiarazione che “il salario minimo in Grecia rimane ancora a livelli alti”.
Ovviamente, i 586 euro lordi della Grecia sono più dei 353 della Polonia e dei 289 della Lituania. Sono molto di più dei 158,5 euro della Bulgaria e dei 157 euro della Romania! I greci che percepiscono il livello salariale minimo sono dei «ricconi» rispetto ai lituani e ai bulgari. E che dica quel che gli pare l’Istituto del Lavoro della GSEE (Confederazione degli operai, ndt) e dell’ADEDY (Confederazione degli impiegati pubblici, n.d.t.)! Cosa importa che questo istituto abbia concluso, anche tenendo conto del peso fiscale disumano, che alla fine del 2013 gli impiegati e i pensionati avranno perso, durante questi quattro anni di crisi, il… 50% (!) del loro reddito e che, di conseguenza, alla fine dell’anno 3.900.000 greci vivranno sotto la soglia di povertà. Se poi ci mettiamo a confrontare il salario minimo della Grecia, con gli stipendi in Burkina Faso, in Nauru o in Bangladesh, allora arriviamo senza alcuno sforzo ulteriore alla conclusione che i greci sono… “straricconi” e per niente competitivi rispetto ai paesi sovramenzionati. Dei veri giganti dell’economia mondiale!
Oltre ai commenti amari e alle battute intelligenti, però, la tragedia dei lavoratori greci sta nel fatto che da quest’anno il salario minimo sarà determinato e modificato ogni qualvolta il governo lo desideri, dal governo soltanto, senza l’accordo delle parti sociali e senza la firma del contratto nazionale collettivo. Contrariamente alle critiche che ha ricevuto il segretario generale del Ministero delle Finanze, noi sosteniamo che i lavoratori devono essergli grati, perché ha aperto loro gli occhi. E questo non lo diciamo con ironia! Ha reso pubblico ciò che i politici della Nea Dimokratia, del Pasok e di Dimar cercano di nascondere, rispetto al futuro che stanno preparando per il nostro popolo, classificato economicamente tra i popoli impoveriti dei Balcani e tra i paesi dell’ex “socialismo reale”. Yorgos Mergos ha fatto saltare in aria tutte le favole sullo “sviluppo”. Ha reso chiaro che nello “sviluppo” di Samaras e Venizelos, i greci otterranno salari di 300-400euro. E sarà già troppo!

Di Yorgos Delastik
Originariamente pubblicato sul giornale “To Ethnos”
Titolo originale “Salario minimo a 500 euro? Troppo”
Tratto da tvxs
Tradotto da atenecalling