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Con un notevole ritardo, e soltanto dopo che il 34enne Pavlos Fyssas ha perso la vita, il ministro dell’Ordine Pubblico Nikos Dendias (in foto) ha chiesto di indagare sull’attività di Alba Dorata come organizzazione criminale.

In particolare, il ministro Dendias chiede che vengano ricompresi nella legge antiterrorista tutti gli incidenti nei quali è stata coinvolta Alba Dorata. Lo fa con una lettera al Procuratore della Corte Suprema, Euterpi Koutzamàni. Come ha riferito il ministro in un incontro urgente tenuto per i giornalisti, la lettera alla procura è accompagnata da 13 cartelle di incidenti accaduti nell’Attica e 19 nel resto della Grecia, che seguono l’aggressione nel mercato etnico di Rafina. Secondo la polizia, tutti questi incidenti costituiscono l’attività continuativa di un’organizzazione criminale.

Per questo motivo, il ministro chiede tutti gli incidenti siano compresi nell’articolo 187 del codice penale, quello che vieta la fondazione di organizzazioni criminali. Questa previsione di legge trasforma automaticamente i reati minori in crimini gravi e li punisce per questo con pene più severe. In alcuni di questi casi, per i quali è già stata formulata un’accusa, sono coinvolti perfino dei deputati di Alba Dorata. La procedura proseguirà anche per loro, come è previsto dalla Costituzione.

QUI potete trovare gli incidenti in cui è coinvolta Alba Dorata.

“L’attività del partito sarà sospesa”

Il ministro Dèndias ha sottolineato che in questo modo Alba Dorata non viene messa fuori legge, perché questo non è concesso dalla Costituzione, ma “tutti i suoi membri saranno trascinati in tribunale e si metterà fine all’attività di questo partito”.

Alla domanda perché lui stesso non ha permesso che le indagini sull’omicidio di Keratsini proseguano, fatto che potrebbe far venire alla luce nuovi elementi, Dèndias ha risposto di aver inviato la lettera alla procura perché teme che quanto accaduto a Keratsini possa ripetersi e perché potrebbero esserci reazioni dall’altra parte, creando una situazione molto pericolosa. Questa iniziativa trova d’accordo anche il primo ministro. È stato riferito, inoltre, che il Procuratore della Corte Suprema studierà attentamente gli elementi dei 32 incidenti e, se lo riterrà opportuno, proseguirà con azioni ulteriori.

La lettera

Il ministro Dendias nella sua lettera alla signora Koutzamàni riporta:

“Signora Procuratrice

Mi permetta comunicarLe a) il documento con numero di protocollo 4003/173/-315661/19.09.2013 del Quartier Generale della Polizia Greca, Unità di Sicurezza Statale riguardo ad azioni penalmente punibili di membri-sostenitori del partito “Alba Dorata”, le quali sembrano appartenere alla creazione di organizzazione criminale ed esercizio di attività criminale organizzata e b) una serie di articoli dei giornali “Avgi”, “Vradyni”, “Dimokratia”, “Ethnos”, “Eleutheros Typos”, “Eleutherotypia”, “Efimerida Ton Syntakton”, “Imerisia”, “Kathimerini”, “Parapolitika”, “Ta Nea” e “To Vima” riguardo allo stesso tema.

Questa attività divaga dai limiti degli incidenti limitati, provoca il senso comune, mina l’originalità dello stato di giustizia, offende i diritti umani e la dignità umana, pone in pericolo l’ordine pubblico e la sicurezza interna del paese.

Questa attività espone non solo gli autori reali e morali, ma anche il paese stesso, la sua tradizione democratica, la sua civiltà giuridica, i suoi impegni sotto il diritto internazionale ed europeo di protezione dei diritti umani.

Di conseguenza, farne fronte, impone la vigilanza dello Stato e l’attuazione di tutti mezzi necessari previsti dalla Costituzione, dal Codice Penale e dal Codice di Procedura Penale.

Il ministero dell’Ordine Pubblico e della Protezione del Cittadino e la Polizia Greca sono a disposizione delle autorità giudiziarie per ogni necessario contributo, nell’ambito delle loro competenze, come esse vengono stabilite dalla costituzione e dalle leggi. 

Fonte: efsyn.gr, con informazioni dall’APE-MPE

Traduzione di Atene Calling