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Abbiamo perso da molto tempo la capacità di guardare l'”altro”, ed è necessaria una “rieducazione” democratica e collettiva guidata dalla sinistra…

Di Spyros Sourlas

“Un oceano aspetta il suo battesimo”
Kleitos Kyros (poeta greco)

Il paesaggio dei Memoranda del capitalismo più estremo, con il passare del tempo, provoca ferite sempre più profonde alle forze del lavoro, ferite impresse soprattutto nel declino dei movimenti.

I disoccupati, i licenziati, ma anche coloro che hanno ancora un lavoro, in questo frangente sembrano arrendersi, limitandosi alla lotta per la sopravvivenza individuale, con un moto di angoscia, adesso che non rimane altro che il relitto dello stato sociale.

La versione più drammatica di questa resa sono i suicidi, che secondo alcuni studi nazionali mostrano un notevole aumento nel triennio 2010-2012. Questa triste scoperta della crisi è in sostanza l'”espressione” più estrema di una società frammentata con pochi focolari di collettività, dopo le grandi manifestazioni e rivolte degli anni scorsi..

Inoltre la stanchezza del “corpo” costituisce forse  il pericolo più grande per le forze della sinistra in lotta per rovesciare la barbarie.

Di tutto quello che succede oggi, sembra che l’ostacolo più grande sia il cosiddetto “Learned Helplessness”, cioè la situazione di un indifeso dopo aver fallito parecchie volte a trovare una soluzione per mantenere una quantomeno elementare qualità di vita. Mancanza di speranza, delusione, depressione e i primi elementi di impoverimento, secondo Hannah Arendt, comportano il rischio che parte della società “cerchi il pane e si nutra di spettacoli”..

Il paese, vivendo nella post-modernità individuale da molti anni e avendo perso i riflessi necessari alla reazione organizzata e di massa, è stato particolarmente colto di sorpresa  dalla “Dichiarazione di Kastelòrizo” di Papandreu. E nonostante siano poi  nati i “movimenti delle piazze”, con caratteristiche positive e negative, e nel frattempo si sia verificata una radicalizzazione di una parte consistente della società nel giugno 2012, che portò Syriza al ruolo dell’opposizione parlamentare, i successivi attacchi di classe attraverso i meccanismi ideologici e repressivi dello stato hanno portato le forze del lavoro in una situazione di mezzo che contiene la frustrazione, la tendenza alla ritirata, ma anche la speranza.

Parlando quindi di questa situazione di mezzo, probabilmente la grande questione, al di là e al di sopra dei “conflitti monetari”, è come le forze della sinistra riusciranno a rivolgersi a coloro che costituiscono probabilmente i loro alleati naturali..

Gli anni precedenti ai Memoranda avevano già preparato il terreno per la compromissione del soggetto, per smantellare l’idea di collettività , e di conseguenza perché si verificasse una carenza di significati sociali e di classe. Nella “cultura della colpevolezza”, e non “della vergogna”, in cui viviamo,  oggi osserviamo che alcune parti della società si sono “abituate” alla miseria, che viene tra l’altro accompagnata dalla fascistizzazione.

Questo vuoto di significati e l’im-personalità rafforzano ulteriormente il pericolo di una “americanizzazione” della vita politica (Vernardakis:H απελπισία τους διώχνει απο την κάλπη», 22-01-2013, tvxs), fatto che, se si verificasse, rafforzerebbe senza dubbio l’ideologia prevalente..

Oggi, quindi, la questione quindi è di dare un nuovo significato al soggetto collettivo. Se poi prendiamo in considerazione anche il principio fondamentale della dinamica di gruppo, cioè che “il gruppo supera la somma dei membri che la compongono”, solo attraverso procedure sociali sostanziali si potrà ottenere la necessaria sensazione di “appartenenza”, di “speranza” e di “obiettivo comune”. Come è stato tra l’altro già osservato, molto spesso il cambiamento della situazione individuale avviene attraverso un procedimento collettivo…

Per tutti questi motivi è necessario convincere la maggioranza di coloro che sono socialmente deboli o che si sono arresi a partecipare a collettivi democratici che da una parte invertano il clima di “anacoretismo” e dall’altra diano possibilità di parola all’alienato e speranza di ripristinare la sua dignità ferita..

In caso contrario, se prevarrà il modello gerarchico di “salvezza” dell’ideologia egemone o ancor peggio della formazione fascista di Alba Dorata (palesemente guidata dalle classi dominanti) le forze del lavoro subiranno delle conseguenze catastrofiche…

Abbiamo perso da molto tempo la capacità di guardare l'”altro”, ed è necessaria una “rieducazione” democratica e collettiva guidata dalla sinistra…

Fonte: rednotebook.gr

Tradotto da Atene Calling