karl-marx-theory-of-i-told-you-so
Stanno succedendo delle cose incredibili intorno a noi. Si scoprono dei fatti e si preparano degli sviluppi che segnano il passaggio del capitalismo, tanto di quello tedesco, quanto in generale di quello europeo, a una fase di estrema aggressività e rapacità che non può  più essere affrontata dai lavoratori con semplici dichiarazioni e scioperi. Tagliano i salari e le pensioni, spennano in termini fiscali, licenziano milioni di lavoratori e distruggono perfino milioni di imprenditori medio-piccoli, arrivando al punto estremo di prendere i soldi che uno deposita in banca. É ovvio che il capitalismo europeo ha abbandonato la politica di integrazione delle masse all’interno del suo sistema.
Siamo ormai entrati nel periodo dell’assoluta dittatura bancaria, simile all’assoluta monarchia dei feudi. Il coalizzarsi delle componenti del capitale bancario e l’esercizio della violenza a livello europeo da parte della borghesia hanno sostituito quel tentativo metodico, riuscito nel secolo scorso, di attirare, ingabbiare ed integrare nel capitalismo altre classi sociali, altri strati e gruppi. La borghesia, e al suo interno ancor più i banchieri, si sente presuntuosamente strapontente. In sostanza, oggi, onnipotente. Ciò non è del tutto sbagliato, visto dalla loro parte. In nessun paese d’Europa si è verificata qualche seria rivolta sociale, né tantomeno una rivoluzione. Inoltre, non ci sono più partiti politici di sinistra che sostengano la presa del potere senza l’uso delle vie parlamentari o con mezzi non pacifici e che preparino i loro membri, seguaci e popoli a questa direzione. Per cui è normale che loro non temano di perdere il potere ed essere capovolti.
Questo senso di arroganza porta la borghesia europea a scelte sempre più provocatorie, che però non rivelano solo la loro avidità e la loro sfacciataggine. Rivelano soprattutto la putrefazione del sistema capitalista, quindi anche le oggettive possibilità rivoluzionarie del suo capovolgimento. Sicuramente, il capitalismo spiazza se stesso quando arriva al punto, come annunciato una settimana fa dal Commissario Europeo per gli affari economici e monetari Olli Rhen ad una rete televisiva finlandese, che sarà emessa una direttiva in base alla quale, d’ora in poi, qualsiasi governo, in qualsiasi momento lo desideri, è legittimato (!) a rapinare dai depositi quanti soldi esso desideri. La borghesia questa cosa la sa bene. Sono i punti morti del suo sistema che però, avendo ovviamente come obiettivo principale il mantenimento della sua ricchezza e del suo potere, la portano a questa scelta. Sanno che solo con la violenza, nascosta o evidente se ce ne sarà bisogno, possono difendere questa politica e sono pronti e spietati a una prospettiva di intensificazione della violenza da parte loro. Ancor di più perché non c’è ancora niente nelle reazioni della gente che può provocarle qualche preoccupazione. Parlando in modo teorico, uno potrebbe sostenere in modo fondato che “questa situazione non può continuare in altro modo”, ma la sostanza è che da nessuna parte la borghesia ha perso il suo potere per colpa di questa politica, per cui può tranquillamente portarla avanti!
Nemmeno con le elezioni vengono rafforzati i partiti politici di sinistra, quelli comunisti o rivoluzionari in Europa, nonostante la violenza e le conseguenze sociali devastanti di questa crisi economica. Spiegazioni e scuse sul perché ciò non accada se ne possono trovare tante e, forse, molte di queste sono anche giuste. Quelle, però, non cambiano la sostanza delle cose che consiste nel fatto che la crisi non ha cambiato la distribuzione dei poteri, né a livello parlamentare a favore delle forze laiche, comuniste o rivoluzionarie di sinistra, nonostante abbia distrutto la vecchia socialdemocrazia in alcuni paesi o abbia frammentato la destra in altri. É più che ovvio che la sinistra, finora, non è riuscita a esprimere ciò che vogliono le società del ventunesimo secolo, né a  convincerle politicamente che quel che dicono “quelli di sinistra” costituisce la soluzione dei problemi economici e sociali dei lavoratori e degli altri strati deboli, inferiori e medi dal punto di vista economico. Questo deve preoccuparci profondamente. Anche se a prima vista sembra un paradosso, in questa crisi non viene messo alla prova soltanto il sistema politico borghese. Viene messo alla prova anche questo: se la sinistra abbia ormai motivo di esistere nel ventunesimo secolo.
Magari, potrà sembrare melodrammatico, ma per la sinistra questo confronto è letteralmente di “vittoria o morte”. Vincerà o morirà, una soluzione di mezzo non esiste. Non può continuare a trascinare la propria esistenza verso il margine politico, quando gli sviluppi e i confronti assumono un carattere totale. Se le forze politiche borghesi di qualsiasi orientamento riuscissero dare loro la soluzione e a trovare l’uscita, non potremmo dire quando ci sarà il prossimo turno di scontro e in quali termini. L’ora è adesso!
Di Yòrgos Delastik
Fonte: prin
Traduzione di Atene Calling