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SOLIDARIETÁ CON I MILITANTI TURCHI E KURDI,
RIFIUGIATI POLITICI CHE RISCHIANO DI ESSERE ESTRADATI
 CHE NESSUN MILITANTE RIFUGIATO POLITICO
VENGA ESTRADATO IN TURCHIA
IL 19 APRILE 2013 (09:30) SARANNO DISCUSSE IN ULTIMO GRADO DALLA CORTE SUPREMA (AREIOS PAGOS) LE RICHIESTE DI ESTRADIZIONE DI ZEKI GURBUZ E DI COMERT BULENT AYTUNC.
Nell’ambito della riduzione generale della protezione dei diritti individuali, sociali e politici e delle libertà a cui sta portando il governo greco in quest’ultimo periodo, con la scusa della crisi economica, e come seguito della visita di Samaràs ad Ankara e dell’annuncio sulla più stretta cooperazione tra i due governi, le autorità greche, che finora esitavano ad attivare i mandati internazionali di estradizione contro i rifugiati politici turchi che si trovavano in Grecia, hanno dato il via, in questi ultimi due mesi, ad una vera e propria caccia a tutte le persone ricercate per la loro attività politica in Turchia.
Nell’ambito di questo accordo bilaterale, le autorità greche hanno già arrestato cinque rifugiati politici, per proseguire con la procedura della loro estradizione. La detenzione di uno di loro continua dal 12.2.2013 fino ad oggi.
Parallelamente agli arresti dei turchi e kurdi militanti, vengono pubblicati sempre più spesso sulla stampa turca articoli che parlano di accordi tra i due governi per favorire l’estradizione dei ricercati, di accordi contro il terrorismo bilaterali e segreti, in cambio di profitti economici, e che “fotografano” rifugiati politici che si trovano in Grecia, pubblicando le loro generalità e annunciando arresti da parte delle autorità greche.
Tutti i rifugiati politici arrestati sono imputati in Turchia per motivi politici, sono vittime di torture, mentre alcuni di loro sono ex scioperanti della fame nelle carceri turche.
Tutti hanno chiesto l’asilo politico alle autorità greche. Per le domande di alcuni di loro pende l’emissione della decisione da più di dieci anni (!), nonostante ci sia stato il parere positivo della commissione d’asilo (decreto presidenziale 61/99) per il riconoscimento dell’asilo politico già da dieci anni. La mancata conclusione del procedimento da parte delle autorità greche ha tenuto in ostaggio i rifugiati politici kurdi e i turchi per molti anni, mentre oggi li mette a rischio diretto di essere estradati in Turchia!
In caso di loro estradizione in Turchia, i cinque arrestati, nei cui confronti pende l’estradizione, rischiano di essere torturati e incarcerati per la loro attività politica, come conseguenza di processi ingiusti.
Il Gruppo degli Avvocati per i Diritti dei Rifugiati e dei Migranti ricorda che sono migliaia le persone (tra cui giornalisti, sindacalisti, studenti universitari ed avvocati), che vengono sistematicamente processati in Turchia per le loro credenze politiche o filokurde, in base alla legge antiterrorista. Vengono processati da tribunali speciali in seguito a processi ingiusti, le cui uniche prove sono le testimonianze ottenute con torture.
Tra l’altro, l’Ordine degli Avvocati di Atene, con una sua risoluzione nel marzo del 2013, ha condannato i recenti fermi di avvocati in Turchia, in base alla legge antiterrorista e con l’obiettivo di “terrorizzare il popolo turco”. Le denunce di torture degli arrestati dalle autorità turche sono continue, mentre il recente assassinio politico di tre militanti kurde a Parigi, tra cui anche una rifugiata politica (la cui estradizione in Turchia era stata negata dalla Germania) provocano domande e preoccupazioni.
Due tra i ricercati, Zeki Gurbuz e Comert Bulen Aytunc, sono stati arrestati il 12.2.2013 a Patrasso, dove il primo si era presentato di fronte alle autorità greche nell’ambito della procedura di asilo, accompagnato dal secondo che lo aiutava come interprete.
Il 26 marzo 2013 è stata esaminata in primo grado, la richiesta di estradizione di entrambi dal Consiglio dei Giudici di Appello di Patrasso, che ha deciso (all’unanimità e con la stessa proposta anche da parte del pubblico ministero) la non estradizione in Turchia, riconoscendo i motivi politici della loro persecuzione. Il kurdo alevita Zeki Gurbuz è bersagliato dalle autorità turche da quando era studente universitario fino ad oggi, a causa della sua attività politica  e di quella degli altri membri della sua famiglia. È stato vittima di torture, mentre sua sorella è stata perseguitata dalle autorità turche per la sua lotta contro le torture sessuali e sua moglie per la sua attività di giornalista. Comert Bulent Aytunc, richiedente asilo in Grecia dal 2002, vittima di torture, è perseguitato dalle autorità turche per le sue idee di sinistra e filokurde, in base all’accusa del Tribunale di Sicurezza Statale. È uno degli ex scioperanti di fame del 2000-2001 che hanno lottato contro le celle bianche (di tipo F) e del regime di isolamente, che miravano allo sterminio fisico e psicologico dei dissidenti politici.
Nonostante la decisione di primo grado, e ovviamente nell’ambito dell’accordo di cui sopra tra i due governi, e a causa delle pressioni fatte dalla parte turca, la decisione è stata appellata dalla Procura di Patrasso ed il caso sarà discusso in ultimo grado dalla Corte Suprema il 19.4.2013 (09:30).
Il Gruppo degli Avvocati ricorda che l’estradizione di persone che sono perseguitate nel loro paese d’origine per motivi politici o che rischiano di essere sottomesse a torture o altre forme di maltrattamento in caso di loro ritorno o che rischiano di essere processate in seguito ad un processo ingiusto, costituisce una grave violazione della Costituzione greca e della legislazione greca, della Convenzione di Ginevra del 1951 (articolo 33), della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea (articoli 18 e 19) e della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo (articoli 3 e 6).
Dichiariamo la nostra solidarietà con i/le militanti e turchi/e e curdi/e rifugiati/e politici/e
Chiediamo la non estradizione di nessuno e nessuna in Turchia
Invitiamo ad un presidio di solidiarietà il 19.4.2013 di fronte alla Corte Suprema
Gruppo degli Avvocati per i Diritti dei Rifugiati e dei Migranti
Rethymnou 11 & Ioulianou, tel:+30-210-82.59.449, http://omadadikigorwn.blogspot.gr/
Traduzione di Atene Calling