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Troktiko.eu e il giornale “To Choni” iniziano una battaglia giudiziaria contro l’EETT [Commissione Nazionale delle comunicazioni televisive e postali, n.d.t.]  e il ministero dell’economia per il dominio nerit.gr

Mercoledì 12 giugno 2013 abbiamo acquisito LEGITTIMAMENTE e LECITAMENTE, seguendo il procedimento legale previsto, il dominio nerit.gr (lo stesso giorno, ricordiamo, Kedikoglou aveva comunicato il nome del nuovo organismo pubblico che, si ipotizzava, avrebbero messo immediatamente in funzione).

È evidente che l’acquisizione di nerit.gr da parte di privati sconvolge il tentativo del governo di smantellare l’ente radiotelevisivo pubblico, e smentisce le sue divertenti rassicurazioni, secondo cui la chiusura di ERT era prevista da molte settimane prima del comunicato che avvertiva della sospensione delle trasmissioni.

L’acquisizione del dominio nerit.gr da parte di un blog dimostra palesemente che la chiusura di ERT era semplicemente l’APPLICAZIONE IMMEDIATA DI UN ORDINE DELLA TROIKA che pretendeva il sangue degli impiegati pubblici greci, e Samaras e Sturnaras si sono affrettati a darglielo il giorno dopo (IMMEDIATAMENTE) con la chiusura di ERT. Non avevano nessun piano. Hanno chiuso ERT solo perché solo così avrebbero potuto cacciare 2.500 impiegati pubblici come richiesto dalla troika, licenziamenti  che non erano ancora stati preparati da Manitakis. Abbiamo detto…. gli impiegati che lavorano in enti che chiuderanno saranno licenziati. E abbiamo iniziato dall’ERT. È così semplice.

Questo in sostanza. Ora passiamo al reportage…

Poiché esistono anche altri impiegati pubblici (non tra i licenziati) che per eseguire l’ordine (anche se illegale) di un ministro sono disposti a dimenticarsi il greco che sanno, vale la pena riferire quanto segue:

quel mercoledì 12 giugno, attraverso la WEBTEC, compagnia con la quale collaboriamo, siamo riusciti a ottenere il dominio dell’indirizzo elettronico in questione (nerit.gr), perché ERA LIBERO. Ed era libero e disponibile perché fino a quel momento nessun altro aveva voluto acquistarlo. Se avesse voluto, l’avrebbe fatto.

Di conseguenza, nel momento in cui il blogger di troktiko.eu ha iniziato il procedimento per acquisire nerit.gr, è stato il primo greco a volerlo fare. Fino a quel momento Kedikoglou o Stournaras non avevano mostrato la benché minima intenzione di acquisire il dominio. Nemmeno avevano fatto la richiesta. Non avevano neanche iniziato il procedimento. Non avevano neanche chiesto come si fa ad acquisire un domino. Nulla.

Da quel momento i fatti sono un poco più noti. Nerit.gr in un gesto chiaramente simbolico ritrasmette i programmi di ERT, diventa una pagina internazionale, viene visto ovunque, riceve centinaia di migliaia di visite fin quando venerdì sera la Commissione Nazionale delle comunicazioni televisive e postali (EETT) con una “incredibile” decisione, che non è supportata da nulla e che non ha nessuna base legale, lo chiude. Perché questo aveva chiesto Stournaras.

Ebbene signori, abbiamo una notizia…

Da ieri sera il blogger di troktiko.eu che aveva acquisito il dominio a suo nome ha trasferito il dominio nerit.gr a SARISA E.P.E., la compagnia che pubblica il giornale “To Choni”.

In questo momento i legali del giornale “To Choni” stanno raccogliendo elementi per preparare il nostro contrattacco legale. Sarete chiamati presto a dare spiegazioni. Anche nei tribunali europei, se necessario.

Naturalmente troktiko & To Choni parteciperanno alla “guerra d’informazione”.

Non ci sarà neanche un greco che non saprà del secondo atto fascista del governo, questa volta su internet. E proprio perché ha a che fare con la rete, vi odieranno anche i vostri stessi sostenitori. Chi non vi ha chiamato fascisti per la vicenda ERT, lo farà adesso.

Rimettete subito in funzione il sito nerit.gr VELOCEMENTE e IMMEDIATAMENTE, esattamente come lo avete chiuso. Proprio così, VELOCEMENTE e IMMEDIATAMENTE.

Quando la gente si informerà sul modo di prendere le  decisioni del Presidente dell’ EETT…( tutti i particolari domenica su To Choni) ogni democratico (o neodemocratico) riderà amaro. E dopo sarà interessante vedere come  il governo proverà a convincerci che non c’è la giunta in Grecia, con gli schermi televisivi neri e la chiusura fascista di un sito internet.

Caro signor Stournaras, è lei che si nasconde dietro tutto questo…

Se crede di poter fare tutto ciò che vuole in quel suo feudo che si chiama Grecia, perché così le ha detto la Merkel, si sbaglia di grosso.

Lo dica anche al suo Primo Ministro.

Il resto lo leggerà domenica su To Choni.

Fonte: left.gr

Traduzione di Atene Calling