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Di Kostas Vaxevanis

So che questo articolo riceverà molti commenti e forse qualcuno mi accuserà di pessimismo, di eresia o di incapacità di giudicare come stanno le cose. Sinceramente non mi interessa. Credo che alcune volte aver paura sia più utile che ignorare il pericolo, e credo che il timore che le cose debbano essere analizzate nel loro lato peggiore sia più politico di qualsiasi analisi politically correct.

La Democrazia [la parola Δημοκρατία in greco ha la duplice accezione di “Repubblica” e “Democrazia”, n.d.t.] non corre rischi e non crolla se non viene sputtanata. Non scompare automaticamente se non appare superflua agli occhi delle persone. Non arriverà nessun salvatore della patria se prima la Democrazia non si sarà mostrata incapace di risolvere i problemi creati dal suo stesso funzionamento. La Democrazia cade se si dimostra superflua e non all’altezza della situazione.

Veniamo a ciò che sta accadendo in Grecia in questo momento. La Democrazia non riesce a risolvere i problemi della società greca. La Repubblica, amministrata dal governo tripartito, ha scelto i peggiori scenari per le vite di tutti i noi. Anche se non siamo tutti d’accordo, non c’è bisogno di alcuna analisi. In ogni caso, la nostra Democrazia appare sempre più incapace di risolvere i problemi. Anche coloro che applaudono l’“influenza tedesca” come forma di Democrazia, converranno che alle prossime elezioni in Grecia non potranno votare Merkel.

La nostra Democrazia inoltre sembra ogni giorno sempre più superflua, inutile; un surrogato delle sue funzioni. Parlamentarismo significa eleggere il Parlamento, ma non necessariamente influenzare il suo funzionamento. Lascio da parte gli scandali (chi di voi leggerà il numero di HOT DOC nelle edicole si accorgerà dell’esistenza di un meccanismo mafioso che fa sì che non venga processato mai neanche un ministro per alcunché) e passo a parlare della soppressione di ogni sostanziale funzione istituzionale.

Dal primo momento in cui è sorta la questione “ERT” insisto sul fatto che ciò che principalmente si sta verificando è la distruzione della Democrazia…Cosa intendo? Per la questione dei DEKO (non solo per l’ERT), il governo ha fatto passare alcuni Decreti Legge che riguardano la loro soppressione.  Il Decreto Legge è  l’assegnazione momentanea del Potere Legislativo (che detiene il Parlamento) al Potere Esecutivo (il governo): una legge non votata viene applicata in situazioni impreviste e urgenti e viene ratificata,  alla fine, dal Parlamento. Nell’ultimo anno il governo ha emesso Decreti Legge senza che ci fossero questioni urgenti o impreviste. Ogni volta che una qualche misura determina una reazione all’esterno o all’interno del Parlamento, questa passa automaticamente per evitare opposizioni e vacillamenti. Prima che si arrivi alla votazione, i media hanno preparato la gente o sono sopraggiunte così tante altre misure analoghe che l’opinione pubblica gioca il ruolo del portiere spaventato prima del rigore.

Forse ciò che ho detto potrebbe sembrare un’esagerazione. Questa situazione potrebbe essere considerata come una fase di volgare populismo politico, e non di sospensione dei principi democratici. Mi permetterete di riportare un esempio storico. Dopo la prima guerra mondiale in Germania fu creato lo Stato di Weimar, cioè la Repubblica Tedesca, che tentava di gestire la scomparsa dell’Impero Prussiano, la miserevole sconfitta e il bisogno di Democrazia. Nel 1930 la Repubblica Tedesca era a pezzi e non riusciva a risolvere molti dei problemi dei tedeschi. Un governo instabile di Coalizione governava il paese, e si trovava nella situazione di dover produrre leggi nonostante le sue debolezze. Così il governo ritenne giusto, nel nome della stabilità e del governo della Germania, attivare l’articolo 48 della Costituzione, con cui poteva, in caso di necessità, emettere Decreti Legge (vi ricorda qualcosa?).

Per tre anni il Cancelliere Hindenburg firmò leggi che non erano state votate dal Parlamento,  il cui funzionamento era diventato superfluo. La gente capiva che veniva presa in giro e che la Repubblica non solo era ipocrita, ma non poteva neanche risolvere uno solo dei problemi che la dissoluzione dell’Impero aveva creato. Così nel 1933 Hitler, mostrando l’ipocrisia e il non funzionamento della Democrazia, riuscì a prendere il potere (con le elezioni e non con un colpo di stato come credono in tanti). La Repubblica cadde nel momento in cui diventò inutile e superflua.

Anche nella Grecia degli anni ’60, all’epoca del colpo di stato, la Democrazia dovette apparire debole nell’affrontare il para-stato, e i politici dovettero sembrare delle marionette che aspettavano solo qualcuno che li pagasse per tradire come fecero nel 1965. Papadòpulos non è arrivato con le elezioni, ma se la Democrazia non si fosse autosputtanata, non sarebbe mai arrivato, né sarebbe rimasto.

Oggi vediamo la Democrazia nella medesima situazione. L’istituzione parlamentare si è sputtanata. La Democrazia viene disdegnata e sembra sempre più inutile, superflua. Un governo autoritario appare più giustificato quando il Parlamento “mostra” di non servire e si grida in continuazione al “pericolo”.

Questa situazione peggiorerà. Un governo autoritario, per rimanere stabile, produrrà sempre più autoritarismo. Per ammantarsi di legalità democratica si sposterà su posizioni sempre più estreme, per pescare voti tra quegli elettori affascinati da Alba Dorata. I partiti di maggioranza, vuoti politici buoni solo a far sopravvivere il governo, accetteranno tutte le misure conservatrici per garantire la stabilità dell’esecutivo e la sopravvivenza politica dei loro leader. Così contribuiranno sempre di più alla svolta autoritaria, mantenendo salve le apparenze. La cosa peggiore è che sarà proprio questo, più che Samaràs, a diffondere l’idea che non c’è bisogno di elezioni, perché sanno che le elezioni possono significare la fine.

Così, con il metodo di Hitler o di Papadòpulos, la Democrazia, inutile, superflua, disonorata, non avrà più ragione di esistere. Nella situazione che ho descritto sembra mancare un dato fondamentale che può sconvolgere tutto: la volontà e l’intenzione delle persone di non permettere che questo accada. I partiti dell’opposizione e quanti all’interno della maggioranza di governo si sentono raggirati  devono dire chiaramente alle persone quali pericoli esistono e devono pretendere che le misure antidemocratiche prese siano immediatamente revocate. E spero di essere stato un cattivo profeta.

P.S. Mi spaventa ancora di più il fatto che persino il Presidente della Repubblica stia svolgendo il ruolo di corriere. Nonostante i suoi limitati poteri, avrebbe potuto, una volta informato sui Decreti Presidenziali da firmare – come succede sempre, avvisare che non avrebbe firmato solo per evitare una crisi politica. Non l’ha fatto.

Fonte: koutipandoras.gr

Tradotto da Atene Calling