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Venerdì sera a Filadèlfia, un autista razzista ha fermato l’autobus, costringendo tutti i migranti che si trovano a bordo a scendere. L’uomo ha anche chiamato la polizia.
Quanta cattiveria può nascondere una persona per causare problemi ad altre persone, lavoratori come lui, al rientro di venerdì sera, alla fine di una settimana difficile come tutte le atre?
La pagina dello spazio sociale autogestito Strougka (Στρούγκα) di Filadelfia descrive così l’episodio:“Venerdì 5.4.13, poco dopo le otto di sera, l’autista dell’autobus B9 che stava attraversando a quell’ora la nostra città, si è sentito a disagio con i migranti, suoi clienti, e ha deciso di costringerli a scendere dall’autobus di fronte al Municipio di Nea Filadelfia – Nea Chalkidòna, chiamando la polizia.

In pochissimi minuti, sono arrivate le forze di polizia per controllare i circa 50 migranti che si trovavano sull’autobus e che hanno dovuto subire il comportamento razzista dell’autista. Decine di cittadini hanno assistito a questa scena assurda. La loro presenza ha garantito che la polizia non maltrattasse nessuno dei migranti, anche se ha controllato i loro documenti. Si intende che la polizia non ha fatto niente contro l’autista, che ha fatto quel che gli pareva”.
Fonte: left
Traduzione di Atene Calling