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Di Dina Daskalopoulou
Una domenica mattina, prima di Natale, davanti a un caffè, hanno deciso di intraprendere una raccolta di beni alimentari. Così, in maniera semplice e spontanea, ma con molta voglia e spirito di amicizia, è nata la Rete di Solidarietà di Dafni-Ymittòs.“Il dilemma era semplice: continuiamo a sentirci in colpa e intimiditi e a rimanere passivi o capovolgiamo una realtà cupa che ci è stata caricata sulle spalle come un destino irrevocabile? La risposta era per tutti noi ovvia” ci dice Babis Alexatos. Dafni ed Ymittòs sono i due quartieri fusi nel nome della riforma amministrativa “Kalllikratis”. Entrambi quartieri popolari (con una forte presenza di rifugiati a Ymittòs), oggi vedono la loro rete sociale distruggersi: famiglie che non possono permettersi di coprire nemmeno basilari spese alimentari e medico-farmaceutiche e ragazzi privati anche dei beni fondamentali. La società doveva re-agire in qualche modo.
C’era un contesto già esistente o hanno iniziato da zero? Yorgos Bòkaris racconta: “una rete sociale – comunale o statale – non c’era e non c’è tuttora. Ma ormai da due anni c’è una rete creata dall’Unione dei Genitori e dei Tutori che distribuisce soprattutto beni alimentari ogni quindici giorni, beni che vengono raccolti nelle scuole della zona e che sono offerti da genitori e  insegnanti. Questa rete rifornisce trentadue famiglie i cui figli frequentano le nostre scuole”. 
Iniziativa gradita 
“La prima apparizione” della nostra rete è avvenuta davanti ad un supermercato: facevamo il nostro volantinaggio e raccoglievamo beni alimentari nei carrelli del supermercato. La gente ha apprezzato e continuiamo tuttora. Ogni sabato usciamo con un gruppo di circa trenta persone” ci dice Dimìtris Papadimitròpoulos. “I nostri concittadini ormai ci chiedono come possono aiutare e quando e dove possono trovarci per portare vestiti, scarpe, libri, giocattoli. Ogni quindici giorni distribuiamo beni alimentari ed una volta al mese un litro d’olio d’oliva. Alle famiglie che hanno dei figli cerchiamo di far avere sempre qualcosa in più, come biscotti o cioccolata”. A Dèspina Lagdà abbiamo chiesto quanto è duro preparare la busta della spesa per le famiglie nel 2013. “Vediamo che mentre la società crolla lo stato non c’è. La cosa più importante che abbiamo conquistato è la partecipazione, molto accesa e dignitosa, di alcune persone delle oltre 100 famiglie che vengono rifornite dalla rete. Ma diventiamo forti e continuiamo, fino a che non capovolgeremo la realtà attuale”. 
La loro attività non si limita a questo. Ci spiega Eftychìa Chondrorizou: “è molto importante anche la parte che riguarda i corsi di recupero per gli studenti dell’educazione primaria e secondaria. I ragazzi vengono aiutati nelle materie scolastiche e nell’apprendimento di una lingua straniera (inglese). I ragazzi che partecipano sono molti, gli insegnanti ancora di più!”“Il collettivo mobilita anche i medici della zona: abbiamo una rete di medici privati che ricevono gratuitamente i nostri concittadini senza assicurazione sanitaria, senza alcuna eccezione” ci dice Kliò Malaki. “Allo stesso tempo, raccogliamo farmaci dalle farmacie e da cittadini, che offriamo all’ambulatorio – farmacia solidale di Vyronas”. Le attività quotidiane del collettivo si svolgono alla “Casa di Solidarietà” dove è ospitato, in uno spazio offerto gratuitamente da un membro della rete. Lambros Zòis ci spiega: “tutte le decisioni sono collettivee vengono prese durante le nostre assemblee generali. Facciamo i turni tutti i giorni, prepariamo le buste della spesa, ci prepariamo per la nostra uscita di sabato ai supermercati; una volta alla settimana ci incontriamo e discutiamo le nostre esperienze”. Quanto smuove i giovani un’attività del genere, lo abbiamo chiesto a Yorgos Katsanòpoulos. “Alle nostre azioni partecipano anche dei giovani, ma anche delle persone “nuove” alle attività collettive. La differenza fondamentale della solidarietà dalla filantropia è che noi miriamo al coinvolgimento attivo di tutti e non al ricevimento passivo di aiuto”. Quanto cambia le persone partecipare a una simile iniziativa? Influisce sul loro carattere, in maniera profonda? “Domanda eccezionale! Anche noi come gruppo ce lo siamo chiesto. A dire il vero, ci siamo incontrati venti giorni fa proprio per parlare di questo”, ci dice Yanna Kassi. “Parlavamo con la psicologa che partecipa alla rete proprio di questa cosa: quale nostro bisogno personale soddisfa quello che stiamo facendo e se lo stiamo facendo bene. Ci siamo espressi tutti. Sono state dette tante cose, ma tutti eravamo d’accordo sul fatto che questa situazione vergognosa e disumana ci dà forza e tenacia. Continueremo la lotta fino alla vittoria”.
Rete di Solidarietà di Dàfni-Ymittòs 
El. Venizèlou 26, Dafni, tel: (0030)-210-97.11.100 Lunedì-Venerdì 18:00-20:00, Sabato 12:00-14:00 
Fonte: efsyn.gr
Traduzione di Atene Calling

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