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Il loro nemico si chiama “Athinà”. Settimane di fermento quelle che stanno vivendo gli studenti greci. Licenziamenti di massa nel settore pubblico, privatizzazioni, aumento del costo della vita, della precarietà, della disgregazione sociale: il contesto è quello di un paese cavia degli esperimenti e delle politiche di ristrutturazione nella crisi da parte di investitori istituzionali, organismi transnazionali europei, insieme a larga parte della rappresentanza politica del paese. E gli studenti greci, il 23 marzo, sono scesi in piazza in un grande corteo contro il nuovo piano “Athinà”, che prevede tagli ed accorpamenti che minano il diritto all’istruzione libera e fuori dalle logiche del mercato. In questa nuova battaglia gli studenti delle università hanno creato un coordinamento nazionale per intensificare le azioni di protesta. Frutto di questa mobilitazione è anche il collettivo studentesco “Contra Rossa”, nato nell’Università del Pireo. Anthie Drilloni, 22 anni, studentessa di Economia, fa parte di questa nuova realtà politica ed ha risposto ad alcune nostre domande.

“Contra Rossa”, nuovo collettivo che fa parte dell’Eaak. Cosa sono e quando sono nate queste organizzazioni politiche?

“Eaak è una coalizione di organizzazioni studentesche di sinistra anticapitaliste, attive in ambito universitario in Grecia, nata durante il movimento a difesa dell’istruzione nel nostro paese negli anni 1990 – 1991. Contra Rossa è una parte di questo movimento ed è un’organizzazione attiva nell’Università del Pireo. Il periodo ed il contesto di formazione di Contra Rossa è recente. Essa è stata fondata nel 2013, durante gli scontri contro la nuova riforma dell’educazione che si chiama “piano di Athina”. Siamo un collettivo democratico ed indipendente, su base marxista. Contra significa proprio essere contro le misure di austerità, contro la repressione della polizia, della politica e dei governi capitalisti. Rossa perché il nostro cammino ha anche unico e solo colore. Il rosso, il colore che ha permesso alle persone e il proletariato di insorgere contro il loro nemico molte volte, il colore simbolo della caduta della dittatura nel 1974 qui in Grecia.

Quali sono I maggiori problemi per gli studenti greci in questo periodo? Qual è la condizione del paese dopo anni scanditi dalle manovre cosiddette draconiane, le misure dell’austerità?

“Quello che è accaduto in Grecia, dopo anni di crisi, è sotto gli occhi di tutte le realtà politiche organizzate anticapitaliste europee e non solo. Sappiamo che quello che l’attuale governo Greco vuole per il sistema d’istruzione del paese è quello che si sta imponendo nel resto d’Europa. Nel nostro paese i finanziamenti per l’istruzione pubblica sono stati radicalmente ridotti ed il welfare studentesco è totalmente danneggiato: non ci sono agevolazioni sui trasporti per gli studenti e l’alimentazione è tutta a carico nostro. Per chi vive distante dall’Università, è molto arduo affittare un appartamento dove vivere. Le misure di austerità hanno davvero schiacciato le nostre vite. I giovani non vedono futuro davanti a loro. Registriamo suicidi e le nostre strade sono piene di mendicanti. Il fascismo è riuscito a diventare modello sociale per un certo gruppo di giovani. Questi seguono ora “Alba Dorata” un’organizzazione politica neo-nazista. Credono che gli immigrati sono il nostro unico problema e il nazionalismo la nostra unica soluzione. La violenza e il cannibalismo sono parti cruciali della nostra vita di tutti i giorni. Dall’altro lato, le menti ed i cuori delle persone greche sono piene di rabbia ed indignazione. Un forte dilemma cresce nella coscienza di tutti, espressa dalla canzone molto nota di Natalie Merchant, ed è il modo migliore per esprimerlo, “Which side are you on boys?”.

 

Il termine “crisi” e “critica” derivano dall’antico verbo greco “crino” che tra i suoi significati ha anche quello di scelta. La crisi pone la possibilità di percorrerne un’altra, tramite la critica dello stato di cose. Qual è il ruolo della conoscenza e degli studenti nelle lotte di Piazza Syntagma?

“La conoscenza critica è ovviamente molto importante in ogni movimento. Vogliamo che la gente e gli studenti siano a capo delle proprie lotte. Devono leggere, discutere e decidere democraticamente. Questo è quello che in un certo modo è apparso in piazza Syntagma. Non solo gli studenti, ma anche tutti i giovani hanno cercato di unirsi con ogni parte di questa società che cerca di fare sentire la propria voce contro le politiche di austerità. EAAK e Contra Rossa non credono che la verità è qualcosa che può essere scritto esattamente da qualche parte. Il nostro dovere è quello di chiarire a tutti che il nostro nemico non è solo un governo. Il nostro nemico non è solo una riforma educativa. Il nostro nemico è nascosto tra tutte queste grandi e continue lotte e la lotta è l’unico modo per cambiare la situazione. L’unico modo per vincere una battaglia come quella che abbiamo di fronte è quello di riunire tutti i settori sociali, tutti coloro le cui vite vengono devastati dalla violenza del capitalismo”.

Quali sono i motivi per cui gli studenti greci si pongono in contrasto contro il piano “Athina”?

“Il piano di Athinà è una delle leggi e dei piani che il nostro Ministero dell’Istruzione vuole realizzare. Consiste nella fusione di molte università al fine di tagliare le spese, che vengono ridotte anche eliminando tantissime materie e corsi di laurea. La vecchia università greca non è proprio un modello ideale, ma il piano di Athina sta realmente distruggendo ogni pezzo di istruzione gratuita e pubblica. Vogliono controllare l’istruzione e fare in modo che ogni università dipenda da quello che decide il mercato. Banche, armatori o altri colossi finanziari vogliono infiltrarsi nei nostri studi e influenzare ciò che impariamo per pongono al servizio dei propri interessi.  Gli studenti hanno scelto un modo totalmente diverso. La maggior parte delle università sono stati occupate e grandi raduni sono stati promossi ovunque in Grecia. Lo scorso 14 marzo nel centro di Atene, è stato organizzato un grande raduno panellenico e più di 50 università hanno preso parte alle manifestazioni”.

Non è difficile presagire che sia solo l’inizio.

di Mattia Gallo

15/ 04/2013

Tratto da: mmasciata