Penisola Calcidica: la polizia chiama come testimone una piccola studentessa per le proteste contro la società “El Dorado”. Tutti gli studenti si astengono dai corsi e fanno un corteo di protesta.

Dopo le nonne, i nonni, le madri, gli studenti universitari, adesso la polizia cerca “terroristi” anche tra i quindicenni. Così ieri, mentre gli studenti del Liceo di Ierissos si trovavano nell’intervallo tra le prime due ore di lezione, K.M. ha ricevuto una telefonata che le intimava di passare dalla Caserma di Polizia di Polygyros. “Ho 15 anni, perché mi tormentate?”, ha chiesto la piccola. Anche l’agente era sotto shock e ha chiesto un po’ di tempo per poter verificare cosa stesse veramente succedendo con i suoi superiori. Alcuni minuti dopo, l’ha richiamata per dirle che era vero e che doveva presentarsi nella Caserma della Polizia alle 18:00.

Nel paese è scattato l’allarme: le campane della chiesa hanno cominciato a suonare, tutti gli studenti della scuola media e del liceo si sono astenuti dai corsi e, insieme ai residenti, si sono radunati di fronte alla Caserma della Polizia. Parallelamente, tre avvocati hanno protestato di fronte al magistrato per comunicarle il clima di intimidazione provocato nelle scuole dalle telefonate della polizia. Come ha dichiarato l’avvocato Vassilis Tzimourtos, il padre della piccola ha sporto denuncia lamentando “la procedura antisociale” seguita dalla polizia di Polygyros, visto che non sono stati informati i genitori, non sono state comunicate alla piccola le generalità della persona che la chiamava, non è stata informata della qualità in cui era tenuta a comparire di fronte alla polizia, né il motivo.

Nonostante tutto ciò, la piccola è stata costretta a presentarsi in caserma, accompagnata da 400 compaesani e passando tra un plotone di MAT. “Adesso ho ancora più paura”, ci ha detto. “Chi hanno portato qui? Qualche terrorista? Ho sentito tante cose su quello che stanno facendo là dentro? Cosa faranno a me?”. Il capo della polizia si è dichiarato non competente sulla chiamata della ragazza e, quando i suoi avvocati hanno dichiarato di considerare uno scherzo l’intera procedura e che la avrebbero presa e se ne sarebbero andati, ha chiesto un po’ di tempo. Un quarto d’ora più tardi, ha consegnato l’invito scritto a K.M., che oggi si presenterà come testimone.

“A scuola siamo tutti agitati. Oggi hanno preso K., domani prenderanno me, Yorgos, Petros”, ci dice E.E. “Non si può più andare avanti in questa situazione”, aggiunge K.M. “Degli ignoti ci fermano per strada e ci chiedono perché portiamo le magliette “No all’Oro” e dove le abbiamo trovate. Anche la maglietta è un elemento incriminatorio?”. “Ieri stavamo tutti di fronte alla Caserma della Polizia di Ierissos. Ho sentito dire che a Polygyros chiedono se vanno alle manifestazioni e perché. Che prenderanno tutta la scuola media e il liceo per farla finita”, dice A.D.

“Mia figlia ha paura, non capisce perché sta succedendo tutto questo. Come ho detto anche agli agenti di polizia, solo se hai dei figli puoi capire”, ci ha detto la mamma di S.K. “Adesso che sono entrata nella Caserma della Polizia, ho avuto ancora più paura”, ci dice la piccola S.K. “Prima ho chiamato il signor Pachtas (sindaco della zona, noto in Grecia per il suo coinvolgimento in vari scandali, significativamente precedenti alla sua elezione, n.d.t.) chiedendogli di venire con me, ma si è rifiutato. “Perché non viene con me?”, ho chiesto. “Parlate in tv dicendo che i figli degli impiegati sono tutti terrorizzati. Anch’io sono terrorizzata. Vi hanno votato per essere il sindaco di tutta la gente e non il rappresentante della El Dorado. Non sono una ragazza anch’io?”.


di Dina Daskalopoulou

Originale in greco: efsyn
Tradotto da atenecalling

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