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Il giornale “Ef.Syn” presenta l’importante testimonianza di un testimone oculare che ha visto da vicino quanto è successo la sera di giovedì scorso.

“Fuori dalla macchina parcheggiata, di colore argento, marca Peugeot e con numero di targa ZKI 8462, cinque uomini in borghese per un motivo sconosciuto stavano prendendo a pugni  una persona con enorme violenza”

“Uno degli uomini del gruppo rimane fuori dalla macchina. Si rimette i vestiti in ordine e sistema gli auricolari bianchi appesi al collo”.

“L’uomo cerca di ulrare, ma non si sente niente, solo parole spezzate. E allora mi rendo conto che gli avevano chiuso la bocca con qualche oggetto”.

Sono almeno dieci finora i testimoni oculari del sequestro del rifugiato politico Bulut Yayla, avvenuto giovedì scorso a Exarchia. Una di loro racconta oggi, in prima persona, al giornale “Ef.Syn” quanto ha visto quella sera. Le sue generalità sono a disposizione del giornale.

Giovedì 30.5.2013, intorno alle 10 di sera, sono stata testimone oculare del sequestro di una persona nel centro di Atene. Tra via Solonos e via Patousà, davanti ad una macchina parcheggiata di colore argentato, di marca Peugeot e con targa ZKI 8462, cinque persone in borghese per un motivo sconosciuto stavano prendendo a pugni un uomo con enorme violenza.

Sono rimasta là, sul marciapiede antistante, ad una distanza di 2-3 metri dal punto di azione, e ho seguito spaventata l’ “operazione”. L’unica cosa che sono riuscita a comprendere erano le botte continue che prendeva sul corpo e sulla testa quella persona e la sua incapacità a difendersi da un attacco spietato e senza fine.

All’inizio non ho avuto la possibilità di distinguere il volto dell’uomo, visto che il branco che lo picchiava cercava di fare in modo che non si vedesse: due mani gli stringevano forte il viso. Nel momento successivo, l’uomo ha cercato di urlare, ma non si è sentito niente, solo parole spezzate. E allora mi sono resa conto che gli avevano messo qualche oggetto in bocca.

Più o meno a questo punto tutto è diventato più chiaro. Le porte della macchina si sono aperte, ormai si era visto che l’obiettivo principale di questo pestaggio era quello di immobilizzare l’uomo, perché non facesse alcuna resistenza e potesse essere caricato sulla macchina (ZKI 8462); mentre le violenze continuavano in varie forme (lo tenevano per il collo, gli davano calci e pugni ovunque) sono riusciti  trascinare la persona all’interno della macchina.

Le porte sono state chiuse. Sono saliti in macchina quattro dei sequestratori e la persona sequestrata, ovviamente contro la sua volontà. Due uomini del gruppo erano seduti davanti (conducente e passeggero) e due dietro, con in mezzo lui. La lotta continuava.

Il sequestrato con i piedi incollati sul vetro, sdraiato, ha colpito con tutta la forza che gli era rimasta. Nel frattempo continuava a prendere botte da uno degli “accompagnatori”, mentre l’altro decideva di stingergli il collo. Durante la lotta, grazie ad una mossa brusca, sono riuscita a vedere il suo volto, i suoi capelli e il collo. Parallelamente l’uomo ha gridato parole che mi era impossibile capire. Ovviamente, come avrei potuto sentire la sua voce mentre lottava dentro una macchina con la bocca imbavagliata?

Uno degli uomini del gruppo è rimasto fuori dalla macchina. Si è rimesso i vestiti in ordine, ha sistemato gli auricolari bianchi appesi al collo. Tutte le mosse sono avvenute molto in fretta. Si è subito messo d’accordo con gli altri che si trovavano dentro la macchna dicendo “Andateneve e vengo anch’io”. Il pedone si è allontanato verso via Botasi.

La macchina è partita accelerando da via Solonos e diretta a Patission. Il pedone quasi correndo si è diretto in via Botasi. Dopo di che ho notato la presenza discreta di due volanti della polizia con le luci accesse, una in via Botasi e l’altra all’incrocio di via Solonos con Patission.

Subito dieci persone sotto shock, tra le quali anch’io, che hanno vissuto quanto sopra come testimoni oculari, si avvicinano l’ una all’altro cercando di decifrare quello che hanno visto e scambiarsi informazioni. Avendo innumerevoli domande cerchiamo di capire da dove è uscito l’uomo e per quale motivo è stato aggredito. Esiste un testimone che aveva notato la presenza di membri di questo gruppo nei giorni precedenti.

In particolare ha detto “Probabilmente lo stavano aspettando, era tutto organizzato”. Dopodichè..visto che il sospetto che la facilità dell’operazione riveli un probabile coinvolgimento della polizia non trova d’accordo tutti i testimoni, e mentre alcuni escludono che tali comportamenti appartengano alle unità di sicurezza, decidiamo di chiamare la polizia e dichiarare l’incidente come sequestro.

Uno dei testimoni effettua la chiamata dal suo cellulare, informa sul sequestro, dà il numero della targa della macchina e le sue generalità per essere poi informato del caso. La registrazione dell’incidente è stata effettuata. Non sapendo cosa era successo e non sapendo cosa altro c’è da fare, ci allontaniamo dal posto. E mentre i giorni passano, le indagini che si svolgono rivelano tutti i giorni nuovi dettagli sul caso..

Testimone oculare

K.

05/06/2013

Fonte: efsyn.gr

Tradotto da Atene Calling