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Sembra che i blocchi di quest’anno stiano per sciogliersi, con gli organizzatori delle mobilitazioni ad aspettare, in sostanza, chi saranno i primi ad andarsene. Così, dopo i piccoli raduni di Kouloura Imathias (produttori ittici) e di Prasina Fanaria di Salonicco, che si trovano già in fase di “scioglimento”, quel che tiene ancora la gente è soprattutto la paura della “vergogna” e dell’essere additati come “traditori”.
Un ruolo importante, però, è giocato dall’incapacità economica di molti di questi “ribelli” a sostenere la loro produzione agricola il prossimo anno. Anche se può sembrare esagerato, gli agricoltori rimasti senza un euro, per i crediti con i commercianti (non rimborsati) e per la fine della liquidità che ricevevano dalle banche e dai fornitori, non sono pochi ed erano in attesa che piovesse, come una manna dal cielo, un piccolo aiuto dallo stato per continuare la loro attività.
Questo aiuto non è mai arrivato, nonostante le grandi promesse del ministro dell’Agricoltura durante tutta la settimana scorsa. Il mondo agricolo conta solo perdite, a causa tanto dei cambiamenti del sistema di tassazione, quanto delle misure di limitazione dei fondi comunitari e del flusso di indennizzi statali (ad esempi i risarcimenti dall’Organizzazione Ellenica delle Assicurazioni Agricole).
Le ultime informazioni dicono che i sindacalisti della vecchia GESASE (Confederazione Generale delle Associazioni Agricole della Grecia, ndt) cercano di agevolare la gestione governativa per la dislocazione dei manifestanti, mentre la seconda “linea di difesa” dei giovani (Coordinamento) si muove con passi attenti verso la ritirata, intorno alla fine della settimana. Sembra che anche questa volta gli ultimi ad andarsene saranno i “soldati” di Boutas, e non solo perché si tratta di un gruppo ben strutturato, ma anche perché sono interessati alla fama postuma della coerenza della lotta.
I fronti
A Kouloura Imathias i produttori ittici sono stati i primi a scendere in strada 25 giorni fa e hanno cominciato gradualmente a ritirare i loro trattori dall’intersezione e a ritornare nei paesi per i lavori necessari. In questo momento ci sono 80 trattori al blocco di Kouloura, dei 200 presenti nei giorni precedenti. 75 al Kopanò Naousas e 35 a Kypseli. Nonostante dichiarino che i pagamenti preannunciati dal ministero in favore dei produttori ittici riguardano solo 2 delle 14 industrie che lavorano prodotti ittici nelle regioni di Imathia e di Pella, Tassos Chalkidis afferma: “siamo da 25 giorni in strada, abbiamo operazioni necessarie da svolgere, dobbiamo tornare ai nostri lavori”.
La volontà di ritirata dai blocchi dei “tiepidi” dell’Organo di Coordinamento Nazionale mette alle strette Papakonstantinou e Stamopoulo, della vecchia GESASE, che in sostanza non rappresentano più nessuno. Quindi, nell’assemblea di oggi, Mercoledì 13 febbraio, il “Segretariato dell’Iniziativa per l’Unità e per la Ricreazione del Movimento Sindacale Agricolo” deve decidere il ritiro dai blocchi. All’assemblea parteciperanno anche i produttori di pesca del blocco di Kouloura. Questa proposta sarà presentata all’incontro nazionale a Platamonas, programmato per venerdì 15 febbraio, dove le “teste calde” tenteranno di impedirne il passaggio. Nello stesso momento, sono determinati a rimanere ai loro posti gli agricoltori di Nikaia Larissa, che esprimono il loro grande disappunto per il fatto che il primo ministro ha dichiarato che non accetterà di vederli.
Così si aspetta di chiedere un incontro con tre ministri: dell’Agricoltura, delle Finanze e dello Sviluppo.
Nella regione di Salonicco, ci sono blocchi ai Prasina Fanaria e a Chalkidona. A Serres, tempo permettendo, gli agricoltori del blocco di Leukonas chiuderanno l’autostrada alle due di pomeriggio per un’ora. Gli agricoltori del blocco di Kerdyllia, sull’autostrada Serres-Kavala, chiuderano l’autostrada per un’ora verso le 14:30. Nel frattempo rimane tuttora chiuso il blocco a Rodolivos in Serres.
Gli agricoltori in Drama e Kavala, rimangono sui loro blocchi lungo l’autostrada Kavala-Drama, nelle vicinanze della comunità di Lydia, all’intersezione di Chryssoupoli. In Evros e Rodopi, gli agricoltori hanno schierato i loro trattori di fronte all’Industria dello Zucchero, a Feres, e sull’autostrada Komotini-Xanthi, all’intersezione di Komotini.
Con un suo annuncio, l’Associazione Nazionale di allevatori chiama tutti gli allevatori a rafforzare i blocchi degli agricoltori e denuncia le misure governative come una “presa in giro”, chiedendo le dimissioni del ministro dell’Agricoltura Athanassios Tsautaris. Parallelamente, annuncia mobilitazioni da parte degli allevatori entro marzo, fino all’apice della manifestazione centrale ad Atene, a metà aprile.

Scendono massicciamente in strada anche gli agricoltori di Creta, lunedì prossimo con delle mobilitazioni a oltranza in tutte e quattro le regioni dell’isola. Dalle 11 del mattino, gli agricoltori della PASY hanno portato le loro macchine agricole e i trattori all’intersezione di Peza, a Irakleio, e sull’autostrada Megala Chorafia, a Chania.
Aggiornamento:
 
Nel pomeriggio ci sono stati degli scontri ad Anthili Lamias, quando un gruppo di agricoltori ha cercato di chiudere la strada per un’ora. Un poliziotto ed un agricoltore sono stati feriti. Due agricoltori sono stati arrestati.

13/02/2013
Originale in greco: ergasiakodeltio
Traduzione di atenecalling