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Cari amici e sostenitori,

ormai da sei mesi stiamo vivendo uno dei peggiori anni di persecuzione nella storia del movimento di rifiuto dell’arruolamento nell’esercito. Le persecuzioni vendicative del sistema militare si sono ormai trasformate in arresti “fotografici” e pene che hanno come obiettivo lo sterminio degli obiettori.

Sei processi ed oltre dieci arresti di obiettori di coscienza che non hanno mai nascosto le loro generalità e la loro residenza costituiscono la prova che gli uffici di arruolamento hanno reagito immediatamente ed in modo aggressivo alla sempre più grande ondata di obiettori di coscienza.

L’attacco del sistema militare si è diffuso a tutti i livelli della vita quotidiana dei cittadini, mentre è ovvio il cambiamento anche nel modo in cui vengono trattati gli obiettori di coscienza da parte della giustizia. Ormai vengono processati in aule di tribunali dove le loro sono le uniche cause iscritte in udienza, visto che la loro voce non deve essere sentita al di fuori. Processi riservati, con le aule chiuse a tutti. Da una parte i sostenitori dell’ “imputato” e dall’altra la polizia e la polizia militare.

Quanto sopra non ci sorprende affatto. La Grecia ha il peggior posto tra i 27 stati membri dell’Unione Europea e il quarto peggiore tra i 47 paesi del Consiglio d’Europa (dopo Turchia, Azerbaijan, Armenia) nella violazione dei diritti degli obiettori di coscienza secondo l’EBCO e tra le prime posizioni nelle spese per la difesa militare secondo il SIPRI.

Solo durante il mese di giugno, le violazioni dei diritti che sono state imposte dal sistema militare (uffici di arruolamento e procuratori) hanno portato: a) all’arresto di Michalis Tolias a Ioannina (3.6); b) all’arresto (11.6) e processo (12.6) di Nikos Karanikas (44 anni) a Salonicco; c) al processo e alla condanna di Menelaos Exioglou (20.6) ad Atene; d) all’arresto di Lazaros Petromelidis (50 anni) a Pireo lo stesso giorno in cui era testimone nel processo di Exioglou e al suo rilascio solo dopo il pagamento di 5.500 euro.

Per il prossimo semestre sono già stati programmati i processi di Nikos Karanikas, Menelaos Exioglou, Michalis Tolis, Babis Akrivopoulos, Dimitris Niotis, Dimitris Sotiropoulos – questi, almeno, sono quelli che conosciamo finora. Al contempo, chi non fa la leva (tra cui anche gli obiettori assoluti, ma anche coloro che vogliono svolgere il servizio alternativo ma la Commissione competente glielo rifiuta) vengono gravati con una multa di 6.000 euro. La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha stabilito che il rifiuto dell’arruolamento per motivi di coscienza costituisce un diritto umano fondamentale, stabilendo che i tribunali militari non possono processare gli obiettori di coscienza e, in più, ripetutamente per lo stesso atto. La Grecia, ignorando queste sentenze, cerca attraverso le persecuzioni penali continue e le multe amministrative di sterminare moralmente, fisicamente ed economicamente tutti coloro che esercitano tale diritto.

Ιnvitiamo i gruppi, i collettivi, i partiti, ogni cittadino che ha delle sensibilità e pensa in Grecia e all’estero di sostenere il nostro sforzo, a supportare la cassa di aiuto degli obiettori di coscienza processati, con qualsiasi somma possa contribuire. Nel momento in cui la repressione pesa sulla società greca, tutti coloro che si richiamano alla parola “diritto” tendono ad essere considerati ormai nemici dello stato e la prima carcerazione di un obiettore di coscienza, dopo almeno dieci anni, è più vicina che mai.

Conto Bancario: Banca Nazionale 139/953243-92, IBAN:GR301101390000013995324392
Syndesmos Antirrision Syneidisis

Fonte: antirrisies

Traduzione di Atene Calling