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Di seguito due riflessioni sul caso della pubblicazione della foto di Pavlos Fyssas moribondo, ritratto da un fotografo ignoto dopo essere stato accoltellato da un albadorato. Nel primo articolo viene ripercorsa la storia recente del rapporto tra “Proto Thema”, il giornale che ha pubblicato la foto, e la banda nazista di Alba Dorata. Interessante notare le diverse tappe attraverso cui il giornale ha concorso attivamente a sdoganare  e normalizzare l’immagine pubblica di una banda criminale. Il secondo testo è una riflessione del blogger satirico Pitsirikos, che mette in guardia sulla provocazione che attraverso l’omicidio di Pavlos è stata lanciate a tutto il movimento.   

Il giornalaccio di Themos Anastasiadis

Visto che neanche noi dimentichiamo, ricordiamo che:

“Proto Thema” è il giornalaccio di Anastasiàdis, lo stesso che poco prima delle elezioni ha iniziato a raccontare favole per addolcire il profilo nazista di Alba Dorata, mettendo in prima pagina un articolo con il titolo “Passa la nonna… ad Alba Dorata” (1.4.12).

In questo “servizio” veniamo a sapere che le nonne hanno bisogno dall’aiuto di Alba Dorata per andare al bancomat a prelevare dei soldi..

Soltanto che nella foto impressionante che accompagnava l’articolo falso, e nel testo di due pagine che presentava gli albadorati come degli “scout”, non viene riferito da nessuna parte che: la nonnina della foto artefatta e del servizio artefatto era la madre di un membro della banda nazista, candidato deputato di Alba Dorata, reclutata per rendere ancora più “convincente” il servizio pieno di lodi alla banda.

Il giornalaccio di Anastasiàdis è lo stesso che il 5.7.12 è uscito con il titolo in prima pagina: “Alba Dorata ha iniziato le ronde con tre società di sicurezza”. Il giornalaccio di Anastasiàdis, dunque, è quello che ha presentato i battaglioni d’assalto del nazismo come presunti garanti della “sicurezza del cittadino” e gli accoltellatori del fascismo come nuovi Robin Hood!

Il giornalaccio di Anastasiàdis è lo stesso che il 29.7.2012 titolava in prima pagina: “Il campeggio di Alba Dorata”. Il giornalaccio di Anastasiàdis, quindi, è quello che ha svolto il ruolo di presentare l’organizzazione e l’addestramento paramilitare degli albadorati come presunto allenamento del corpo e dello spirito (!). In un servizio di molte pagine incoraggiava perfino i suoi lettori a mandare i figli al campeggio dell’istruzione del fascismo e dell’indottrinamento razzista, nazionalista e da bulli, quello del “tutti in piedi”.

Il giornalaccio di Anastasiàdis è lo stesso che il 5.8.12 è uscito titolando in prima pagina: “Michaloliàkos vieta le telenovele turche ai deputati e lancia una campagna contro le telenovele turche nella Tv greca”. Il giornalaccio di Anastasiàdis, quindi, è quello che ha scelto il ruolo di battezzare gli “ugh” e il loro “führer”, che non riescono a mettere tre parole in modo corretto nella stessa frase, come difensori della lingua greca e, più in generale, della patria.

Questo è Anastasiàdis, questo è il suo giornalaccio. È lui che dopo l’omicidio di Fyssas vuole saccheggiarne la tomba, speculare sul sangue del ragazzo e vendere una vigilanza antifascista. Chi? Anastasiàdis!

Conclusione: c’è qualcuno che crede che con il detergente dell’ipocrisia sia possibile togliersi di dosso la stampa del fascismo. Invano, però. Perché la stampa rimane indelebile dal sangue che il fascismo si lascia dietro.

Fonte: unfollow

Traduzione di Atene Calling

Una sollecitazione 

Un giornale domenicale ha pubblicato la foto di Pavlos Fyssas moribondo tra le braccia della sua compagna. Credo sia orribile pubblicare la foto di una persona che sta per morire. Era il figlio di qualcuno. C’è una madre. Potrei scrivere tante cose su quello che hanno prodotto la foto e il giornale che l’ha pubblicata e fatta circolare. Ma voglio scrivere altro.

La pubblicazione di questa foto, non è casuale. Non è stata fatta per motivi commerciali, né ha niente a che vedere con il giornalismo. Vogliono del sangue. E puntano sulla rabbia che questa foto ha provocato a migliaia di persone – anch’io sono uno di queste – e vogliono che lo spargimento di sangue continui. Vogliono che ci sia una risposta all’assassinio di Pavlos Fyssas. Vogliono provare a tutti i costi che i due estremi esistono. Vogliono il  deragliamento. E faranno di tutto per riuscirci. Hanno sguinzagliato i loro cani, facendoli urlare per far impazzire la gente e portarla alla violenza. Non facciamo loro questo favore. Nessuna risposta alle loro provocazioni e ai pappagalli del regime.

Fonte: pitsirikos

Traduzione di Atene Calling