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I genitori di una ragazza 14enne hanno lanciato un appello attraverso il giornale “Ef.Syn” per trovare un neurochirurgo disposto ad occuparsi gratuitamente della loro figlia.
La sua famiglia affronta difficoltà indescrivibili per la sopravvivenza. Si tratta di una famiglia povera di Egàleo, metà dei suoi membri hanno problemi di salute, l’elettricità è stata loro tagliata e il reddito complessivo si avvicina allo zero. Inoltre, rischiano lo sfratto dalla casa che hanno in affitto, visto che non riescono a pagarlo da sei mesi.
Gabriella, il nome della ragazza, ha un problema alla testa, con frequenti emorragie e un cumulo di sangue che dovrà essere immediatamente controllato e curato da un medico.
Vassiliki Triantafyllou, madre di sei figli, lavorava nel settore delle pulizie e manteneva la propria famiglia con i soldi che guadagnava e con il sussidio per le famiglie numerose della Cassa Agricola, di circa 280 euro, che per il momento non viene più versato a causa del Memorandum. Ancora oggi pende il suo versamento e non si sa neanche a quanto, alla fine, ammonterà.
Suo marito è ricoverato con un cancro all’intestino crasso. Parlando con la signora Triantafyllou, veniamo a sapere i dettagli della quotidianità da incubo della famiglia, caratterizzata da una povertà indescrivibile, da problemi di salute e psicologici e dalla incapacità di coprire anche i bisogni più basilari. Non la combinazione, ma solo uno di questi problemi, potrebbe portare molte persone al crollo assoluto.
“Qualsiasi sostegno”
“Ma perché mio figlio non può avere del latte? Per pagare la Germania?” si domanda la madre di sei figli e continua: “mio figlio di 10 anni è svenuto a scuola perché era affamato. Siamo letteralmente alla mercé di Dio e abbiamo bisogno di beni alimentari e di qualsiasi altro sostegno. L’unico che ci dà un piccolo aiuto è il prete della parrocchia. Il comune non ha i fondi per coprire tutta la gente bisognosa. Spero che queste cose le legga qualcuno che ha la responsabilità di tutto ciò, come Pàgkalos (deputato del Pasok) o Samaràs: nelle loro case c’è tutto, come se si trattasse di un supermercato, mentre il mio frigorifero è vuoto. Sento che mi dicono di suicidarmi, ma non lo farò. Il ‘suicidio’ lo vivo tutti i giorni, perché non posso dare da mangiare ai miei figli. Se ci sfratteranno, dove andremo? Nessuno vorrà ospitare una famiglia con un membro con problemi psichiatrici…”.
Questa famiglia di otto persone, che è una delle migliaia che nel nostro paese affrontano enormi problemi dopo il taglio brutale dei sussidi sociali, aspetta adesso che arrivi Pasqua per prendere una busta con beni alimentari dal Comune, sperando che prima o poi arrivi anche la resurrezione dello stato sociale e dell’umanità. Insieme ad altri milioni di nostri concittadini..
di Michail-Aggelos KonstantòpoulosFonte: efsyn

Traduzione di Atene Calling