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La prima volta che ha visto un uomo cercare del cibo è rimasta scioccata. La seconda, gli ha regalato la spesa fatta per casa sua. La terza, ha deciso di fare una cosa più drastica: ha creato una pagina su Facebook e ha invitato i suoi concittadini ad attivarsi. Così, da una parucchiera attiva e dalle sue clienti, tra le tinte di capelli, è nato il Gruppo di Solidarietà Sociale di Xanthi, un anno fa.
Erano venuti prima il Movimento di Cittadini Attivi (nel 2010), il Gruppo di Azione senza Intermediari nel (2011) e la Scuola di Solidarietà (nel 2012). I cittadini attivi di Xanthi, tanto della maggioranza quanto della minoranza (a Xanthi ci sono minoranze etniche, n.d.t), hanno sviluppato delle strutture senza precedenti per le dimensioni della città. “La nostra città ha una tradizione nel volontariato”, ci dice il giornalista Yannis Sidiropoulos. “Inoltre, tutti i cittadini partecipano ai gruppi di carnevale per le feste della Vecchia città di Xanthi. Sapevamo, quindi, come organizzarci e come praticare la solidarietà. Quando la crisi ci ha toccato eravamo pronti a reagire positivamente”. Un ateniese che viaggia spesso in provincia ha l’illusione che in una piccola società non si possa vedere il volto aggressivo della crisi che si vede nelle metropoli. Un collega, attivista dei “Cittadini Attivi”, purtroppo ci smentisce. La città era in difficoltà già prima che la grande crisi toccasse il paese. “Xanthi è stata de-industrializzata nel 2007, mentre le cooperative erano già crollate. L’edilizia era già ferma e le serrande si abbassavano una dopo l’altra. Siamo campioni di disoccupazione”.
Tutto questo vuol dire che ci sono senzatetto, persone che dormono senza aver mangiato, malati che non hanno accesso al sistema sanitario pubblico. Di tutto questo si occupa il Gruppo di Solidarietà: raccoglie vestiti, farmaci, cose per la casa. Mobilita volontari di tutte le professioni, dagli infermieri fino agli elettricisti. Abbiamo creato un Guardaroba Solidale e un negozio di alimentari sociale. “E tutto questo senza un euro!”, ci dice Mary. “All’inizio abbiamo raccolto il materiale nel mio negozio, ma i pacchetti arrivavano fino al tetto. Non c’era più spazio per i clienti. Ci siamo trasferiti nel seminterrato di una pizzeria e poi in un benzinaio. Adesso abbiamo il nostro spazio, concesso gratuitamente da un nostro concittadino. Tutto quello che abbiamo là, dagli scaffali fino ai mobili, lo abbiamo fatto noi da soli o ce lo hanno dati i negozi”.
A cosa non ha pensato il gruppo! Distribuiscono gratuitamente spuntini in collaborazione con i fornai. Raccolgono verdura e frutta dall’Associazione dei Venditori Ambulanti. Raccolgono cibo dai produttori che collaborano con il “Senza Intermediari”. Di questa azione ci ha parlato Emilia Ikoniadou: “Siamo 20 volontari e offriamo i prodotti una volta al mese. Quando ci siamo incontrati con i ΄Cittadini Attivi΄ la nostra azione è decollata. Noi avevamo il know-how. Loro erano piuttosto giornalisti e ci hanno dato molta visibilità. Adesso nella nostra attività mensile vengono 1000 persone”. Dispongono di prodotti di qualità a un buon prezzo. I produttori guadagnano di più. Il mercato locale si bilancia contenendo i prezzi verso il basso. E soprattutto i cittadini si attivano: “Oltre a comprare, i cittadini offrono anche. Portano farmaci e vestiti, comprano in quantità maggiori e fanno offerte al Gruppo di Solidarietà. La stessa cosa fanno anche i produttori”, dice Emilia.
Il Gruppo di Solidarietà non si dimentica dei ragazzi: in collaborazione con istituti privati offre corsi gratuiti di lingua greca e matematica, e perfino di lingue straniere. Più specializzato è l’intervento della Scuola di Solidarietà. Lo descrive la presidente di ELME (Unione di Servitori di Educazione Media), Maria Loukopoulou: “Facciamo dei corsi mirati, per poter sostenere i ragazzi per gli esami di ammissione alle università. La partecipazione di professori volontari è così grande, che avanzano rispetto ai nostri studenti. Abbiamo ragazzi della minoranza, ma anche della maggioranza, che vengono soprattutto  dai paesi confinanti”. La cosa triste nei due anni di funzionamento della scuola è che  l’anno scolastico inizia con 50 studenti, ma finisce solo con 10″, ci spiega Maria. “I loro genitori partono come migranti in città più grandi o all’estero. Smettono anche perché hanno fame. I corsi si effettuano la sera e i ragazzi sono fuori casa già dalla mattina presto. Non hanno un euro per fare colazione. E poi, come convincere a studiare questi ragazzi che non vedono un futuro? Lo considerano inutile, purtroppo”.
Chiudiamo la serata nella taverna di Sami, in un vicolo della città vecchia. Di una città dove quelli della minoranza e della maggioranza, musulmani e cristiani, lottano insieme contro la crisi. “La nostra città è un esempio di coesistenza e di rispetto reciproco”, mi dice Yannis. “Speriamo che anche voi ad Atene riusciate a trovare il modo per coesistere”.
di Dina Daskalopoulou
Originale in greco: efsyn
Titolo originale: “Come se fossero pronti da tempo…”
Tradotto da atenecalling
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Movimento di Cittadini Attivi:  http://politesxanthis.gr/order.html
Τel: 6949-208482, 6947-261417, 6944-729569, 6944-413976, 6973-824308
Scuola di Solidarietà: Martedì, Mercoledì, Giovedì 14:30-18:00 alla Scuola Serale