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Un rapporto del medico del carcere di Grevena conferma le violenze inflitte da agenti delle unità speciali antiterrorismo della polizia (EKAM) ai detenuti dell’ala A2 e compromette i dirigenti della polizia greca, che erano corsi a smentire le agghiaccianti denunce per coprire il caso.
 
Il 15 aprile 2013, due giorni dopo il blitz dell’EKAM, la dirigenza della polizia greca ha pubblicato un comunicato nel quale riportava che le denunce non corrispondono alla realtà e sono del tutto infondate. Assicurava ufficialmente che “i controlli sono stati effettuati con tutte le procedure legali, in presenza del P.M di Grevena, dal direttore del carcere e da personale penitenziario con l’aiuto del personale della Direzione della Polizia di Grevena, di un’unità EKAM, di un gruppo di artificieri e di un cane poliziotto”. 
 
Ma il rapporto del medico pubblicato oggi sul giornale “Eleftherotypìa” non lascia alcun dubbio sul trattamento umiliante riservato ai detenuti dall’unità speciale della polizia, i pestaggi e l’uso di taser. 
 
Il medico ha visitato i ventotto detenuti dell’ala A2 in seguito ad una loro richiesta e ha presentato il suo referto al direttore del carcere che a sua volta lo ha trasmesso al ministero della giustizia. 
 
Il referto medico 
 
Il referto medico è una tegola per la dirigenza del ministero dell’ordine pubblico. È stata verificata la presenza di lividi su varie parti del corpo (sulla parte anteriore delle ginocchia, sul torace, sulla coscia) di tutti i ventotto detenuti. Alcuni di loro riportano lividi e tumefazioni dovuti, come viene riferito e sottolineato, a un pestaggio delle forze di polizia durante la perquisizione della loro cella. Uno dei detenuti riporta una tumefazione agli organi genitali provocata da una lesione. Dall’esame medico sono stati verificati segni sulla pelle causati da scariche di corrente elettrica sulla nuca, sulle tibie e sulle cosce.
 
Oggi la questione sarà discussa dalla commissione speciale permanente del parlamento per il monitoraggio del sistema penitenziario, alla quale sarà presente anche il ministro della giustizia Antonis Roupakiotis. Ricordiamo che dopo la denuncia firmata della sorella di un detenuto nel carcere di Grevena per maltrattamenti, il signor Roupakiotis ordinava al P.M. competente l’avvio di un’urgente indagine preliminare lo stesso giorno in cui la polizia greca smentiva l’accaduto. 
 
“Il referto medico che ho ricevuto dal direttore del carcere” dice al giornale “E” Tassos Kourakis, deputato di Syriza e vicepresidente della commissione parlamentare, “non lascia alcun dubbio circa il pestaggio spietato e le torture subite dai detenuti prima dello svolgimento di un controllo nelle loro celle voluto dal ministero dell’ordine pubblico, tollerato (almeno) anche dal ministero della giustizia. Oggi che è stato interrogato il ministro Roupakiotis, gli chiederemo come Syriza di attribuire le responsabilità che ci sono e di punire in modo esemplare i responsabili. I detenuti sono stati puniti con il carcere. Non sono entrati in carcere per essere puniti con i pestaggi”. 
 
Il signor Kourakis ha recentemente visitato il carcere e ha parlato con i detenuti, che gli hanno mostrato i lividi, i danni dermatologici sul collo provocati dalle armi taser. Gli stessi gli hanno riferito che nel momento dell’invasione dell’unità EKAM non erano presenti né il direttore del carcere né il PM ,che non li hanno visitati nemmeno dopo il loro maltrattamento e gli appelli telefonici dei loro parenti, per verificare non solo il pestaggio ma anche la distruzione dei loro oggetti personali. 
 
Tratto da: enet.gr
Fonte: ksm.org
Traduzione di Atene Calling