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Uno dei migliori poeti greci si rivolge personalmente al primo ministro Antonis Samaras. Con una lettera lo chiama ad affrettarsi ad affrontare il razzismo e la xenofobia che prevalgono sulle strade del paese e a contrastare l’ascesa di Alba Dorata. “Prende corraggio”, come dice, per questa lettera dal rapporto del sign. Samaras con il poeta Odysseas Elytis, amico stretto di Nanos Valaoritis.

La lettera pubblicata sulla pagina Facebook del poeta è la seguente:

“Al Primo Ministro della Grecia, signor Antonis Samaras

Egregio Signor Presidente,

sono a conoscenza già da tempo della sua stretta amicizia e parentela con il mio caro amico e collega Odysseas Elytis. Per questo motivo, prendo coraggio e Le rivolgo questa lettera. Lo faccio con il dolore nel cuore per la situazione del nostro paese, che oggi Lei governa.

Oltre ad aver subito, ormai per due anni, l’attacco culturale più ingiusto ed umiliante della nostra storia ormai da parte dei media tedeschi, ed in modo così convincente che è sparso anche nel resto del mondo a tal punto che il disdegno arriva anche a semplici cittadini greci che vivono fuori dalla Grecia, siamo oggi testimoni della creazione di una “cosa” che si autodefinisce Alba Dorata e che, grazie alle nostre condizioni avverse, è riuscita ad entrare nel parlamento dei Greci con tutti i simboli e i comportamenti dei neonazisti. Che questo fenomeno non sia “greco” è ovvio dalla sua ideologia, dai simboli e dalle cerimonie che mimetizza in modo talmente goffo e grossolano.

Molti dei miei colleghi intellettuali e scrittori non sembrano prender tutto questo troppo sul serio. Fa niente, abbiamo visto anche altro, passerà… dicono a cuor leggero.

Quando questo movimento comincia ad essere violento, però, a picchiare a morte le sue vittime, andando in giro di giorno con i mezzi di trasporto pubblico e la sera in gruppi che puntano soprattutto i migranti stranieri, in stato di impunità e senza alcun intervento della polizia. Questìultima cosa, in particolare, è motivo di grande preoccupazione per l’immagine che la Grecia presenta all’estero e si aggiunge, e in parte spiega, a tutti gli attacchi e alle condanne precedenti contro di noi.

Non c’è bisogno di sottolineare quanto grande è il pericolo per i nostri interessi nazionali, specie in un periodo di grande recessione e di paralisi dell’economia, quanto nuoce al turismo straniero, a cui hanno cominciato a mirare di recente e dal quale dipende il pane del greco nei sei mesi di bel tempo, da Aprile-Maggio fino ad Ottobre-Novembre. Quando il pane del greco medio viene colpito dal comportamento xenofobo di un “partito” non credo ci sia molto futuro.

Che il suo partito non li abbia ripudiati nominalmente, non è lavoro mio. Ma è un segno cattivo sull’impunità di cui godono. Di recente, tra l’altro, sono stato informato di una circolare pubblicata dall’ambasciata delle Filippine, che invita i suoi cittadini a non circolare dopo le 10 di sera. E di seguito il commento che “se questi attacchi assassini continueranno non rimarrà nemmeno un filippino in Grecia, né tantomeno l’Ambasciata”.

E ovviamente saprà, signor Presidente, quanto rispettosi delle leggi sono i lavoratori provenienti delle Filippine, che grandi lavoratori sono e quanto ci hanno aiutato nelle faccende domestiche e nel prendersi cura dei malati. Trovare delle greche è ormai impossibile già da tempo, perché preferiscono, non paradossalmente, “emigrare” loro stesse in altri paesi come l’Australia e il Canada, ad esempio. Lì le badanti non vengono pestate o uccise da gruppi di cittadini perché di questo hanno voglia, e questi gruppi non vanno a chieder loro cosa fanno o se hanno un permesso di soggiorno.

Le chiedo, signor Presidente, in quale paese i cittadini hanno il diritto di controllare, di pestare e di assassinare qualcuno che non ha un permesso di soggiorno. Ho vissuto in molti paesi, ma da nessuna parte ho trovato una tale autorizzazione.

Cosa penserebbe il nostro amico in comune e suo parente, Odysseas (Elytis), se vedesse questa situazione nella città in cui amava andare in giro di notte, insieme ai suoi amici, discutendo, come facevamo molto spesso, e che oggi avrebbe dovuto proteggersi non da criminali comuni, ma dai gruppi di neonazisti fanatici e vestiti in nero, importati simbolicamente e sostanzialmente dalla Germania.

Non so quanto vengano coperti dalla nostra polizia, come viene detto, ma so che lo stato della legge scaturisce dal potere politico, dagli ordini e dalle guide che Lei come primo ministro del paese da al Ministro della “Protezione del Cittadino”, che non si ridicoli questo titolo, e che lui, a sua volta, da alla polizia e ai Pubblici Ministeri di non tollerare alcuna illegalità o alcuna forma di governo della plebe e di punire pesantemente tutti gli organi dello stato che collaborano o rimangono indolenti.

In caso contrario, il nostro luogo si troverà presto isolato dal resto del mondo. E se questo atteggiamento, barbaramente razzista e irrazionale, continua ad essere tollerato senza adottare misure severe, perderete anche voi e i partiti del governo i voti dei Greci che si preoccupano di avere i mezzi necessari per vivere, per colpa della minaccia xenofoba di gruppi del genere, decerebrati e ostili nei confronti degli interessi della nostra patria che lotta per la sua sopravvivenza.

Cordialmente e con la speranza di prendere sul serio la mia profonda preoccupazione, mentre cerco di difendere il luogo, il popolo e la nostra cultura dagli stereotipi in tutti i miei articoli,

La Saluto con assoluta fede alla sua coscienza democratica

Suo

Nanos Valaoritis

Fonte: iefimerida

Traduzione di Atene Calling