La gentrification del centro della capitale greca, in atto ormai da tempo, è supportata da operazioni sistematiche di repressione massiva della gran parte della popolazione disagiata e delle persone impoverite. La loro concentrazione nel centro della città, dopo aver completato la svalutazione e il riordinamento dei dati di proprietà della zona, è adesso rovesciata per mezzo della loro pubblica  diffamazione. I migranti, i tossicodipendenti, i sieropositivi, i sospetti di ogni genere e le popolazioni di ogni categoria che hanno bisogno di protezione sociale, vengono trattati con operazioni di polizia che si riassumono sotto l’ordine “FATE SCOMPARIRE QUALSIASI COSA ORRIBILE”. Le 132 persone tossicodipendenti che pochi giorni fa sono state trasferite nelle strutture della polizia di Amygdaleza, trasformate all’improvviso in centri di previdenza, di cura e di alimentazione, sembrano costituire un terreno privilegiato del nuovo dogma della politica anti-crimine, per cui la Polizia Greca si incarica dei servizi di sanità e di welfare, annullando ogni ente competente (come l’OKANA, KETHEA, ecc.). 
Questo comportamento, oltre a distogliere l’attenzione dalla reale questione del rischio, riduce il problema delle droghe a un caso di coesistenza disumana tra la Polizia, il Centro Nazionale di Operazioni di Sanità (EKEPY) e il Centro Ellenico per il Controllo delle Malattie e la Prevenzione (KEELPNO), trasformando ancora una volta un problema sociale di ampio spettro in una questione di “estetica”, di repressione poliziesca e di infezioni.
Come professori universitari, come criminologi e cittadini, riteniamo che questa situazione non ci permetta altro silenzio. Esprimiamo la nostra seria preoccupazione e la nostra assoluta opposizione alla svolta che sta assumendo la politica anti-crimine. Uniamo le nostre voci a quelle degli enti competenti, che hanno già reagito a queste operazioni di deportazione della miseria umana
Denunciamo come i diritti delle persone che si trovano nel vortice della tossicodipendenza, recentemente sanciti per legge, già non vengano riconosciuti e, soprattutto, sottoliniamo come non si possano esercitare nell’ambito di operazioni di rastrellamento della Polizia Greca che rafforzano l’esclusione e la stigmatizzazione di queste persone. 
Questa dimostrazione di forza repressiva, adornata di sfumature di un’occasionale umanesimo, in combinazione con le politiche che indeboliscono i servizi e le strutture di disintossicazione e che restringono il settore più ampio della protezione sociale, si trovano in diretta contrapposizione ai principi costituzionali che reggono uno stato sociale di diritto. In più, colpiscono la dignità umana e rendono ancora più grave la situazione degli individui socialmente più deboli.
Nelle attuali condizioni estreme, che agevolano ogni forma di deragliamento e rafforzano gli autori di ogni forma di violazione dei diritti democratici e sociali, dei diritti umani e delle conoscenze scientifiche, i garanti istituzionali della legalità devono mostrare maggiore responsabilità ed agire con più cautela, stabilendo con precisione i limiti della loro azione pubblica, senza mai superarli. La repressione poliziesca, anche quando strumentalmente travestita, non è la risposta che può soddisfare le persone coscienziose. 
Invitiamo i nostri colleghi, gli enti professionali e scientifici, la società greca, i partiti democratici, i deputati, la stampa e ogni nostro concittadino coscienzioso a reagire con tutti i mezzi istituzionali forniti dalla nostra società a questa crisi intensificata di umanesimo, di violazione della legalità e di disdegno dello stato di previdenza sociale residuo.
– Antonopoulos Yorgos, Professore Ordinario, Università  Teesside, UK 
– Vidali Sofia, Professoressa aggregata, Università di Dimokritos di Trace
– Georgoula Stratos, Professore associato, Università di Egeo
– Τhemeli Olga, Professore associato, Università di Creta 
– Koulouris Nikos, Professore associato, Università Dimokritos di Trace
– Lazos Grigoris,Professore aggregato, Università di Panteion
– Papanikolaou Yorgos, Professore aggregato, Università Teesside UK
Originale in greco: left
Tradotto da atenecalling