Teachers protest in Athens against layoffs

[I professori delle scuole hanno indetto uno sciopero a oltranza a partire dal 16 settembre. Ogni 5 giorni verrà deciso se proseguire. La percentuale di adesione attesa è di oltre il 90%, n.d.r.].

Da una professoressa in sciopero agli aspiranti crumiri.

Dici: non posso scioperare, perché non mi basta lo stipendio. Ed è proprio per questo che devi scioperare, proprio perché non ti basta lo stipendio! Perché in tre anni hai perso il 40% delle tue remunerazioni.

Dici: non posso scioperare, perché ho dei figli e una famiglia. E’ per i tuoi figli che devi scioperare, perché non hanno alcun futuro e lo sai. Ammettilo e fai qualcosa per questo. Se lo aspettano da te, e se lo meritano.

Dici: non sciopererò perché qualsiasi cosa facciamo, non otteniamo nulla. Stai mentendo e lo sai, perché quando sei in classe consigli ai tuoi studenti che si demoralizzano di continuare a tentare e gli dici che solo chi non tenta non riesce mai e in niente. Perché gli insegni Kolokotrònis e Karaiskàkis, la Rivoluzione francese, perché ogni anno organizzi feste per la rivolta degli studenti al politecnico e per l’eroico “NO” del popolo greco al nazismo.

Dici: non sciopero se non scioperano anche tutti gli altri. Ma anche tutti gli altri dicono la stessa cosa di te, perché in questo “tutti gli altri” ci sei anche tu.

Durante l’estate, una professoressa con seri problemi di cuore è morta il giorno dopo che le era stato comunicato che nonostante i suoi seri problemi di salute non poteva essere esonerata dal servizio. Un altro insegnante si è suicidato a causa di problemi economici. Una collega in disponibilità ha tentato il suicidio. Qualche giorno fa, un’altra collega si è buttata dal balcone ed è morta.

E se “una morte è una tragedia, mentre 1000 morti sono semplicemente statistica”, ripensa a queste persone e alle loro famiglie, quando sarai pronto a rientrare in aula da crumiro.

Pensa che ti hanno scippato lo stipendio, che ti hanno tagliato i premi, che ti hanno aumentato le ore di lavoro e che poco tempo fa sei stato ufficialmente definito “cane bastardo” e “asino”, pensa come ti sei sentito quando hai preso il foglio di precettazione e ricordati anche i versi del poeta che stai insegnando: “E se non puoi la vita che vorresti, / almeno questo tenta / per quanto puoi: non la umiliare”…

Fonte: risinggalaxy

Traduzione di Atene Calling