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Comunicato Stampa

RETE DI REGISTRAZIONE DI INCIDENTI DI VIOLENZA RAZZISTA

Posizioni sulla legislazione antirazzista

Atene, 28 Giugno 2013

In occasione dell’assunzione del mandato dal nuovo Ministro di Giustizia, Trasparenza e Diritti Umani, la Rete di Registrazione di Incidenti di Violenza Razzista, sottolinea che nell’ultimo periodo c’è stato un aumento degli atti a sfondo razziale e degli attacchi a danno di persone in base al loro colore, razza, religione, appartenenza nazionale o etnica, orientamento sessuale o identità di genere. Vista la situazione e il discorso pubblico in atto rispetto alla Legislazione Antirazzista, la Rete vuole sottolineare:

 Il quadro legislativo esistente, a parte la sua applicazione carente, è insufficiente per far fronte all’impunità degli attori e alla protezione delle vittime. In questo contesto, indipendentemente dall’adozione di un nuovo quadro legislativo o della riforma di quello già esistente, per affrontare in modo efficiente la violenza razzista è necessario garantire almeno due presupposti: (a) la protezione delle vittime e dei testimoni importanti degli atti di violenza razzista e (b) l’inchiesta sulle motivazioni a sfondo razziale dalla fase delle indagini preliminari.

Ricordando che è necessario che lo stato si concentri su mosse legislative e pratiche amministrative di integrazione e di protezione per quanto riguarda i diritti dei migranti, dei rifugiati, dei LGBT, delle persone disabili, dei gruppi e delle comunità etniche e religiose, la Rete riporta le sue proposte, come esse vengono espresse al Rapporto Annuale nelle conclusioni per il 2012 e invita lo stato ad adottarle.

 (1) Protezione delle vittime e dei testimoni importanti di atti di violenza razziale, con la sospensione della detenzione e dell’espulsione (nel caso in cui non siano in possesso di documenti regolari) ed emissione di un permesso di soggiorno temporaneo, in base ad una disposizione del procuratore che valuti la denuncia sporta come fondata, per il periodo necessario, fino alla sentenza irrevocabile nel processo penale contro il responsabile. In questo modo, sarà possibile la denuncia e l’indagine degli atti, indipendentemente dallo status legale delle vittime e senza il pericolo di essere arrestati, indagando, facilitando e accelerando la persecuzione dei responsabili.

 (2) Indagini sulle motivazioni a sfondo razziale da parte degli organi competenti, dalla fase delle indagini preliminari e indipendentemente dall’occasione aggravante durante il conto della pena. Per questo motivo, commettere reati a sfondo razziale deve essere (a) previsto come un reato con una particolare sostanza legale; (b) essere combinato all’aumento della pena per alcuni tipi di reati (ad es. contro la vita, l’integrità fisica, la libertà personale, la proprietà); (c) costituire un’aggravante generale, ma con una pena specifica.

La Rete nel contempo sottolinea che per affrontare l’aumento degli atti di violenza razzista, è richiesta un’indagine profonda sulle possibili denunce che riguardano l’arbitrarietà della polizia o il ritardo delle condanne pubbliche della retorica dell’odio. Servono inoltre delle misure di politica sociale, che contribuiscano alla diminuzione dell’esclusione sociale e della delinquenza, rafforzando la coesione sociale nelle zone colpite/sottovalutate delle città.

Per ulteriori informazioni

Eleni Takou, racistviolence@nchr.gr, 0030-210-72.33.216