Un professore della scuola media di Kipseli si trova sotto accusa per aver consentito ad una studentessa polacca di rispondere nella sua lingua madre durante un esame di geografia!
Una studentessa di prima media, che ha problemi con il greco, ha chiesto al suo professore di  rispondere alle domande del compito in classe in polacco. Il professore, essendo a conoscenza delle oggettive difficoltà della studentessa e nel rispetto della sua volontà di partecipare alle lezioni con tutte le sue forze, ha lasciato che la ragazzina sostenesse il compito in polacco.
Quale offesa per… i grandi greci assetati di immigrati! Addirittura scrivere in polacco? “Una vergogna” per il sistema educativo greco! Che il professore dia delle spiegazioni! Se tutto ciò fosse stato affermato da Alba Dorata, sarebbe stato sicuramente qualcosa di pericoloso e disgustoso, ma di certo aspettato. L’avvenimento prende delle dimensioni del tutto diverse, però, perché ad avanzare tutte queste richieste è la direttrice della scuola!
La dirigente in questione ha presentato denuncia alla direzione competente dell’istruzione secondaria che a sua volta, invece di “cestinare” nel bidone dei rifiuti tale denuncia (per non dire qualcos’altro), ha aperto un’indagine preliminare. L’intenzione, dice, è che la faccenda venga archiviata. Nonostante tutto non possiamo stare tranquilli, anche se l’intenzione fosse davvero questa. Il docente in questione dovrebbe essere d’esempio ed essere premiato per la sensibilità dimostrata nei confronti di una studentessa che non parla greco, ma che ha il diritto di sedersi a un banco di scuola. L’alunna, che affronta l’incubo della disoccupazione in quanto entrambi i suoi genitori sono disoccupati, ha combattuto per il suo diritto a non esser considerata una poveraccia in classe. No, non voleva consegnare in bianco, voleva scrivere ciò che sapeva ma non poteva. E il professore ha apprezzato e le ha dato l’opportunità di scrivere nella propria lingua. Ha preso poi il compito, lo ha siglato e lo ha inserito nel trimestre.
Il “reato” dell’insegnante ha interessato anche una trasmissione televisiva in cui partecipava il senatore di Alba Dorata Ilias Panagiotaros. E dunque adesso l’insegnante deve combattere per convincere che non voleva profanare la lingua e la razza greca, ma che davanti a sé aveva una studentessa pronta a combattere per la propria educazione e vita, senza armi. Veramente, dove sono finiti i livelli di accoglienza? Dove sono finiti i livelli di insegnamento del greco? Chi sarà responsabile di aver lasciato senza aiuto tanti ragazzi, che rimarranno in silenzio in classe, perché così richiedono il risanamento dei conti pubblici e Alba Dorata? Chi oserà giudicare questo insegnante e molti altri che entrano in classe e devono insegnare a ragazzi che non conoscono il greco?
È loro diritto imprescrittibile e salvaguardato da tutte le convenzioni il sedersi ai banchi, così come per i loro compagni greci. È irritante che invece di essere indagati i neonazisti, venga messo sotto accusa il professore che, anche nel caso in cui la pratica venga archiviata, dovrà comunque dire grazie al ministero. Se, al contrario, si dovesse andare avanti con il procedimento, l’uomo in questione, secondo i nuovi provvedimenti disciplinari, potrebbe essere sospeso. E la direttrice della scuola potrebbe continuare a creare un clima negativo e a terrorizzare gli insegnanti. 
Effettivamente il collegio degli insegnanti ha riportato che ci sono stati diversi rapporti contro di lei da parte di molti professori. Realmente, cos’è accaduto a questi rapporti? Vengono esaminati dalla direzione o verrà sporta denuncia a un professore che ha preferito un compito in polacco piuttosto che un foglio in bianco?
04/03/2013
Originale in greco: left
Tradotto da atenecalling