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Chios, 5.6.2013

Domani un membro del “Movimento per i diritti umani – solidarietà con i rifugiati”  a Samos si troverà come imputato in Tribunale perché due anni e mezzo fa il collettivo dell’isola ha fatto l’ovvio: con una lettera al Ministro dell’ Ordine Pubblico (e con un comunicato al Quartier Generale della Polizia, alla Direzione della Polizia di Samos, all’Ufficio dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, al Programma Ecumenico per i Rifugiati, ad Amnesty International) ha posto delle questioni relative alla detenzione illegale di minori, le attività di Frontex e la sorte di quindici rifugiati.

Invece di una risposta, che l’Amministrazione non ha mai dato, come avrebbe dovuto, alle logiche domande poste,  è stato avviato un processo penale contro il mittente della lettera con l’accusa di falso rapporto alle autorità!!

E’ ovvio che questa lettera ha dato fastidio agli esponenti locali e ai superiori politici. L’amministrazione invece di fornire le dovute informazioni al gruppo di Samos e anziché  applicare quanto  previsto dalle convenzioni internazionali e dalla legislazione nazionale, usa la sua vecchia e cara tattica dell’intimidazione contro chi lotta per i diritti e la dignità.

Nelle piccole comunità delle isole dell’ Egeo tutti sono noti a tutti. Ognuno e ognuna di noi lotta in base a quanto crede, contro la barbarie e la mentalità del “non ho visto, non ho sentito, non so”.

Invece la politica del governo e dei suoi servitori puzza di violazione dei diritti umani. Come collettivo, in tutti questi anni l’abbiamo imparato, come lo hanno imparato anche i rifugiati e i migranti che hanno vissuto tutto sulla propria pelle e la propria anima. Una sentenza di condanna segnalerà un completo capovolgimento del significato del diritto. Significherà la persecuzione dei valori universali della solidarietà verso le persone deboli e i cittadini che lottano per loro e la premiazione dell’arbitrarietà delle autorità pubbliche.

Dichiariamo la nostra solidarietà e il nostro pieno sostegno al “Movimento per i Diritti Umani – Solidarietà con i Rifugiati di Samos” e all’attivista processato, con la speranza che la Giustizia sarà all’altezza delle circostanze e correggerà, anche se in ritardo, l’assoluta ingiustizia provocata dalle autorità, proteggendo il diritto costituzionalmente garantito di rivolgersi alle autorità. Nessuno è da solo quando lotta per la dignità e per i diritti umani.

Comitato di Solidarietà ai Rifugiati di Chios, “Lathra?”

Traduzione di Atene Calling