Il disinteresse dei responsabili del Ministero della Sanità nel riaprire di nuovo la Clinica Cardiochirurgica dell’Ospedale Pediatrico Aghia Sofia è un comportamento criminale che ha portato alla morte di un altro bambino, perché non è stato operato nella clinica Onassio. Come denunciano i genitori e l’Associazione dei Medici di Atene.
  
Il prezzo da pagare per la chiusura della Clinica Cardiochirurgica dell’Ospedale Pediatrico Aghia Sofia sono le vite dei bambini, visto che il 27 Febbraio un altro bimbo è morto perché non è stato curato in tempo all’ospedale Onassio dove, dopo la chiusura dell’ ospedale Aghia Sofia, i genitori sono ormai costretti a portare i loro bambini. Come denuncia l’Associazione dei Genitori e dei Tutori di Malformazioni Cardiache Congenite, il bambino è l’ottava vittima di questa situazione. 

La nuova vittima si chiama Ilias e secondo la denuncia dell’Associazione dei Genitori e dei Tutori e dell’Associazione dei Medici di Atene il bambino è morto il 27 Febbraio, perché non è stato operato in tempo all’ospedale Onassio, mentre non era stato dato il permesso al medico specializzato di origini greche che vive in Svizzera di poter venire all’Onassio per operarlo.

Il medico greco che si offre spesso di operare gratuitamente bambini anche se deve coprire da solo le spese per il viaggio in Grecia è il signor Kalangòs. È lo stesso medico che ha accertato che il piccolo Ilias avrebbe dovuto essere operato due anni fa. Il povero bambino era stato sottoposto due volte ad un’operazione, ma le sue condizioni sono peggiorate ed il ritardo nell’affrontare la sua situazione gli è costato la vita, come denuncia l’Associazione dei Genitori e dei Tutori di Bambini con Malformazioni Cardiache Congenite.

Inoltre, i genitori denunciano che il bambino è stato vittima di negligenza. Se il Centro Cardiochirurgico di Aghia Sofia fosse stato aperto si sarebbe salvato. Secondo l’Associazione dei Medici di Atene (ISA), il bambino sfortunato è l’ottava vittima della chiusura criminale del centro, decisa nell’Ottobre 2011. 

L’ISA esprime la sua indignazione per il dramma che vivono migliaia di famiglie che hanno figli con problemi cardiaci e chiede che venga immediatamente e completamente ripristinato il funzionamento del “Centro Comune di Trattamento di problemi Cardiaci Congeniti ai bambini” dell’Ospedale Pediatrico “Aghia Sofia”. 

L’ISA si è già lamentata del problema, comunicando proteste extragiudiziali già dal Novembre 2011 al Ministro della Sanità di allora Andreas Loverdos, rendendo nota la necessità di far funzionare di nuovo la clinica.

“Da allora fino ad oggi, abbiamo ricevuto lettere di genitori di ragazzi che soffrono di problemi cardiaci congeniti che ci rendevano noto quanto pericolosa è la situazione per i loro figli”,  sottolinea il presidente dell’Associazione dei Medici di Atene, Ghiorgos Patoulis. 

Bisogna sottolineare che i genitori dei bambini hanno già sporto denuncia alla Magistratura per i Reati Minori (Misdemeanor  Court) di Atene, perché l’interruzione del funzionamento del servizio in questione ha causato la morte di bambini che soffrivano di malattie cardiache e il motivo non era altro che la mancanza di assicurazione sanitaria dei figli e l’impossibilità di coprire le spese delle cure medico-farmaceutiche e del ricovero all’Onassio. 

Il Centro specialistico di Aghia Sofia è stato chiuso due anni fa, con la scusa che i medici dell’Unità litigavano tra di loro mettendo così in pericolo la vita dei piccoli pazienti. Da allora, non è stato fatto nulla di concreto per la sua riapertura.
Di Dimitra Euthymiadou

Originale in greco: iatropeia
Tradotto da atenecalling

http://www.facebook.com/pages/Atene-Calling/251665391622521?ref=hl