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“Non siamo diventati grandi uomini, ma mica abbiamo venduto i nostri sogni”

Ieri, 9 Settembre 2013, nella città di Antakya si sono svolte le manifestazioni di solidarietà con le persone che stanno resistendo al progetto stradale in zona campus ODTU Ankara e per commemorare Abdullah Comert(22 anni) che perse la sua vita sempre nella città di Antakya all’inizio della rivolta(3 Giugno 2013). Durante la manifestazione la polizia ed i manifestanti arrivano a scontrarsi e le strade di Antakya(quartiere Armutlu) assistono ad una guerriglia urbana. I mezzi potenti della polizia non esitano a sparare dei lacrimogeni ad altezza uomo. Infatti in uno di questi momenti Ahmet Atakan(22) viene colpito dalla sua testa.

In quel momento gli amici di Ahmet notano il fatto e chiamano l’ambulanza. Secondo alcuni di loro dall’altra parte del telefono l’operatore specificava che l’ambulanza non sarebbe potuta entrare in quella zona. Così con una macchina privata Ahmet viene portato all’Ospedale Statale di Antakya. Dopo poco tempo i medici hanno annunciato la morte di Ahmet.

Pochi minuti dopo la Prefettura di Hatay ha dichiarato che Ahmet era caduto dal tetto di un palazzo mentre cercava di buttare dei pannelli solari sui mezzi blindati della polizia. Tuttavia un testimone di nome Nurettin Ocak(19) ha detto al portale online Sendika.org che mentre dai tetti qualcuno buttava dei mattoni sui mezzi della polizia Ahmet era in un angolo fermo e la polizia gli ha sparato il lacrimogeno da uno di questi mezzi. Infatti il presidente dell’Unione dei Medici di Hatay, Selim Matkap, nel suo comunicato ha specificato che nell’autopsia di Ahmet non risultava nessun segno di caduta dall’alto.

Nelle ore successive viene rilasciata la relazione dell’autopsia ufficiale ed anche in questa si legge nettamente che Ahmet è morto di emorragia cerebrale con un buco nella sua testa di 4-5 cm e con varie fratture. La cosa più forte è senz’altro il fatto che la Prefettura di Hatay comunichi un dato, anche sbagliato, prima che venisse comunicata ai familiari la relazione ufficiale dell’autopsia da parte dell’ospedale.

Dopo la morte di Ahmet il Sindacato Confederale Rivoluzionario dei Lavoratori(DISK), Unione degli Architetti e degli Ingegneri(TMMOB), Partito della Pace e della Democrazia(BDP), Partito Comunista di Turchia(TKP), Partito Socialista Rifondazione(SYKP) ed il Partito della Democrazia Socialista(SDP) hanno rilasciato dei comunicati di stampa per condannare la violenza della polizia e criticando le posizioni e le scelte del governo AKP sin dai primi giorni della rivolta del Parco Gezi.

Oggi, 10 Settembre, verso le ore 15:00(ora locale) durante il funerale di Ahmet Atakan c’erano migliaia di persone per stare accanto ai familiari e gridavano; “L’assassino di Ahmet è la polizia dell’AKP”. La mamma di Ahmet in un’intervista rilasciata al quotidiano nazionale Birgun dice: “Mio figlio è morto lottando per il suo popolo. Tutti i ragazzi morti in questi tre mesi avevano solo una colpa, è quella di lottare per la pace in questo Paese”.

Per oggi sono state organizzate diverse manifestazioni in varie città della Turchia come; Istanbul, Ankara, Izmir, Antalya, Adana, Mersin, Kocaeli, Canakkale, Bolu, Bursa, Aydin, Eskisehir, Corum, Antep, Afyon, Trabzon, Balikesir e Usak.

Nel frattempo il Comitato Solidale Taksim ha invitato i cittadini a radunarsi in Piazza Taksim alle ore 19:00 locali, per protestare la violenza della polizia e per depositare in Piazza dei garofani.

Tratto da turchia.over-blog