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di Kostas Vlachopoulos

Il motivo di queste righe è la decisione del governo di chiudere la radiotelevisione pubblica con un decreto legge. Il non aver rispettato  tra l’altro la decisione del Consiglio di Stato di sospendere il decreto legge e la circolare ministeriale, permette ai due partners più piccoli del governo di porre questioni su  un suo più generale funzionamento. Nonostante ciò, in questo testo non mi concentrerò sui fatti, ma sul clima di polarizzazione che è stato creato tra la gente.

Dal momento in cui è stato annunciato il piano del governo sulla chiusura di ERT, sono sorte due opinioni diverse. Da una parte, molti non erano d’accordo con la decisione del governo Samaràs. Giovani e vecchi, lavoratori e disoccupati, greci all’estero, persone del mondo culturale  e artistico  sottolineavano l’importanza della radiotelevisione pubblica per la cultura e l’informazione. D’altra parte, un numero consistente di cittadini è probabilmente favorevole alla decisione presa dal primo ministro, alcuni con una certa riserva ed altri entusiasticamente.

Questa seconda categoria è composta da diversi gruppi sociali. Persone disoccupate e provate dalla continua pressione reagiscono in questo modo. Nella più assoluta povertà che li circonda e con l’aiuto dei meccanismi del governo che corre a diffamare i vari gruppi sociali per attivare gli istinti inferiori dentro la società, molti di loro esprimono dei sentimenti antropofagi: “Perché io dovrei perdere il mio lavoro e loro invece no?” dicevano molti a proposito dei licenziati di ERT. Purtroppo però queste era la voce di  persone che affrontano dei problemi ma non sono diventate povere. Persone acculturate, politicamente attive fanno dei ragionamenti simili.

Ragionamenti del genere possono essere compresi, ma non tollerati, se li esaminiamo con attenzione. In un paese insanguinato, ferocemente colpito dalla povertà, è difficile che i suoi cittadini riescano a valutare l’importanza di valori alti come la democrazia e il pluralismo che in questo momento vengono minacciati. Inoltre, in società del genere, si registrano fenomeni di forte individualismo e di mancanza di solidarietà verso l’altro. Il disdegno di tutto è la diretta conseguenza di una situazione economica difficile che la gente sta vivendo. La ferocia della politica economica e la povertà che penetra in molti strati sociali, in combinazione con la retorica divisionista dei governi che da tre anni ormai mettono un gruppo sociale contro l’altro, contribuiscono a questo sviluppo degli istinti inferiori. Bertolt Brecht in “Santa Giovanna dei Macelli” descrive in modo eccezionale proprio questo clima: in società del genere mancano concetti come la collettività e la solidarietà, mentre allo stesso tempo prevalgono l’individualismo e l’introversione.

Nessuno sostiene che ERT funzionva come doveva. Serve uno sforzo di riorganizzazione e di ristrutturazione. Si intende: errori ce ne sono stati, ma i responsabili non sono tanto i lavoratori, quanto le amministrazioni nominate. E’ però triste che, in momenti così cruciali, i cittadini non riescano a individuare i motivi veri del problema.

Kostas Varnalis (poeta greco, n.d.t) nella sua poesia “Οι Μοιραίοι” descrive una società in un conflitto spirituale e morale – come quella greca – in cui la  gente non riesce a distinguere i motivi della propria situazione e così, in un clima malato, si immobilizzano. All’ultima strofa scrive:

Così nella taverna buia

Sempre chini noi beviamo.

Ogni tallone come insetti

ci schiaccia dove siamo.

Codardi, schiavi del fato, irresoluti

attendiamo, forse, un prodigio che ci aiuti!

Invece  di stare vicini a chi sta perdendo il proprio lavoro, invece di difendere in ogni modo possibile la Democrazia che in questo paese viene continuamente colpita, codardi, schiavi del fato e irresoluti, sempre chinati, come ci ricorda Varnalis, ci crogioliamo nella palude dell’individualismo disprezzando i valori collettivi che mantengono vive le società.

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Kostas Vlachopoulos sta svolgendo un  Master in Politica e Rapporti Internazionali  all’Università di Edimburgo

Fonte. avgi.gr

Traduzione di Atene Calling