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In base alle prime informazioni, le armi e gli esplosivi ritracciati su un gommone al largo dell’isola di Chios sarebbero stati destinati ad un’organizzazione della sinistra turca, il DHKP-C, proveniente dalla frammentazione di Dev Sol.

Parallelamente, la polizia ha effettuato sei arresti e dodici fermi, fino ad ora, tra Atene, Salonicco e Chios. Nove di questi fermi sono avvenuti ad Atene, in particolare nella zona di Exarchia, dove proseguono le indagini dalla polizia, e tre a Salonicco. Secondo le stesse fonti, le persone fermate sono sia greci che stranieri.

I fatti

Come risulta da fonti della polizia, la mattina di martedì, una nave della Guardia Costiera greca che effettuava pattugliamenti preventivi alla ricerca di migranti irregolari nelle acque di Chios, ha rintracciato un gommone di sette metri tra le isole di Chios e Oinousses. Lo ha avvicinato per un controllo di “routine”. I passeggeri del gommone (due greci e due stranieri, turchi di origini kurde) non hanno cercato di evitare il controllo, che ha rivelato il loro carico: due mortai anticarro, quattro granate, due pistole, proiettili e un grande numero di meccanismi esplosivi.

Il gommone è stato portato nel porto di Chios, dove è stato sequestrato, mentre i passeggeri sono stati arrestati. Parallelamente, sono state arrestate due persone a Chios (un greco e uno straniero). Secondo le informazioni, il gommone era diretto in Turchia. Dopo il primo esame degli arrestati, il caso è passato all’Unità Antiterrorismo, che ha effettuato perquisizioni in diverse case collegate con gli arrestati ad Atene, Salonicco e Corinto.

Secondo le informazioni, uno dei greci, di 22 anni, studente della Scuola della Marina Mercantile di Aspropyrgos ha dichiarato dopo l’arresto di essere stato assunto, in cambio di 500 euro, per portare il gommone in Turchia e di non sapere cosa stesse trasportando. Secondo le stesse informazioni, i maggiori sospetti degli ufficiali dell’Unità Antiterrorismo sono concentrati sui due stranieri che, secondo le stesse informazioni, vivevano ad Exarchia e sono noti alle autorità per le attività armate nel loro paese. Si valuta che gli esplosivi fossero destinati ad attività da realizzare in Turchia.

Fonte: efsyn (con informazioni dall’Agenzia di Informazioni di Atene – Macedonia)

Traduzione di Atene Calling