Inglese povero, perplessità, domande che non vanno oltre una semplice registrazione delle generalità di una persona. Potrebbe essere il dialogo tratto da una revue teatrale. Purtroppo, però, è la trascrizione di una conversazione vera, registrata durante una chiamata al numero verde della Polizia greca per le denunce di attacchi a sfondo razziale. A quel numero, cioè, che è stato recentemente creato dal Ministero della Protezione del Cittadino (Ministero degli Interni, n.d.t.). Il migrante che ha chiamato era stato picchiato dai soliti tipi vestiti in nero. Ha creduto alle promesse ministeriali e aveva la speranza che questa volta sarebbe riuscito a trovare una soluzione. Inutile.

È sera. Un paio di settimane fa. Ha appena finito di guardare una partita al bar, vicino alla Stazione Ferroviaria di Larissis. Molto vicino agli uffici di Alba Dorata. Mentre sta attraversando la strada per arrivare in via Acharnon, vede sei uomini, grandi di statura, non oltre i 20 anni. Uno porta il taglio moikano. Lo indicano e si dirigono verso di lui. Si mette a correre. Lo circondano. Tre davanti e tre dietro. La prima botta la prende sul viso. Gli apre il naso. Sangue. Fa in tempo a vedere il coltello prima di sentirlo sulla spalla. Sente un calcio da dietro. Cade giù. Prende una gomitata sull’anca, a pochi centimetri di distanza dalla spina dorsale. Tra le gambe che si preparano a dargli i calci, vede uno spazio. Striscia, passa tra le gambe e si mette a correre. Si salva per poco. L’altra volta, all’inizio dell’estate, era rimasto insanguinato e con il braccio rotto.

Questa volta, però, spera che qualcosa sia cambiato. Il ministro della Protezione del Cittadino e la Polizia hanno annunciato delle misure contro i crimini razziali. Tra queste “un numero verde (11414) al quale è possibile chiamare, 24 ore su 24, per rendere noto o denunciare qualsiasi atto ingiusto che abbia delle connotazioni razziali. Bisogna sottolineare, tra l’altro, che questo numero riceve chiamate da tutte le reti di telefonia fissa o cellulare e che garantisce il carattere anonimo e confidenziale della comunicazione”.

Pochi giorni dopo, chiama a questo numero dal suo cellulare. Pensa che sia gratis. La ricarica da 5 euro, invece, non si esaurisce per poco. Ma non è questo il peggio. “Ci sono domande giuste e domande sbagliate. Mi hanno fatto tutte quelle sbagliate”, dice al “Giornale dei Redattori” quando viene a trovarci e si mette ad ascoltare il dialogo registrato sul suo cellulare.

Ha paura di dire pubblicamente il suo nome. Preferisce che lo chiamiamo Adam. È somalo, ha 27 anni, si trova da un anno e mezzo in Grecia. È un richiedente asilo, in possesso della “carta rosa” (documento provvisorio che certifica l’avvenuta richiesta di asilo, n.d.t.) dallo scorso Novembre. Lavora come interprete presso alcune organizzazioni non governative greche e straniere. Come tale collabora anche con i media stranieri.


Di Dimitris Aggelidis 
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TUTTO IL DISCORSO DI ADAM CON IL POLIZIOTTO DEL 11414

«Se succede di nuovo una cosa simile, è meglio che chiami la Polizia…»

 Poliziotto: (in greco) Mi sente?

 Adam: (in inglese) Parla inglese?

 Poliziotto: (in greco) Mi dica, solo in greco.

 Adam: (in inglese) No in inglese?

 Poliziotto: (in inglese come il resto del dialogo) Mi dica.

 Adam: Parla inglese signore?

 Poliziotto: Sì.

 Adam: Ok, sono somalo. Sabato, mi scusi, venerdì sono stato attaccato. Ho visto questo numero e mi hanno detto “questi ti possono aiutare”.

 Poliziotto: Attenda un attimo..(pausa). Da chi è stato attaccato?

 Adam: Portavano i vestiti neri ed erano in sei. Questa era la seconda volta. La prima è stata in Aghios Panteleimonas. Mi hanno rotto il braccio. Questa è la seconda volta.

 Poliziotto: Mi dica il suo nome, per favore.

 Adam: Mio nome? Bisogna sapere il mio nome?

 Poliziotto: Sì, signore.

 Adam: Mi chiamo Adam, sono somalo.

 Poliziotto: Qual’è il suo nome signore?

 Adam: Ho detto che mi chiamo Adam.

 Polizotto: Il suo cognome?

 Adam: Prego?

 Polizotto: Il suo cognome.

 Adam: Il mio nome è Adam ed il mio cognome è Adam.

 Poliziotto: Il suo numero di telefono?

 Adam: È quello da cui sto chiamando.

 Poliziotto: Non posso vedere il suo numero di telefono

 Adam: 69…

 Poliziotto: Un attimo per favore (pausa). Sa chi è stato ad attaccarla?

 Adam: Se li vedo, certo che posso identificarli.

 Poliziotto: Come ha detto?

 Adam: Se li vedo, certo che posso identificarli!

 Poliziotto: Ed i loro nomi?

 Adam: Prego?

 Poliziotto: Lei sa i nomi di chi l’ha attaccata?

 Adam: Il nome signore? Non lo conosco. Ma portavano i vestiti neri ed avevano tra i 19-20 anni. Erano sei, sette persone.

 Poliziotto: Sei, sette, giusto? Ok! Lei dove abita?

 Adam: Abito a via Acharnon.

 Poliziotto: Il numero?

 Adam: Vicino ad Aghios Panteleimonas

 Poliziotto: Come ha detto?

 Adam: Mi sente?

 Poliziotto: Sì.

 Adam: Acharnon, dietro Aghios Panteleimonas.

 Poliziotto: Signore?

 Adam: Lei conosce la chiesa grande?

 Poliziotto: Sì.

 Adam: Sì. Non mi ricordo il numero civico.

 Poliziotto: Mi può ripetere il suo nome?

 Adam: Mi chiamo Adam Adam.

 Poliziotto: Nome del padre?

Adam: Ramin

Poliziotto: Ok, ho il suo numero di telefono.

Adam: Bene.

Poliziotto: Se mi servirà altro, la chiamerò.

Adam: Se le servirà altro?

Poliziotto: Sì, la chiamerò.

Adam: Questo è tutto? Perché ho sentito in Tv che siete voi che aiutate le persone vittime di attacchi.

Poliziotto: Sì.
Adam: E adesso lei mi dice “signore che se mi servirà altro la chiamerò”? Così?
Poliziotto: Sì, va bene.
Adam: Così semplice?! Signore, qualcuno viene ferito, può morire. E lei mi dice “se mi servirà altro la chiamerò?”
Poliziotto: Mi scusi?
Adam: C’è gente che muore, signore. Ci sono degli attacchi, hanno paura di uscire e lei viene a dirmi che “se mi servirà altro la chiamerò?”
Poliziotto: Se succederà di nuovo una cosa del genere, lei chiami la Polizia.
Adam: Se mi succederà di nuovo, devo chiamare la polizia?
Poliziotto: Aha..
Adam: Ma lei non è la polizia?
Poliziotto: Sì.
Adam: Lei è la polizia!
Poliziotto: Se si troveranno vicino a lei, chiami la polizia.
Adam: La prima volta che sono stato attaccato signore, ho chiamato la polizia. Mi hanno rotto il braccio. La polizia mi ha chiesto se avevo i documenti in regola.
Poliziotto: Aha..
Adam: Lei lo trova giusto?
Poliziotto: …..
Adam: Vorrei semplicemente sapere cos’è giusto.
Poliziotto: Whatever.. Ho il suo numero di telefono. Se mi servirà altro, la richiamerò.
Adam: La ringrazio. La ringrazio per avermi ascoltato.


Originale in greco: efsyn
Tradotto da atenecalling