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Accuse contro il direttore della scuola media interculturale di Ellinko, Nikos Metaxidis, per la partecipazione della sua scuola a una manifestazione antirazzista. I fatti risalgono a un anno fa. Il 21 Marzo 2012, nella Giornata Mondiale contro il Razzismo, la scuola media interculturale e il rispettivo liceo di Elliniko hanno organizzato insieme all’ELME (Unione di Servitori di Educazione Media) di Atene-Sud una manifestazione con contenuto antirazzista affianco alla scuola. “Avevamo preparato un video e alcune cose che abbiamo presentato” dice al giornale Ef.Syn (Il giornale dei Redattori) il vice direttore della scuola media, Yannis Damianidis.
Le scuse
Il signore Metaxidis è stato accusato di aver portato gli studenti fuori dalla scuola, senza un permesso dalla direzione e senza una decisione dell’associazione. Bisogna sottolineare come questa accusa arriva in una scuola in cui la mancanza di infrastrutture e campi da gioco obbliga gli studenti ad attraversare la strada per partecipare al corso di ginnastica che si tiene nel parco comunale situato di fronte. “La manifestazione è durata appena due ore e i professori ne erano al corrente. Si tratta semplicemente di una scusa trovata per giustificare la chiusura della scuola” sostiene il signor Damianidis.
Il signor Nikos Metaxidis è sotto indagine amministrativa ed è stato accusato di fronte al Consiglio Supremo dell’Educazione Secondaria. Il suo caso pende ancora oggi.

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Il divieto
La persecuzione contro il direttore non è l’unica ferita aperta per la scuola. Lo scorso settembre, la Direzione Periferica di Educazione dell’ Attica ha vietato alla scuola di accettare studenti provenienti da altre zone di Atene. Il risultato è la diminuzione degli studenti, quindi anche delle classi e quindi anche del personale. “Gli studenti sono stati ridotti da 140 a 80. Per questo ho dovuto andarmene dopo 18 anni. Sono stato considerato in soprannumero”, dice l’ex vice direttore Yannis Damianidis.
A fine novembre la Direzione Periferica ha fatto un’altra cosa. Ha cercato di abolire il positivo indirizzo teorico della scuola. Ha chiesto anche che gli studenti venissero distribuiti nelle classi per ordine alfabetico e non in base al livello di conoscenza della lingua greca. A gennaio, il direttore della Periferia è cambiato e queste azioni sono state congelate. “Se aboliscono gli indirizzi, metà dei ragazzi cambieranno scuola e il cambio dell’ambiente scolastico sarà duro. In una scuola normale ci saranno molte difficoltà con la lingua”, dice al giornale “Ef.Syn” Yannis Lavner, studente del terzo anno del Liceo e vicepresidente del Consigliodegli studenti. Sua madre è austriaca e suo padre iraniano. “Già da anni sentiamo che la scuola chiuderà. Ma è molto importante per noi, è la nostra seconda casa. Quando siamo venuti in Grecia è stato il primo posto in cui siamo stati accolti e che ci ha aiutato integrarci” dice.
“È assurdo! Da un lato lo stesso ministero dell’Educazione invita noi insegnanti ad organizzare manifestazioni antirazziste per la Giornata Mondiale contro il Razzismo e dall’altro vengono puniti i nostri colleghi che dimostrano sensibilità antirazziste e antifasciste”.
L’ indagine amministrativa
Despoina Mavromataki, segretario della VI ELME, non usa mezzi termini. Una sua collega, filologa, professoressa di quinto al Liceo di Zografou, affronta il riferimento alle indagini amministrative in corso su di lei, per colpa di una denuncia anonima sporta da un genitore, perchè distribuiva materiale antifascista agli studenti.
“Il materiale distribuito dalla collega riguardava il concerto antifascista del 19 Gennaio al quale chiamava l’OLME (Federazione di Servitori di Educazione Media) e la nostra ELME locale. Si rivolgeva agli studenti ed è per questo che aveva delle vignette antifasciste. Il Direttore della Direzione di Educazione Secondaria del settore A di Atene, il signore Savvaidis, ha ordinato la procedura preliminare dell’interrogatorio. La professoressa non ne era nemmeno al corrente, è stata l’ultima ad essere informata, dopo che già erano stati chiamati a testimoniare i suoi colleghi. Anche la procedura della scelta dei testimoni è stata arbitraria” denuncia la signora Mavromataki al giornale.
La segretaria della VI ELME crede che le denunce anonime non siano casuali: “È molto facile far apparire un anonimo ‘genitore indignato’ e agire in un clima di intimidazione e di denunce. Lo abbiamo vissuto anche in passato, durante gli scioperi e le occupazioni studentesche. Quando queste denunce anonime arrivano a far muovere indagini preliminari, in combinazione con il nuovo codice disciplinare, i vari discorsi sui pubblici impiegati e la valutazione dei professori, può facilmente portare a sospensioni e licenziamenti. Tra l’altro, essere portato di fronte ad un’indagine amministrativa, anche senza che ci sia una decisione finale, causa la sospensione provvisoria”.
L’informatore
Sotto la paura dell’informatore invisibile e delle misure disciplinari visibili, i professori sono chiamati a parlare oggi (Giornata Mondiale contro il Razzismo) nelle loro classi dell’ “abolizione delle discriminazioni e del razzismo” e a coltivare un clima di “solidarietà, tolleranza e rispetto dei diritti di tutti gli studenti”. “Gli insegnanti, specie in questi giorni, devono sentirsi sicuri e, in base al quadro istituzionale e ai Programmi Analitici, non devono permettere interventi da  formazioni extra-istituzionali e da soggetti che non hanno niente a che vedere con gli ideali democratici e i valori della nostra educazione umanistica” recita la Circolare del Ministero dell’Educazione distribuita in vista del 21 Marzo. Il consiglio relativo alla sicurezza, però, suona un po’ strano alle orecchie degli insegnanti che hanno già subito le conseguenze istituzionali degli “interventi extra-istituzionali”.
di Yannis Baskakis – Afroditi Tziantzì
22?03/2013
Fonte: efsyn
Tradotto da Atene Calling

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