Una testimonianza raccolta da Facebook

Protests In Turkey Turn Violent

Ho conosciuto Durkan Dudu via internet, quando con alcuni amici abbiamo cercato di organizzare un forum di giovani con asse il fiume Evros, per la democrazia e l’ambiente. Il nostro progetto non è andato avanti, ma ho continuato a seguire le sue azioni, ad ammirarlo: colto, ambientalista, attivista sostanziale per la sua audacia e la sua parola, per la sua forza attraverso le sue azioni, per il valore stesso delle sue azioni. E la sua azione più forte l’ha fatta proprio ieri. Dando una testimonianza teorica, pratica ma soprattutto piena di sentimenti e speranza da piazza Taksim. Forse sembrerà ampolloso quanto scrive, ma so che questa grandezza lui la sta vivendo e ci sta credendo. Quando gli ho chiesto il permesso di tradurre il suo testo mi ha risposto: “Sì! Ci ispiriamo alla Grecia, qua lo dicono tutti: diventiamo ormai giovani forti, come in Grecia, siete il nostro modello!”.

Maledizione, no amico! Non diventate come noi..

Ιl suo testo:

Piazza Taksim, 2 Giugno 2013

Aggiornamento da Gezi Commune.

Nemmeno lo scrittore più dotato di talento del mondo, anche con delle tazze di caffè e un mucchio di pacchetti si sigarette, sarebbe stato abbastanza bravo da riuscire a descrivere quello che sta succedendo qui, come potrei farlo io?

Incredibile.

Non sono sicuro né come dirvi la storia, né come fare un riassunto.

In breve: tutto è cominciato come protesta, poi è diventato un movimento di resistenza, poi la resistenza si è diffusa in molte città della Turchia e poi, dalla radice di tutto questo, dal parco Gezi, vicino piazza Taksim, è diventato “Gezi Commune ’13.

Una comune vera. Utopia anarchica, senza stato, senza organizzazione, senza violenza, soltanto libertà, soltanto solidarietà e persone che prendono delle iniziative.

Fino ad oggi, il pomeriggio di 2 giugno, tutte le strade che portano a Taksim sono state bloccate con oltre 20 bariccate (assai forti da trattenere i blindati della polizia). Piazza Taksim ed in particolare il parco Gezi vivono la libertà piena: tutti sono benvenuti, a parte lo stato e la sua polizia.

E nessun centro. Nessuna organizzazione. Nessun partito politico. Nemmeno un centro di coordinamento. Semplicemente persone!

Questo, amici.. è impossibile descriverlo. Gli alberghi servono la resistenza GRATUITAMENTE; la gente porta beni alimentari e alcolici con la macchina; medici e studenti di medicina offrono aiuto volontariamente affinché funzionino gli ambulatori di pronto soccorso nelle moschee vicino alle bariccate; le persone che non possono uscire di casa creano la più grande rete di informazione, visto che i media corrotti non dicono nemmeno una parola; mentre un milione di persone si trovano sulle strade (immaginatevi un po’ l’espansione della corruzione, o meglio no, è molto difficile anche solo immaginarla..).

Signore vecchie e famiglie aprono i propri appartamenti alla resistenza. Gli avvocati corrono da una caserma di polizia all’altra, per garantire che quelli fermati siano sani e salvi. I camionisti lasciano i propri veicoli in mezzo alla strada, per impedire ai blindati della polizia di muoversi. Musicisti arrivano a Gezi Commune artisti, famiglie, bambini, vecchi, donne..

Vuoi fare qualcosa, ma hai bisogno di aiuto? Vieni a Gezi Commune in questi giorni, troverai centinaia di persone pronte ad aiutarti, prima di finire la frase “amico, c’è qualcuno che…”

La società turca ha scoperto di nuovo se stessa. Gli occhi cominciano a brillare di nuovo. La gente comincia a vedere, e lo dico sul serio, l’uno con l’altra. Questa è la fottuta sostanza!

Come? La risposta è facile. Grazie al Primo Ministro. La gente è stufa di vedere sempre il suo volto, estremamente arrogante, sfacciato, insanziabile e di ascoltare il suo “faccio quel che mi pare e nessuno non può fermarmi”. Lui, capace di far letteralmente inchinare tutte le istituzioni (ed in particolare i media!) di fronte a Recep Tayyip Erdogan, che considera se stesso come Dio..

La gente si è stancata di pensare che niente possa cambiare, ha iniziato a credere che la società qualche giorno tirerà giù la statua, se non c’è nessuna speranza di recupero della forza dall’arroganza di un uomo verso la legalità e… che qualche giorno forse la gente sorriderà di nuovo..

Le sue parole arroganti sul parco Gezi, insieme ai suoi deputati che si trovano di fronte alle macchine della distruzione (che hanno mostrato alla gente che “tutti possiamo”), hanno colorato la più grande, la più pacifica e la più speranzosa rivolta nella storia della Turchia, forse anche del Medio Oriente!

E chi l’ha fatto? Questa è la parte interessante. Tutte queste persone che accusavamo di essere talmente tanto sceme da parlare solo di calcio. Tutta questa gente che prendevamo in giro perchè mettevano su facebook solo quello che mangiano. Sono tutti qui. Alcuni di loro sulle barricate, altri dentro Gezi Commune, pulendo anche il minimo rifiuto, anche i mozziconi che si trovavano qui da anni!

Non si tratta di una rivolta. È il giorno della nascita della società vera. La gente che si preoccupa l’uno dell’altro, che corre ad aiutare chiunque ne abbia bisogno. Ti capita per sbaglio sulla gamba qualcuno tra i 100.000 manfestanti, in mezzo al piccolo parco Gezi Commune? La gente diventa così gentile che ti chiede scusa cinque volte, con un sorriso grande.

Anche i nostri genitori, che hanno vissuto il colpo di stato negli anni ’80 e hanno paura delle manifestazioni (uno dei motivi che spiega perchè le manifestazioni non erano così grandi fino ad oggi), chiamano i propri figli e le proprie figlie per dirgli: “Sono orgoglioso di te. Stai attento però, ok?”.

La Comune anarco-utopica permette tutto (persone LGBQT che marciano insieme a musulmani anticapitalisti, kurdi che manifestano insieme ai kemalisti) tranne che lo stato. E Taksim non è mai stata più sicura. Non ho visto nemmeno una rissa, dato che ogni piccola scintilla viene spenta subito dalle stesse persone.

Tutto, tutto quello che potete immaginare che serve in una piazza per ospitare 1.000.000 di persone viene fornito, organizzato e eseguito da persone non-organizzate. Meraviglioso! Questa è la cosa più meravigliosa di tutte.

Ed ognuno è utile a qualcosa. Sei anarchico intransigente pronto a combattere nelle bariccate? O hai 17anni ed è la prima volta che scendi in strada? O siete una coppia di 70 anni? Forte? Divertente? Alto? Basso?…Siamo tutti ugualmente importanti per riempire un vuoto diverso, un vuoto che deve riempirsi affinché la resistenza e la comune vadano avanti.

Nel frattempo, giungono notizie brutte, specialmente da Ankara, Eskisehir ed Izmir, molti feriti, migliaia..

La polizia usa PENTIUM GAS, gas al pepe e pallottole di plastica.

Ed infine: ieri sera sulle bariccate, la polizia ha attaccato di nuovo con ruspe e carri armati. Decine di capsule di pepe sono state sparate, una di queste ha preso il mio vicino. L’ho preso per la mano e abbiamo corso insieme verso le moschee trasformate in ambulatori medici da medici volontari. Sanguinava dalla testa, siamo corsi dentro, i medici sono venuti, la ferita era di 4 cm sulla fronte ed è stata curata. Cercavo di calmarlo e di aiutarlo a rilassarsi durante l’operazione, dicendogli con la mia voce, quasi spenta dopo tre giorni di manifestazioni, che stava bene.

E poi mi ha guardato e mi ha detto certe cose. Non ha importanza cosa mi ha detto, quello sguardo, che rende il mio viso ancora umido per le lacrime mentre scrivo queste righe, è il significato della vita. Questa è la radice della vita, la fonte per sorridere per sempre.

Non posso trovare le parole che rispecchiano sufficientemente la tensione dei miei sentimenti, della felicità, dell’entusiasmo di essere qui. Nessuna parola è mai stata detta in questi luoghi, perché in questi luoghi nessuno ha mai provato prima sentimenti del genere.

E adesso, iniziamo a parlare. Con parole che nessuno di noi finora aveva ancora detto. Per un mondo che nessuno di noi aveva sognato fino ad adesso. Da persone che non avevano mai parlato fino ad oggi.

Abbiamo iniziato a parlare adesso. Per non tacere mai più.