Alcune ore dopo essere stato chiamato a dare delle spiegazioni alla Direzione dell’AEK Atene e dopo la sua esclusione a vita da tutte le squadre nazionali imposta dalla Federazione Calcistica Greca, Yorgos Katìdis ha pubblicato il seguente annuncio:
“Devo ammettere che mi sono comportato in maniera assolutamente inaccettabile e mi sento malissimo per quello che ho provocato con il mio gesto, stupido e inappropriato. Mi riferisco al festeggiamento del goal della vittoria che ho segnato nella partita dell’AEK contro il Veroia che, invece di dare felicità, è stato fonte di amarezza e dolore per i tifosi della squadra, ma anche per i miei compagni di squadra che onoro, rispetto ed amo, come loro stessi possono confermare. Non c’è motivo di cercare delle scuse. 
Ho torto, sono ingiustificabile e quanto è successo lo pagherò con molto dolore, come tutti potete immaginare visto che, nonostante abbia appena compiuto 20 anni, sono vicino a mettere fine alla carriera calcistica che ho di fronte a me. Voglio prima di tutto chiedere sinceramente e umilmente scusa alla mia squadra, l’AEK Atene, e alla sua gente, che ho offeso non sapendo esattamente cosa stessi facendo con i miei festeggiamenti. Il fatto che non sapessi non costituisce una scusa. Né tantomeno la mia età giovane.
Ripeto che mi sono comportato in maniera assolutamente inaccettabile e che la gente dell’AEK Atene ha completamente ragione a reagire in questo modo. Ho commesso un enorme sbaglio e lo pagherò per sempre. La responsabilità del mio sbaglio, però, non può pesare su nessun altro oltre me stesso. Per questo voglio sottolineare che la mia squadra, l’AEK Atene, e la sua storia, che ho offeso con la mia azione inaccettabile e stupida, non hanno alcuna responsabilità. Io ho commesso l’errore, io pagherò. L’AEK Atene non ha alcuna responsabilità! Mi metto quindi fuori dalla squadra perché mi rendo conto di aver offeso la storia del club e la sua gente, nel modo peggiore. L’aver fatto una stupidaggine non può giustificare la mia azione. Come mi hanno detto: ‘sapere poco è peggio che non sapere’ e questo vale anche nel mio caso e nel modo in cui ho festeggiato. 
Purtroppo non posso far tornare indietro il tempo e correggere l’incorreggibile. Voglio però chiarire che non sono né fascista, né neonazista, né razzista visto che ho un fratellastro di Porto Rico e che tutta la mia famiglia viene da Pontus e ha vissuto il razzismo nei modi peggiori! Voglio inoltre sottolineare che capisco completamente le ragioni della Federazione Calcistica Greca, a cui devo delle grandi scuse per la posizione in cui l’ho messa. Concludendo, voglio chiedere, anche pubblicamente, scusa a mia madre e a tutti i membri della mia famiglia per quello che stanno vivendo a causa della mia azione stupida e sbagliata”.
Originale in greco: left
Tradotto da atenecalling
Qui la conferenza stampa del giocatore, interrotto da un tifoso che gli dice: “Semplicemente, di’ che giochi nell’AEK Atene che è una squadra di rifugiati e fanculo a tutti i nazisti e al saluto che hai fatto”.