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Le unità di terapia degli ospedali pubblici sono state trasformate in celle, applicando gli ordini delle autorità di polizia che, secondo le denunce, sono contrari ai metodi medici. I migranti ricoverati vengono rinchiusi nelle camere e legati ai propri letti, incatenati nonostante le disposizioni contrarie dei medici.

Questa denuncia è stata fatta dal direttore della clinica psichiatrica Th. Megalooikonomou, riferendosi al fatto che “da quasi due settimane è ricoverato all’ospedale di Atene (nona clinica) un migrante ´senza documenti´ proveniente dal Bangladesh, a causa di un serio problema psichiatrico. Questa persona viene piantonata durante il suo ricovero, proprio perché era stata arrestata senza documenti ed era rimasta in detenzione per oltre 20 giorni nella caserma di polizia di Aghios Panteleimonas, da dove è stata in seguito trasferita all’ospedale psichiatrico”. Secondo il dottor Th. Megalooikonomou, il direttore della caserma di polizia di Chaidari, che sembra essere il responsabile della custodia dei pazienti che detenuti, “è venuto di persona in ospedale per chiedere il ricovero del cittadino del Bangladesh in un reparto chiuso, invitando i guardiani a incatenarlo al letto quando lo ritengano utile”.

Megalooikonomou aggiugne che “nonostante la forte opposizione da parte dei medici, nonostante il divieto da parte del gruppo terapeutico della clinica, perché oltre a tutto il resto tale pratica provoca un forte danno all’andamento della malattia del paziente ed al suo ricovero, a causa dell’invito del direttore della caserma di polizia di Chaidari molti dei guardiani (anche se non tutti) legano arbitrariamente il paziente al letto”. Questo fatto, sottolinea il direttore della clinica dell’ospedale psichiatrico, costituisce una tortura barbara, psichica e fisica e porta ad un peggioramento dello stato mentale del paziente.

Infine, si domanda Megalooikonomou: “chi gestisce gli ospedali? Il personale medico o la polizia? Forse viviamo momenti di un futuro che non è così lontano (se non ci sarà qualche reazione), un futuro in cui gli ospedali prenderanno ordini dalla polizia?”.

Il rapporto sulle condizioni di detenzione di Alihmia

L’arbitrarietà dei guardiani del detenuto Alihmia MD, ricoverato nella nona clinica dell’ospedale psichiatrico di Atene, continua da parte di molti dei poliziotti di turo con l’incoraggiamento dei loro capi.

Stamattina (23 maggio 2013) i medici del reparto hanno visto il paziente ammanettato perché, dicono, aveva aperto leggermente la finestra per far cambiare l’aria. Non hanno chiesto, né informato, nessun membro del personale del reparto, affermando, tra l’altro, che il paziente è stato consegnato ammanettato dal turno di guardia notturno (nonostante la notte non ci fossero questioni di finestre aperte).

Va sottolineato che altri guardiani di turno nei giorni precedenti non hanno fatto niente del genere, anche se la finestra veniva aperta durante il giorno. Questa azione costituisce una violazione crudele delle condizioni di ricovero, dei regolamenti di funzionamento dell’ospedale e, in sostanza, una tortura del paziente. Questi comportamenti non sono distaccati dal clima creatosi dal primo giorno di ricovero di questo paziente con l’intervento del direttore della caserma di polizia di Chaidari, per quanto riguarda gli ordini da lui dati ai guardiani, ma anche la corrispondenza scambiata con il Consiglio Amministrativo ed il clima che essa ha creato sul trattamento di questo specifico paziente“.

Fonte: kar

Originariamente pubblicato su: nez.gr

Traduzione di Atene Calling