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Quando la signora Y. R. ha aperto la busta dell’Agenzia delle Entrate e ha visto i documenti del sequestro forzoso ha avuto una spiacevole sorpresa.

Un’impiegata, con un salario di 500 euro al mese e la pensione del marito defunto di 326 euro, ha ricevuto il sequestro forzoso della sua unica casa dall’Agenzia delle Entrate per un debito di soli 3.500 euro. E senza alcun preavviso.

La casa, ereditata da una zia, si trova nella zona del Didaskaleio, nel centro della città. Ci vive con la figlia e la sorella. Si tratta di un palazzo che non ha un gran valore sostanziale, visto che è molto vecchio e non ha il necessario certificato energetico. Nonostante questo, l’ufficiale giudiziario che è stato chiamato nella zona ha stimato il valore dell’immobile a 150.000 euro. “Ho paura che proseguano con l’asta, perché la casa si trova a Kolonaki. Questo è il mio quartiere. È dove sono cresciuta, dove giocavo da piccola, dove ero andata a scuola. La gente crede che chi vive là ha i soldi. Ma le cose non stanno così. Ho visto persone che la sera rovistano nella spazzatura”. Condivide insieme a noi la sua preoccupazione e la sua esperienza.

“Mi sento umiliata”.

Con 500 euro come unico reddito è stata costretta a prendere in prestito piccole somme di denaro dai suoi conoscenti. Denaro che non è in grado di restituire. “Mi sento umiliata. Non avevo mai immaginato che mi avrebbero trattata così. Me e tanti altri ovviamente. Hanno schiacciato la nostra dignità”. E tutto questo mentre i grandi debitori non vengono toccati, nonostante le dichiarazioni di pochi giorni fa del segretario generale delle Entrate Pubbliche Charis Theocharis. “Non sono né una poveretta, né distrutta.. Mi vedi! Ma se arriverò al punto di dover andare alla mensa del comune perché non avrò da mangiare, preferirò saltare dal balcone. Per davvero”.

di Dialekti Aggeli

Fonte: efsyn

Traduzione di Atene Calling