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Secondo quanto denuncia KEERFA (Movimento Uniti contro il Razzismo e la Minaccia Fascista), la polizia sta per espellere i due braccianti agricoli accoltellati dagli sgherri dei padroni a Nea Manolada il 9 maggio perché protestavano per la mancata retribuzione del loro lavoro.

Secondo l’annuncio, Monjurul Islam e Jahagir Hossein erano tra i 17 lavoratori della terra che si erano lamentati dopo 45 giorni di lavoro non retribuito nella raccolta delle fragole. Il 9 Maggio, gli sgherri dei padroni, insieme al loro supervisore, hanno teso un’imboscata fuori dalla baracca dei due uomini e li hanno accoltellati. I campi dove lavoravano gli operai, erano stati assegnati allo “sgherro” dal padrone della società “Vaggelatos A.E.”, nelle cui imprese di confezionamento venivano portate le fragole. Si tratta della stessa società, i cui supervisori avevano sparato, il 17 aprile, 33 lavoratori della terra non pagati, provenienti dal Bangladesh. Secondo quanto viene denunciato dalla KEERFA, gli sgherri che hanno accoltellato i migranti il 9 maggio sono direttamente collegati con quelli che hanno sparato ai lavoratori il 17 aprile.

Come viene riportato, però, la polizia ha iniziato la procedura di espulsione dei due migranti “per coprire questo crimine dei padroni”, sostenendo che si tratti di un “conflitto avvenuto tra bengalesi”. Lo scontro, come sottolinea la KEERFA era tra lavoratori che lottavano per i loro diritti e persone che agivano a favore dei padroni e volevano reprimere la loro lotta.
KEERFA chiama i sindacati e i centri del lavoro di Amaliada e Pyrgos a intervenire per annullare le espulsioni razziste . Sollecita i Ministeri degli Interni e dell’Ordine Pubblico a farla finita con questa politica razzista favorevole ai padroni e a rilasciare immediatamente i permessi di soggiorno per motivi umanitari ai migranti, lavoratori della terra, affinché gli accoltellatori e favoreggiatori vengano processati e i lavoratori vengano pagati.

Fonte: kar

Originariamente pubblicato su: enet.gr

Traduzione di Atene Calling

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